SEMINARI PROFESSIONALI DI FOTOGRAFIA SUL RITRATTO

Copyright Ivan Mologni

CORSI DAL 1 MARZO AL 31 MAGGIO 2026

INCONTRI TEORICO/ PRATICI ANALOGICI A PELLICOLA: ESPERIENZA PROFESSIONALE, INNOVAZIONE E GRANDE TRADIZIONE

Presento alcuni miei scatti in bianco e nero con ambientazioni urbane in esterni ed interni con la modella Nataliya.
I risultati li ritengo soddisfacenti, anche grazie alla professionalità della modella ritratta.

ASPETTI TECNICI:
Reflex Contax RTS III con 28/85 e 80/200 mm Carl Zeiss.
Pellicola: Kodak Tmax 400.
Sviluppo: rivelatore Tmax in 1+4 a 24°.
Stampa: ingranditore Durst 605 testa a colori con 50 mm Rodagon.
Carta: Ilford classic opaca.

FOTOCLUB BERGAMO, DOVE INTRECCI PROFESSIONALI TRA MODELLA E FOTOGRAFO PRENDONO FORMA

La tecnica della Cianotipia in  Camera Obscura (3^ parte)

Copyright Ivan Mologni

La cianotipia è una tecnica di stampa a contatto, mediante raggi UV, che richiede un negativo della stessa dimensione dell’immagine finale.
Questa tecnica è stata sviluppata dal fotografo e chimico inglese John Herschel tra il 1839 e il 1842.

L’ARTE NON CONSISTE NEL RAPPRESENTARE COSE NUOVE, BENSÌ NEL RAPPRESENTARE CON NOVITÀ (UGO FOSCOLO)

LA CAMERA OBSCURA (2^ Parte)

Copyright Ivan Mologni

Con gli allievi/e siamo in camera “obscura”.
Fra le tecniche più avvincenti gli “effetti speciali”: la Solarizzazione e il Bassorilievo.

LA SOLARIZZAZIONE

Si ottiene con la carta nello sviluppo e, a metà tempo richiesto, accendere la luce per un secondo. Lo sviluppo senza agitazione. Usare carta ad alto contrasto.

IL BASSORILIEVO

Si ottiene realizzando un positivo a pellicola che andrà poi sovrapposto sul negativo originale leggermente fuori registro. Le due pellicole nel porta negativi dell’ingranditore ed eseguire la stampa.
Le immagini più adatte a questa tecnica sono nature morte, paesaggi e ritratti.
Di seguito i vari scatti.

Fotoclub Bergamo BFI – Camera Obscura: il viraggio nella fotografia a pellicola

di Ivan Mologni ©️


La tecnica del viraggio è un procedimento chimico che conferisce alla “stampa fotografica” una particolare tonalità con dei bagni appropriati.
Il viraggio è stato molto usato fino all’inizio del XX Secolo perché conferisce una maggiore stabilità all’immagine. Ci sono anche altri tipi di viraggio: al selenio, ai ferrocianuri, all’oro e al platino. Quando la colorazione è molto lieve si parla di “intonazione”.
Ai miei allievi in camera obscura ho fatto notare una caratteristica fondamentale sul viraggio in seppia: serve ad arrestare l’ossidazione dell’argento col metodo della solfurazione.

Ritratto di arrotino in bianco e nero

Lo stesso ritratto virato in seppia

Modella Natalia – intonazione seppia

Modella Inna – intonazione seppia

Modella Priscilla – viraggio seppia

Modella Alice – viraggio in viola

Modella Alice – viraggio in viola

Modella Alice – viraggio in verde

Modella Ida – viraggio in blu

Viraggio seppia

Ricordo a tutti gli interessati che i corsi di fotografia nei laboratori riprenderanno ad Ottobre; per info tel. 035 248500.

L’antica tecnica della “gomma bicromata”

di Ivan Mologni ©️

Come già pubblicato negli articoli Un “effetto” veramente speciale: stampa alla gomma bicromata & Un pò di Storia : la Gomma Bicromatica, nei giorni scorsi mi sono dilettato nell’applicazione dell’antica tecnica della “gomma bicromata“, sempre stimolante e artisticamente soddisfacente! Vi rimando all’articolo sopra menzionato per le specifiche tecniche e le caratteristiche principali. Aggiungo di seguito un paio di stampe, fatte con la predetta tecnica, di due macchine Contax, con un po’ di storia di questo glorioso marchio.

La CIANOTIPIA (2^ parte): esperienze in Camera Obscura con la modella Barbara



Continuano i seminari di fotografia storica con la tecnica della cianotipia (v. articolo La CIANOTIPIA (1^ parte): esperienze in Camera Obscura con la modella Alice)
Sperimentazioni del collettivo FCB con la modella Barbara.
Riprese con banco ottico formato 10×12 con TOYO – VIEW (con obiettivo Xenar Schneider Kreuznach, F 5.6/150 mm. – anni ’70 del XX sec.)

Copyright Ivan Mologni

La CIANOTIPIA (1^ parte): esperienze in Camera Obscura con la modella Alice

La Cianotipia fa parte di quegli “effetti speciali “ utilizzati per rendere atmosfere particolari ad alcune immagini. Il mio insegnamento ai Soci del Fotoclub Bergamo, in una delle tante serate di ritrovo. Ci siamo cimentati in questa esperienza con ottimi risultati (v. le foto in bianco e nero e poi riprese con l’antica tecnica del “cianotipo”).

Copyright Ivan Mologni

Un po’ di storia…

Fotografia Analogica: Arte allo stato puro!

Inaugurazione del Museo della Fotografia FCB: un successo!

Con un’affluenza di oltre 100 visitatori e più di 200 prenotazioni di visite su appuntamento, il Museo della Fotografia presso la sede del Fotoclub Bergamo ha riscosso grande interesse tra gli appassionati di fotografia analogica e di arte in generale.

I componenti del Direttorio, hanno gestito l’affluenza organizzando visite guidate: la Segretaria Serena Gioia Dolfi ha illustrato le esposizioni delle vetrine, la Consigliera Cristina Leo era incaricata agli album sui Fotografi Bergamaschi mentre il Presidente Ivan Mologni era in Camera Obscura ad illustrare le antiche tecniche. Il Vice Presidente Licio Villa aveva l’incarico di illustrare i negativi in vetro e le Vice Consigliere  Florinda Subacchi e Maria Grazia Locatelli accoglievano i gentili visitatori. Presente all’evento anche la Delegazione FIAF.

Di seguito uno stralcio del registro firme:

Terminato l’evento di inaugurazione del Museo della Fotografia, si torna alla nostra passione principale di divulgazione della Fotografia analogica:

riprendono i Seminari di Fotografia Tradizionale nel Grande Formato 6×6, 6×7, 6×9, 10×12 e banco ottico. Sala pose operativa presso la sede del Fotoclub Bergamo con workshop e stage sul ritratto di moda e pubblicitario con fondali color giallo bangkok e fucsia.

Per info telefonare al numero 035 248500.

Fotoclub Bergamo PRO – corsi & seminari di fotografia professionale

di © Ivan Mologni

Dal 2024 vengono potenziate le attività con allievi/e per quanto riguarda il grande formato negativo. In base alle attrezzature utilizzate (formati 4,5×6 – 6×6 – 6×7 – 6×9 – 10×12 – 13×18), si simuleranno le problematiche più ricorrenti con queste complesse attrezzature.

La Sala posa

E’ la situazione che un po’ tutti i miei allievi vogliono affrontare, essendo la più complessa, dovendo interpretare al meglio la modella.

Per iniziare, occorre che quest’ultima sia opportunamente truccata, scegliendo gli abiti a gli accessori più adatti alla situazione.

Poi fondamentale è  l’illuminazione, con flash a luce pilota (almeno 3 unità bowens da 800 watt), poi bank, ombrelli, spot, esposimetri, flash, ventilatori e fondali colorati in cartoncino rigido o stoffa.

La Macchina di ripresa 6×6 (120mm)

La mia preferita è la classica Hasselblad 500 CM con i 3 obiettivi base 50mm/80mm/150mm…per me il massimo della “libidine” fotografica! A titolo esemplificativo, per i pochi che non la conoscessero, riporto il modello in possesso del nostro associato – nonché gestore di questo Blog – Riccardo: Hasselblad 500 CM personalizzata con esposimetro, paraluce in metallo e cinghia in pelle…sempre operativa e pronta a “colpire”:

A titolo di esempio propongo 4 fotografie stampate da me, due in bianco e nero e 2 a colori che ritraggono la modella Natalya. Gli scatti sono stati effettuati con i seguenti obiettivi:

– 80mm f/2.8 (bianco e nero)

– 150mm f/4 (colore)

– 150mm f/4 (bianco e nero)

– 80mm f/2.8 (colore)

Pellicole kodak TMax 100 (b/n) e kodak Portrait (colore negativo)

Banco Ottico 10 x 12

Ad aprile inizieranno le esercitazioni con gli iscritti al seminario professionale teorico – pratico con la macchina  TOYO VIEW munita di obiettivo Schneider Kreuznach Copal 5/6 150. Un’occasione unica e irripetibile per provare l’ebrezza della foto di grande formato!

Per partecipare prenotarsi al 035 248500; successivamente, in sede, verrà compilata apposita modulistica e distribuiti i programmi didattici e dispense agli aderenti. Il numero massimo è di 5 allievi, ovviamente requisito essenziale è di avere una preparazione tecnico- fotografica di base.

Uscite didattiche domenicali – sezione “Professional”

7 e 21 aprile dalle 14

12 e 26 maggio dalle 14

(Si concordera’ il luogo di incontro e in caso di maltempo si rinvia alla domenica successiva)

F.C.B.: “Se fai quello che ti piace, è libertà. Se ti piace quello che fai, è felicità “

I miei primi provini!

di © Riccardo Scuderi

In una delle ultime sessioni presso la sede del Fotoclub Bergamo ho avuto la possibilità di effettuare, per la prima volta, una sessione intera di sviluppo di provini di negativi in bianco e nero, sotto le “amorevoli cure” del Presidente del FCB – Arch. Ivan Mologni.

Devo premettere che la Camera Obscura, operativa presso la sede del FCB, è davvero una fonte di ispirazione che invoglia chi vi entra ed immergersi nell’arte della fotografia autentica! Grazie poi agli insegnamenti di Ivan, sempre preciso e premuroso nelle indicazioni e nei consigli, diventa un’esperienza unica che ogni vero appassionato di fotografia dovrebbe provare!

Veniamo a noi: i provini a contatto riguardavano due rullini Ilford HP5, quello relativo ad un recente viaggio ad Atene (vedi art. Fotografia di viaggio: Atene – Grecia) ed un altro… di cui ignoravo del tutto il contenuto.

La prima fase è stata dedicata ai cosiddetti “provini dei provini“: utilizzando l’ingranditore DURST 605 in dotazione al Fotoclub, allo scopo di individuare la corretta esposizione dei provini, sono state fatte prove di esposizione a 3 – 6 – 9 secondi, in modo da poter individuare il tempo di esposizione più confacente allo sviluppo dei singoli fotogrammi. Il risultato è stato una “bozza” di provini con esposizione a “scalare”, di facile consultazione.

Il risultato di cui sopra ha permesso di selezionare il tempo di esposizione ottimale per le future stampe, individuato in 6 – 7 secondi.

Successivamente, grazie all’utilizzo di apposito “provinatore”, abbiamo provveduto alla stampa degli stessi utilizzando i chimici proprietari per avere un risultato ottimale. Vi riporto i risultati, per me molto gratificanti:

Ovviamente i provini a contatto costituiscono un’anticipazione utile ad individuare gli scatti da selezionare per le stampe, che potranno avere tempi di esposizione diversi a seconda delle esigenze artistiche del fotografo.

Segnalo infine due “Bibbie” gentilmente donatemi da Ivan, ormai introvabili, che riguardano l’universo dell’ingrandimento fotografico e della stampa:

Regordàs (Ricordare) – Ritratti dal Liceo Artistico

di © Ivan Mologni

Nel riordinare l’archivio “ritratti”, ho ritrovato i miei primi scatti e le mie prime stampe. Il periodo di frequentazione del Liceo Artistico mi vedeva spesso impegnato a fotografare (ero ancora agli inizi) le compagne di classe, in particolare durante un’uscita didattica in Città Alta.

La macchina fotografica, la prima acquistata nuova dopo tanti sacrifici era (ed è attualmente, gelosamente custodita nel mio personale museo) una Zeiss Ikon Contessa LK, ottica fissa, a telemetro e dotata dell’eccezionale obiettivo Zeiss Tessar 50mm f/2.8. Giudicate voi dai risultati…

Avevo eseguito le stampe con l’ingranditore Durst M 601, sulla tradizionale e gloriosa carta baritata Ilford.

Sempre rovistando in archivio ho ritrovato altri ritratti in bianco e nero che avevano partecipato al concorso fotografico indetto dal quotidiano “Bergamo Oggi”. Le foto sono tratte direttamente dal giornale (con la mia foto vincente del “bimbo Luca”).

Queste ultime foto sono state eseguite con la mia prima reflex, la Zeiss Ikon SL 706, con obiettivi 25mm f/2.8 Distagon, 50mm f/1.4 Ultron e 135mm f/2.8 tessar; ottiche eccezionali che utilizzo anche oggi, sempre con la massima soddisfazione. La pellicola è sempre la Kodak TRI -X Pan, sviluppata in rivelatore Kodak D76, diluizione 1 : 1 a 20 °C.

L’ingranditore è sempre il Durst M 601 con obiettivo Rodagon, oggi sostituito dal Durst M 605 con testa a colori. Entrambi delle pietre miliari della Camera Obscura.

1. La mia ex compagna di classe Silvana, posando con lo sfondo la cancellata del Battistero di Città Alta
2. Emanuela, di spalle, durante una sessione in sala pose
3. Altre due compagne di classe, Elena e Silvana, ritratte in controluce
4. ritratto in sala pose di Emanuela
5. una composizione originale con protagoniste le mie compagne Elena 1, Elena 2 e Rosy: la composizione è “Non vedo, non sento, non parlo”

Se qualcuna delle mie “ex modelle e compagne” si dovesse riconoscere nelle foto, sarò ben lieto di farle omaggio di una copia degli scatti, cogliendo l’occasione per salutarla e rammentando i bei ricordi del liceo!

Foto pubblicate sul giornale “Bergamo Oggi”:

  1. “Luca”
  2. “Attesa”
  3. “Luci e ombre”
  4. “Concerto in piazza”

Si coglie l’occasione per ricordare a tutti gli interessati che il Museo della Fotografia privato è sempre visitabile presso la sede del Fotoclub Bergamo il 1° e 3° sabato del mese, su appuntamento dalle 16 alle 18. In esposizione troverete macchine fotografiche a pellicola dal 1890 al 2022, oltre a:

  • obiettivi;
  • borse fotografiche e treppiedi
  • proiettori DIA
  • Custodie, dagherrotipi
  • Ingranditori
  • vetrine espositive illuminate
  • pellicole in lastra di vetro di vari formati
  • fotografie “carte de visit” e “Gabinet”
  • collezioni viewmaster, binocoli, calendari, libri d’epoca, cannocchiali
  • camera obscura attrezzata ed operativa
  • sala pose allestita

Pellicola: la passione che unisce!

In posa “l’amico legno”

di © Ivan Mologni

Il legno è, per eccellenza, uno dei materiali più utilizzato dall’uomo. Il legno è sempre presente in varie lavorazioni: al naturale, trattato, piallato o segato, sempre prezioso e duttile per qualsiasi impiego di prestigio e di qualità.

Le fotografie che presento riguardano proprio come si presenta un albero appena tagliato e/o segato, cercando di trovare delle forme che mi ispirassero. Ho invitato i miei allievi ed allieve a fare altrettanto, individuando, nelle varie lavorazioni del legno, dei soggetti interessanti da ritrarre. E’ anche un modo di allenare l’occhio ad una composizione fotografica ottimale.

La reflex utilizzata è la Contax 139 con obiettivo 60 mm Macro f/2.8 Carl Zeiss (indispensabile per questo tipo di esposizioni). La pellicola è la Kodak Tmax 100, sviluppata in rivelatore Tmax in diluizione 1 + 4 a 24°C. La stampa è stata ottenuta grazie al fidato ingranditore Durst M 605 su carta Ilford baritata, gradazione 3, superficie lucida.

Foto 1. Il tronco tagliato con principio di spirale
Foto 2. Il tronco scorticato: sembra una cascata!
Foto 3. Particolare dell’intaglio del legno
Foto 4. Il legno lavorato, sagomato ed utilizzato come portoncino di una cascina
Foto 5. Insieme di tronchi appena tagliati: una composizione casuale ma equilibrata
Foto 6. Dettaglio della spaccatura nel taglio
Foto 7. Un’originale “natura morta” creata con il taglio del tronco e della ruggine
Foto 8. Dettaglio delle venature del legno
Foto 9. Dettaglio della spessa corteccia di un tronco al naturale

Per noi ogni fotografia a pellicola è unica!

Camera Obscura: i Fotogrammi – 1^ parte (+ Comunicazione importante!)

di © Ivan Mologni

Il 9 aprile 2022, tutti insieme, ma sempre in sicurezza, ci ritroveremo in Camera Obscura ed analizzeremo come si producono i Fotogrammi. Veniamo alla tecnica: bisogna munirsi di carta fotografica bianco e nero contrastata nr. 5 (cioè extra contrasto) da utilizzare in Camera Obscura con luce di sicurezza rossa e/o giallo verde. Poi i protagonisti: oggetti che possano essere interessanti e/o riconoscibili per determinate caratteristiche. Bisogna usare la luce dell’ingranditore o di una lampada ed esporre il tutto con la luce.

Ma per quanto tempo? E’ necessario fare diversi esperimenti per calcolare i secondi occorrenti per l’esposizione. Una base di partenza potrebbero essere 20 secondi, da incrementare o diminuire a seconda del tipo di oggetto che si fotografa e dell’effetto desiderato.

Ottenuta la stampa si procede con lo sviluppo della carta in luce di sicurezza, secondo questa procedura:

  1. Rivelatore
  2. Bagno di arresto
  3. Fissaggio
  4. Lavaggio
  5. Asciugatura.

Ecco, di seguito, una serie di fotogrammi da me ottenuti seguendo le istruzioni di cui sopra:

Foto 1 – orologio, anello e scatola tonda
Foto 2 – mazzo di chiavi
Foto 3 – scatola tonda con forbici
Foto 4 – medaglie e catenella
Foto 5 – antico chiavistello
Foto 6 – ingranaggi
Foto 7 – invece di ricavare da un negativo un’immagine positiva, con fotomeccanica (pellicola per grafica) ho riprodotto il negativo per arrivare ad un trasparente positivo. L’immagine stampata su carta è quindi negativa. Un risultato inconsueto e, se vogliamo, particolarmente artistico!

F.C.B.: Con la Fotografia Analogica non esistono limiti alla fantasia!

Il primo sviluppo di un rullino 6 x 6…

di © Riccardo Scuderi

Dopo la soddisfazione per i miei primi scatti in medio formato con la Hasselblad 500 C/M con diapositiva Fujifilm Velvia 50 Iso (La scoperta di una passione: Hasselblad 500 C/M), riporto di seguito alcuni scatti di Bergamo Alta – sempre nel medio formato – ottenuti dallo sviluppo di due rullini 120mm Ilford FP4 125 Iso e Ilford HP5 400 Iso.

E’ stato in assoluto il mio primo sviluppo in questo formato che continua a regalarmi splendide sensazioni, grazie alla ricchezza di dettagli unica del formato quadrato! Sarà sicuramente il primo di una lunga serie!

Entrambi i rullini sono stati sviluppati con chimici Ilford, in diluizione 1 + 9, alla temperatura di 20° C.

F.C.B.: A difesa della tradizione e della storia!

Provini Bianco/Nero e Colore

di © Ivan Mologni

Grazie al ” provinatore” Paterson ho eseguito dei provini in bianco e nero. Al riguardo, per facilitare una corretta lettura dei negativi, è molto importante l’inquadratura e la selezione degli stessi e non dimentichiamo di archiviarli correttamente in appositi faldoni da custodire in ambiente non umido e/o particolarmente caldo! L’ordine nell’archiviazione ci facilita il reperimento dei negativi, la loro numerazione ed i relativi dati tecnici.

Stesso discorso per il colore: richiedete comunque al laboratorio preposto a cui assegnate lo sviluppo di consegnarvi il prodotto ben custodito in materiali idonei alla conservazione.

“F.C.B.: La tradizione è sempre la scelta vincente!”

Realizzazione Calendario d’Autore 2021 con stampe da DIA – ILFORD CIBACHROME – A II

di © Ivan Mologni

Finalmente, con un po’ di fortuna, sono riuscito a reperire chimici e stampe ILFORD CIBACHROME – A II, presso un negozio di fotografia, chiuso in questo periodo di inventario. Ritrovato il materiale in giacenza, forse dimenticato, ma perfettamente sigillato e conservato, costituito sia da chimici che carte.

Era da tempo che speravo di stampare il calendario in questione con queste magnifiche stampe metallizzate – lucide ed alla fine ci sono riuscito! Mi sono servito del mio ingranditore Durst M 605 Color, con obiettivo Rodenstok f/4.5 insieme al Colorprocessor CPE2 della Jobo, diluendo i chimici secondo istruzioni per sviluppare la carta stampata, nel cilindro preposto Jobo Ciba. Rimando la descrizione dei vari passaggi e tempi all’agevole illustrativo che correda questo articolo, reperito dalla IlFord Info (*)

Per essere precisi nella calibrazione della filtratura e nella scelta dei tempi e diaframmi, mi sono avvalso di un telaio multimaschera che permette di ottenere 4 stampe formato 10 X 12 su un unico foglio di carta. Il provino che risulterà più soddisfacente verrà utilizzato – nei dati di tempo e diaframma – per la stampa finale definitiva nei formati 20 X 25 o 30 X 40.

Ma veniamo al mio CALENDARIO 2021 (prototipo) con note informative sui /sulle testimonial:

GENNAIO: Natasha in sala pose con fondale bianco. Illuminazione diffusa e luce direzionale spot di costruzione. Obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

FEBBRAIO: Maschera “Intesa” creata dal mascherero bergamasco Franz Cancelli. Obiettivo 35mm f/1.4 Distagon Carl Zeiss. In esterni con luce diffusa;

MARZO: Francesca in sala pose con fondale bianco con ventilatore ai piedi per creare l’effetto del movimento dell’abito e luce di costruzione morbida ad illuminare la scena;

APRILE: maschera del “Gruppo Astrolabio” dagli stessi ideata e realizzata – tema “il ghiaccio“. Ho interpretato il tutto, in esterni, in controluce con obiettivo 18mm f/2.8 Distagon Carl Zeiss;

MAGGIO: Fulvia – ballerina di danza classica, interpretata all’interno del Castello di Malpaga (BG) – Salone dei Ricevimenti del condottiero quattrocentesco Bartolomeo Colleoni. La luce ambiente data dal finestrone centrale; obiettivo 35mm f/1.4 Distagon Carl Zeiss;

GIUGNO: Arianna, fondale nero con una sola luce Bowens 800 Monolith. Utilizzato il flash e luce “pilota”- obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

LUGLIO: Sonia, anche in questo caso fondale nero con una sola luce Bowens 800 Monolith. Utilizzato il flash e luce “pilota”- obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

AGOSTO: Fulvia – ballerina di danza classica, interpretata all’interno del Castello di Malpaga (BG) – Salone dei Ricevimenti del condottiero quattrocentesco Bartolomeo Colleoni. La luce ambiente data dal finestrone centrale; obiettivo 35mm f/1.4 Distagon Carl Zeiss;

SETTEMBRE: Sara, fondale bianco con torce Bowens 800 Monolith, flash e luce pilota con tre punti luce di costruzione ad effetto schema classico di moda – dinamico; Obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

OTTOBRE: Arianna, fondale nero con una sola luce Bowens 800 Monolith. Utilizzato il flash e luce “pilota”- obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

NOVEMBRE: Ombretta, utilizzata la torcia Bowens 800 Monolith con accessorio spot ed un solo punto illuminante – effetto teatrale. Obiettivo 85mm f/1.2 Sonnar Carl Zeiss;

DICEMBRE: “La Maschera” – raffigurazione della “Neve” su ideazione del “Gruppo Astrolabio”, ripresa dallo scrivente con ambientazione presso la Porta delle Mura Venete di S. Giacomo, in esterni. Luce esclusivamente ambiente – stagione invernale.

P.S.: le riprese in sala posa sono state effettuate con tempo – sincro 1/125 e diaframma f/8 – f/11 a 100 ISO, con esposimetro Flash Gossen Sixtronet ad ago.

Di seguito, ho stampato – sempre con tecnica CIBACHROME – altre quattro immagini, da diapositiva KODAK EKTACHROME 100 (Made in U.S.A.). I temi rappresentati sono riferiti al Carnevale in Bergamo Alta:

  1. Maschere “Serenissime” – nata da un’idea del mascherero bergamasco Franz Cancelli. Le ho volute ambientare nel lavatoio di Città Alta (ora restaurato), in una posa rappresentativa, quasi di attesa, con movenze comunque aggraziate (obiettivo 85mm f/1.4 Sonnar Carl Zeiss);
  2. Maschere “Serenissime” in notturno a luce ambiente, con treppiede Triminor Manfrotto e testa a sfera con obiettivo 50mm f/1.4 Planar Carl Zeiss;
  3. Ritratto in sala posa con fondale nero – obiettivo 85mm f/1.4 Sonnar Carl Zeiss;
  4. Traghetto a Bellagio (Lecco) al tramonto – obiettivo 180mm f/2.8 Sonnar Carl Zeiss.

Dati tecnici:

  • Reflex Contax RTS II quarz;
  • Obiettivi 18/35/50/85/180mm Carl Zeiss;
  • pellicola kodak Ektachrome 100 iso;
  • Carta per stampa fotografica ILFORD CibachromeA II Deluxe Glossy – CPSA 1 K
  • guida filtri base: Y25 – M10 – C00
  • formato stampe 30,5 x 40,6 cm

Provini:

  • ritratto di Francesca – valori di filtratura per incarnato (privo di dominanti colore):
  • maschere – provini di valorie filtratura e tempi espositivi:

(*) MANUALE ILFORD INFO – CIBACHROME – A II

“F.C.B.: Il futuro d’oggi!”

I Palazzi Nobili di Bergamo (1^ parte): Palazzo Moroni

di © Ivan Mologni

E’ mia intenzione iniziare una visita sistematica fotografica ai Palazzi Nobili di Bergamo. Sono partito dalla via Porta Dipinta, al numero civico 12; la facciata del Palazzo Moroni appare in tono quasi dimesso, mentre gli interni sono ricchi di ornamenti, considerati una delle espressioni più significative dell’arte Barocca di Bergamo.

L’edificio venne fatto costruire intorno alla metà del 1600 da Francesco Moroni e i lavori durarono circa 20 anni.

In occasione della mia visita, però, era vietato l’ingresso agli interni della dimora nobiliare; la mia attenzione è stata rivolta, pertanto, ai giardini esterni, in particolare al grande giardino che sale, a terrazza, fino alla base dei muraglioni che reggono la Rocca (mastodontico maniero difensivo in Città Alta). Ci si trova in una vasto appezzamento di terreno, in parte dedicato ad attività agricole e in parte adibito a giardino, il cui sviluppo verticale è mitigato da fiori e cespugli.

Secondo l’usanza del tempo, questo giardino dispone anche di finte grotte ed ornamenti in pietra.

Dati tecnici:

  • macchina fotografica: Contax TVS con obiettivo Carl Zeiss Vario Sonnar T* 28- 56mm;
  • pellicola: Fujicolor C-200 Iso negativa, sviluppata in C 41;
  • Carta per stampa: Fujicolor Crystal Supreme Paper Archive.

“F.C.B.: La Fotografia Analogica in armonia con la bellezza della Storia”

Bergamo Buskers Festival

(Artisti di Strada)

di © Ivan Mologni

Un tema a me molto caro è quello degli “Artisti di Strada“. Per chi è interessato al ritratto, è un esercizio fotografico molto impegnativo riuscire a cogliere le loro espressioni e movenze. Gli spettacoli di piazza sono immediati, imprevedibili e bisogna essere sempre molto attenti e pronti a documentare quanto accade attorno a noi.

Su questo tema ho organizzato, in città bassa a Bergamo, ben due Mostre nel 2015 e 2016 presso il locale pubblico “Perbacco“, in via G.B. Moroni, devo dire con tantissimi visitatori e un riscontro molto positivo. Gli stessi artisti sono venuti a visitare le mostre, rievocando le loro migliori “performance“.

In queste occasioni di reportage ho volutamente utilizzato una telecamera a telemetro: la Contax G2 accompagnata da due obiettivi meravigliosi, il 21 mm f/2.8 Distagon ed il 28 mm f/2.8 Distagon della Carl Zeiss.

Nella fotografia di spettacolo voglio essere dentro la scena e documentare l’ambiente circostante; per questo – come vedrete negli scatti – ho inserito i soggetti più entusiasti: i bambini, accompagnati dagli adulti, anch’essi molto coinvolti!

Con riferimento all’attrezzatura, avevo montato per l’occasione anche il flash dedicato Contax TLA 200 per eventualmente schiarire le ombre. Insomma un’attrezzatura leggera, compatta, ma di alta qualità, adatta per poi allestire Mostre pubbliche che richiedevano uno standard elevato.

Mi sono cimentato in riprese sia in bianco e nero che colore (pellicola negativa), sviluppando i rullini esposti nella mia Camera Obscura.

Per ben tre anni Bergamo ha ospitato il Buskers festival, come da locandina descrittiva dell’evento.

Dati tecnici:

  • Contax G2 a telemetro;
  • Obiettivi 21mm e 28 mm f/2.8 Distagon Carl Zeiss;
  • Flash Contax TLA 200 dedicato.
  • pellicole: Kodak Tmax 400 (bianco e nero) sviluppata con rivelatore Tmax in diluizione 1 + 4 a 24° C; Kodak Gold 200 (colore) sviluppata in C 41.
  • stampe con ingranditore DURST 605 Color – bianco e nero stampato su carta ILFORD, colore stampato su carta Crystal Fuji Archive.

“F.C.B.: la Fotografia è l’arte più vicina alla memoria”

Il Chiostro di San Pietro e Sant’Orso ad Aosta

di © Riccardo Scuderi

Proseguendo con la scoperta di Aosta (v. art. Aosta… la Roma delle Alpi: il Teatro Romano; Valle d’Aosta… terra di Castelli), lo scorso fine settimana, approfittando tra l’altro di una splendida giornata, ho avuto modo di visitare la chiesa di S.Orso e, soprattutto, il chiostro, un vero e proprio gioiello del complesso monumentale di Sant’Orso, cui si accede da un androne aperto sulla destra della facciata.

L’originario impianto romanico, risalente al 1132, è caratterizzato da bellissimi capitelli, scolpiti in marmo ma rivestiti già in tempi antichi di vernice scura, che raffigurano mirabilmente scene simboliche del Nuovo e Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, di personaggi e animali fantastici con numerosi elementi decorativi. Sono considerati fra le più alte espressioni della scultura romanica religiosa.

Il sole ancora relativamente basso mi ha permesso di enfatizzare la struttura grazie al gioco di luci ed ombre proiettati dalle colonne. La pellicola Kodak TMAX 400 unita alla Leicaflex SL2 ed all’obiettivo Leitz Summicron 50mm F/2 hanno fatto il resto.

Per lo sviluppo dei negativi ho utilizzato il chimico Kodak D-76 (“puro”, quindi non diluito con acqua allo scopo di ottimizzare il risultato) a 20 °C, per 8′ con agitazione di 5” ogni 30”.

F.C.B.: LA FOTOGRAFIA ANALOGICA A TESTIMONIANZA DELLA STORIA

Street Photography con il 135mm? Si può!

di © Riccardo Scuderi

Se le tue foto non sono abbastanza buone è perché non sei abbastanza vicino, questo era il mantraRobert Capa, il mitico reporter di guerra (v. artt. I famosi “provini a contatto” della Magnum; LEICA nella storia e non solo…; Gli insegnamenti dei Grandi Fotografi).

Il bello dell’arte fotografica, però, è che ti permette di infrangere volutamente le regole per provare nuove esperienze di scatto.

Ecco perché, durante un’uscita fotografica ad Aosta senza una meta precisa, ho deciso di portarmi come corredo solo l’obiettivo Leica Elmarit R 135mm f/2.8, montato sulla Leicaflex SL2: devo dire che è una focale molto accattivante che ti apre ad un modo diverso di fotografare, costringendo a focalizzarti sui particolari, “giocando” con lo splendido sfocato che questa lente sa offrire. E’ un modo di fare “fotografia di strada” (o di paesaggio) diverso dai canoni tradizionali ma, secondo me, altrettanto valido e stimolante!

Dati tecnici di sviluppo:

  • pellicola: Kodak TMAX 400 Professional
  • Sviluppo: Rivelatore Kodak D-76, utilizzato senza diluizione per 8 minuti a 20 °C; 5” di agitazione ogni 30”

“F.C.B.: un bravo Fotografo è colui che sa infrangere le regole!”

“Appunti Fotografici” a pellicola B/W per Bergamo con la CONTAX TVS

di © Ivan Mologni

Con me porto sempre la Contax TVS, compatta dotata del favoloso obiettivo zoom Carl Zeiss Vario Sonnar T 28-56mm.

Vagabondando per Bergamo Alta e Bassa, vi riporto delle inquadrature che ritengo soddisfacenti per questo “reportage libero“.

  1. mi sono imbattuto nel lavatoio di Città Alta perfettamente restaurato e – piacevole novità – con acqua zampillante nelle vasche:

2. Alcune postazioni artistiche nei pressi della Biblioteca Angelo Mai (porticato) in Città Alta:

3. Il laboratorio di una scultrice in via Porta Dipinta (al secolo Anna Luisa):

4. La chiesa di S. Michele dell’Angelo in Piazza Vecchia:

5. Gli immancabili Artisti/e di Strada in esibizioni ballate e musicate:

6. Poi, in via Mario Lupo una scena sconcertante: un tipo, tra due donne con un cagnolino, in preghiera islamica… La Mecca era proprio verso Piazza Giuliani sede dell’Ateneo di Città Alta??

7. Lasciamo perdere queste amenità per incontrare i nostri amici animali… dalla serie “Attenti a quei due“: Kiko & Cookie, ovvero il “bassotto” di Ivan e il “Beagle” di Riccardo che se la spassano in un giardino pubblico:

8. Infine lo scrivente “Testimonial” in foto per la “Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca” – “A.S.I. (Automotoclub Storico Italiano) vicino a Bergamo e alla sua gente” (con esposizione di una trentina di auto d’epoca):

In qualità di “Alfista”, ho fotografato la gloriosa A.R. Giulietta SS del 1963:

Questo a dimostrazione di cosa si possa fotografare con un semplice rullino di 36 pose, riflettendo su cosa fotografare e documentare al meglio per “fermare la lunga storia del tempo che fugge (tempus fugit)

Dati tecnici:

  • Pellicola: Kodak TMAX 100 Professional
  • Sviluppo con rilevatore TMAX in diluizione 1 + 4 per 6′ e 1/4 a 24 °C; fissaggio con chimico TMAX, lavaggio, imbibente ed essiccamento finale;
  • Stampa su carta ILFORD con ingranditore DURST 605 Colour con obiettivo Rodagon.

“F.C.B.: la perfezione della Fotografia a Pellicola”

Scatti di fine estate (1^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Con l’ “Estate- Covid” ormai alle spalle, propongo una serie di scatti fatti ad inizio settembre a Marina di Noto, in provincia di Siracusa.

Per l’occasione ho utilizzato, per la prima volta, la gloriosa pellicola FERRANIA P30, prodotto interamente made in italy in edizione limitata:

La Ferrania P30 riproduce con tecniche moderne la pellicola che, oltre 50 anni fa, rese Ferrania famosa in tutto il mondo. Trattasi di una pellicola pancromatica 80 ISO, cinematografica in bianco e nero, a grana ultrafine e ad elevatissimo contenuto di argento (pari a 5 grammi per metro quadro).

Essendo una pellicola “look anni 50”, mi è sembrata particolarmente adatta per rappresentare l’atmosfera malinconica che caratterizza le spiagge di fine estate.

La macchina utilizzata è la Rollei 35 S, mentre per lo sviluppo mi sono affidato ai chimici ILFORD (Ilfosol 3) , in diluizione 1 + 9, con agitazione di 10” ogni minuto, per un tempo complessivo di 6′ 10”. Complessivamente il risultato ottenuto corrisponde a ciò che desideravo trasmettere al momento dello scatto.

Di seguito alcuni articoli del Blog riguardanti la pellicola in questione: La Ferrania ha ricominciato a produrre pellicole; Aiuta FILM Ferrania a costruire la fabbrica del futuro; Collezionismo : Ferrania; Le pagine del “Collezionista” e “Fotocamere e …”;

“F.C.B.: l’atmosfera unica della fotografia a pellicola!”

Photographic Immagination

di © Ivan Mologni

Presento queste mie immagini eseguite con una gloriosa “Reflex”, la mia prima acquistata a Bergamo presso l’Ottica Gentili, in via Torquato Tasso, Bergamo che era il distributore del marchio Zeiss. L’apparecchio si chiama Zeiss Ikon SL 706 del 1972 e apparteneva alla stessa famiglia delle Icarex: stesso otturatore, stessa cassa e stessi comandi, ma differisce per la sagoma del cappuccio del pentaprisma e per la staffa del flash con contatto diretto. l’innesto degli obiettivi è del tipo tradizionale universale a vite 42×1, ma con simulatore di diaframma automatico.

La Zeiss Ikon SL 706, appena immessa sul mercato, uscì di produzione a causa della chiusura del reparto fotocamere della Zeiss Ikon. Il progetto della SL 706 viene invece ripreso dalla società Voigtlaender e presentata alla Photokina del 1974 con la sigla VSL 1. Poi, nel 1976, seguono i modelli VSL 2 e VSL 3 con innesto a baionetta.

Per motivi di affezione e avendo in collezione queste reflex, appunto la SL 706 e la VSL 1, ho voluto realizzare le foto che presento in questo articolo.

Gli obiettivi che ho usato sono:

  • Ultron 50 mm f/1.8 a vite per TM 7 lenti;
  • Skoparex 35mm f/3.4 a vite per TM 6 lenti;
  • Color Skoparex 25mm f/2.8 a vite per TM ignoto;
  • Super Dynarex 135mm f/4 a vite per TM 4 lenti;

Per informazione, ho usato sempre il 50mm f/1.8 con (in alcuni casi) i tubi di prolunga Zeiss di 13 mm, 20mm e 27mm.

Ma veniamo alle foto:

Fig. 1 – Uovo con morsetto (50mm + t.p. 13mm)
Fig. 2 – Chiave con uovo (50mm + t.p. 13mm)
Fig. 3 – Fili di saggina (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 4 – Omaggio alla Lira (50mm + t.p. 13mm)
Fig. 5 – Guanto (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 6 – Minuteria (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 7 – Presa + spina (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 8 – Collegamento elettrico (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 9 – Noci su fondo bianco (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 10 – Noci su fondo scuro (50mm + t.p. 20mm)
Fig. 11 – Composizione geometrica (50mm)
Fig. 12 – Ripostiglio artistico (50mm)

Illuminazione (in interni) dell’oggettistica considerata:

l’illuminazione è data da flash elettronici con lampada pilota della Bowens Monolith 800 E con accessari quali: ombrelli diffusori, bank, spot per effetti, vari pannelli riflettenti Lastolit.

Le riprese sono state eseguite in sincro-flash e il diaframma è stato determinato dall’esposimetro per flash Sixtronet della Gossen. Il diaframma scelto è f/11 per una qualità ottimale dell’ottica impiegata. La luce poi regolata con effetti particolari per evitare riflessioni parassite sui soggetti traslucidi e in alcuni casi riflettenti

Dati tecnici di ripresa:

Pellicola Kodak TMAX 100 ISO Prof, sviluppata in rivelatore TMAX 1 + 4 a 24 gradi per un tempo di 6′ e 15” (secondo tabella Kodak)

Stampa con DURST 605 Color – illuminazione alogena

Carta Ilford Multigrade lucida con chimici Ilford.

F.C.B.: Il tempo passa, i valori fotografici restano

Kodak TMAX 3200 & Auto d’epoca: un matrimonio perfetto! (2^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Facendo seguito alle considerazioni sulla Kodak TMAX 3200 Iso già espresse qualche settimana fa (vgs. Kodak TMAX 3200: la bellezza della grana su pellicola (1^ parte)) riporto con piacere e soddisfazione una serie di scatti effettuati con la Leicaflex SL2 munita di obiettivi Summicron R 50mm ed Elmarit R 135mm. Sviluppo effettuato con rivelatore Ilfosol3 in diluizione 1 + 9.

L’evento immortalato è il Bergamo Historic Grand Prix del 2019, gloriosa manifestazione in memoria del leggendario Tazio Nuvolari sul Circuito delle Mura di Città Alta, dove il mitico Mantovano Volante, a bordo della sua Alfa Romeo P3 nel 1935 vinse la Prima Coppa Città di Bergamo, con una velocità media di 85 km/h!

Immagino che l’argomento faccia particolarmente piacere al nostro presidente Ivan Mologni che, assieme alla fotografia, condivide la passione per le auto storiche ed è stato svariate volte protagonista dell’evento in questione. E’ infatti possibile approfondire l’evento consultando i seguenti articoli pubblicati nel Foto Club Bergamo:

Bergamo Historic Gran Prix: un grande appuntamento; Historic Gran Prix; Historic Gran Prix – Circuito delle Mura; Fotografi Ufficiali : Bergamo Historic Gran Prix historic gp

“Pellicola & Auto Storiche: bellezze senza tempo!”

Concerto Rock del complesso “Bepi & The Prismas”

di © Ivan Mologni

Tra i miei temi preferiti ci sono i concerti musicali, tenuti da vari interpreti. Il mio genere prediletto è la musica Rock, declinata da vari autori sia italiani che stranieri, ma sopratutto bergamaschi.

Non lo nascondo, è un tema difficile da interpretare per vari motivi. Il primo è quello di essere autorizzati a fotografare gli artisti. E’ meglio contattare molto prima gli organizzatori per potersi muovere senza problemi. L’ideale sarebbe stare sul palco, il più discretamente possibile per non disturbare l’evento ed eventuali riprese televisive, oltre che il pubblico presente.

Appena possibile cerco di conoscere anche il/i cantante/i per illustrare al meglio quello che intendo fare e il perchè delle fotografie.

La mia fortuna è stata conoscere di persona, alcune ore prima del concerto, l’interprete principale, da lì è nata subito stima ed empatia reciproca! Il complesso si chiama “Bepi & The Prismas”, al secolo Tiziano Incani E’ della Val Seriana (Rovetta – BG) ed è un cantautore in lingua bergamasca. Avendolo seguito in alcuni concerti (da tutto esaurito), è sempre con al seguito una folta schiera del suo Fan Club (vgs. “Il Bepi & The Prismas e il “Vava ’77” insieme in Piazza Pontida a Bergamo il 23 dicembre 2016 In Piazza Pontida, un’occasione unica e “Bepi con Van De Sfross insieme per l’Expo 2015Van De Sfross e Bepi insieme per l’Expo 2015)

Ma veniamo all’attrezzatura utilizzata abitualmente ai concerti durante le riprese dinamiche in scena o in palcoscenico: devono essere delle Reflex affidabili, ergonomicamente ben conosciute per poter essere molto veloce nell’esecuzione fotografica. La scelta in questo caso è caduta su due corpi Contax 167 MT a motore, con due obiettivi zoom, il 28/85mm e l’ 80/200 mm, unitamente al 18mm, tutti della Carl Zeiss.

Per scelta e per rispetto delle luci del palco, studiate “ad hoc” per ottenere risultati spettacolari, non uso mai il flash, ma mi servo di pellicole ad alta sensibilità di almeno 3200 ISO e, in questo caso, della Kodak TMax 3200 in bianco e nero, in automatismo a priorità di diaframmi. Per essere più reattivo possibile, mi muovevo a destra e sinistra del palco, avendo l’accortezza di girare dietro il palcoscenico per non “impallare” gli artisti in esibizione, cercando sempre la massima discrezione.

In alcuni scatti sono stato favorito in quanto l’artista, sapendo dove mi trovavo, a volte si girava a “favore di camera”.

In queste occasioni, sul palco si sta delle ore. Normalmente, per documentare un concerto, faccio all’incirca 120 scatti (!) Bisogna considerare anche la fatica di sostenere le attrezzature e vi assicuro che sotto i riflettori fa veramente un caldo torrido! Ma la Passione fa dimenticare le fatiche perchè quando poi si sviluppa e si stampa è sempre il “massimo della goduria”.

I contatti con l’artista proseguiranno, su appuntamento, per mostrare tutti gli scatti eseguiti e gli ingrandimenti selezionati. E’ sempre buona norma regalare alcune delle stampe preferite all’interprete musicale. Nel mio caso sono stato contraccambiato dal “Bepi” con alcuni suoi CD, con tanto di dedica su ognuno di essi. Lo stesso Bepi mi definisce simpaticamente “L’Ivan il Pellicoloso” per via delle mie “imprese” eseguite sempre in analogico! Anche nella foto ricordo che allego con il Bepi, con la grafica in uso ai concerti e la dedica su menzionata. A voi gli scatti:


Fotografare a teatro

di © Ivan Mologni

Di seguito presento anche alcune foto fatte in teatro, sempre in bianco e nero. In questo caso è ancora più difficile operare e fotografare per evidenti motivi: bisogna evitare scatti rumorosi, evitare i più possibile di muoversi davanti al pubblico e assicurarsi di essere il più discreti possibile.

In questo caso ho usato come attrezzatura di ripresa due corpi Contax G2 a telemetro, poichè lo scatto che producono è più “ovattato” (l’otturatore è centrale, senza lo specchio che “sbatte” come nelle Reflex). Gli obiettivi sono tutti Carl Zeiss: 21mm, 35/70mm e 90 mm. Le macchine erano “cuffiate” cioè in custodia per attenuare qualsiasi rumore. La pellicola è una kodak TMax 3200 Iso. Sviluppo e stampa effettuati dal sottoscritto.

I risultati sono quelli che ho selezionato e pubblicati di seguito. Come si nota la luce è tipicamente teatrale, morbida. La grana è molto contenuta e non disturba assolutamente la composizione… provare per credere!

Dati tecnici:

Concerto Rock

  • 2 corpi Contax 167 MT
  • obiettivi Carl Zeiss 18mm f/2.8 – 28/85mm f/3.3 – 80/200mm f/4
  • pellicola Kodak TMax 3200 Iso
  • Sviluppo in chimico TMax a 24° per 9 minuti e mezzo in diluizione 1 + 4 e agitazione 5” ogni 30”
  • stampa con ingranditore DURST 605, testa a colori su carta ILFORD semilucida con chimici ILFORD

Esibizione Teatro:

  • 2 corpi Contax G2 a telemetro
  • obiettivi Carl Zeiss 21mm f/2.8 – 35/70mm f/2.8 – 90mm f/2.8
  • pellicola Kodak TMax 3200 Iso
  • Sviluppo in chimico TMax a 24° per 9 minuti e mezzo in diluizione 1 + 4 e agitazione 5” ogni 30”
  • stampa con ingranditore DURST 605, testa a colori su carta ILFORD semilucida con chimici ILFORD – utilizzo tecnica di ” intonazione al the’ “

F.C.B.: Il Forum della qualità fotografica a pellicola!

Kodak TMAX 3200: la bellezza della grana su pellicola (1^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Ieri sera ritrovo nei miei archivi un rullino Kodak TMAX 3200 Iso: non ricordavo minimamente quando e dove lo avevo utilizzato e decisi di svilupparlo. Altro problema: avevo a disposizione una diluizione “1+9” utilizzata qualche giorno prima di ILFOSOL 3, non esattamente il chimico più indicato per lo sviluppo di un rullino Kodak. Do un’occhiata al “bugiardino” della ILFORD: 10 minuti il tempo di sviluppo a 20° (al posto dei canonici 4 min e 30 secondi)… i dubbi aumentano, ma al tempo stesso aumenta anche la voglia di “rischiare” e cimentarsi in una nuova esperienza fotografica!

Dopo il consueto “Training Autogeno” (vedi La mia prima volta… in Camera Obscura!) procedo, facendo attenzione ai tempi per me inconsueti.

Devo dire che alla fine ne è valsa la pena! La grana della Kodak TMAX 3200 mi piace tantissimo, dona ai paesaggi un’atmosfera d’altri tempi ed è particolarmente adatta alla street photography, grazie alla velocità di azione assicurata dall’alta sensibilità. Le moderne case produttrici di macchine fotografiche digitali, con filtri “posticci”, continuano a cercare di riprodurre questo tipo di grana, ma non sono arrivati – e mai si avvicineranno – alla magia che evoca la Kodak TMAX 3200!

Ecco a voi qualche scatto di città alta, effettuato con la Leicaflex SL2 munita di obiettivo Summicron R 50mm f/2:

“L’ineguagliabile emozione della Fotografia Analogica!”

Turisti per caso (2^ puntata)

Chiesetta di San Tomaso in Lemine, nota come San Tomè (secolo XI) ad Almenno S. Bartolomeo (BG)

di © Ivan Mologni

Architettura:

I conci di cui è composta salgono a tondo su due ordini, con lesene e archetti. Esiste un portale semplice con Finestrella e in alto sporge una pietra scolpita a guisa di rozza acquasantiera. Nella lunetta del portalino laterale, troviamo scolpita una Figura Romanica.

All’interno, la chiesetta ha due ordini circolari di colonne e una piccola abside. Due scalette interne, tagliate nelle spesse mura, portano alla loggia superiore, anch’essa dotata di nicchie e pertugi.

Per gli storici d’arte è uno dei monumenti architettonici più interessanti d’Italia . Sono passati dieci secoli e la Chiesa è rimasta intatta!

Riprese & Aspetti Tecnici:

Le riprese sono risalenti a novembre 2018 e mi hanno impegnato per diverse ore. I rullini sono di 12 fotogrammi; di questi 8 sono stati selezionati e riguardano gli esterni della chiesetta. Ci ritornerò sicuramente per fotografare gli interni della struttura con l’ Hasselblad SWC 903 munita di grandangolo Carl Zeiss Biogon 38mm f/4.5.

Altri accessori utilizzati: magazzini A12, staffa, paraluce professionale “Compendium” a soffietto, filtri e… un paio di guanti, indispensabili per mantenere le mani al caldo e non intorpidire le dita.

Per l’occasione, ho fotografato con una Hasselblad 500 c/m con prisma TTL.

Gli obiettivi Carl Zeiss utilizzati sono il Distagon 50mm f/4, il Distagon 80mm f/2,8 ed il Distagon 150mm f/4. Riprese effettuate con treppiede Manfrotto 055 X PROB e testa a sfera 488 RC2 made in Italy

(N.B.: La Reflex Hasselblad produce negativi in formato 6X6 ma in fase di stampa ho preferito, per gusto compositivo personale, stamparli in formato 4.5X6)

La pellicola utilizzata è la Kodak TMAX 400 sviluppata con l’omonimo rivelatore TMAX diluito in 1 + 4 a 24°

Camera Obscura:

In Camera Obscura ho stampato con un ingranditore a luce alogena DURST 605 con obiettivo Rodagon 80mm.

La carta usata è la ILFORD lucida, sviluppata in modo tradizionale. Sono poi intervenuto con un viraggio concentrato al “the”…. esatto, proprio la bevanda! Ho tenuto in bagnomaria le stampe per un tempo prestabilito, dai 3 ai 5 minuti: in base alla durata del tempo di immersione della stampa, aumenta l’intonazione. Infine ho proceduto all’essiccamento. Questi sono i risultati:


Per approfondire con modalità specifiche e professionali le tecniche descritte nel Blog, invito tutti a frequentare i “Corsi d’insegnamento alla Camera Obscura – Antiche tecniche” che promuovo durante l’anno al Fotoclub Bergamo, in sede, il giovedì alle ore 21. Provare per credere!

F.C.B.: “La Competenza che fa la differenza!”

Il restauro dei Velivoli Storici

di © Ivan Mologni

Per celebrare il prestigioso traguardo delle 50.000 visualizzazioni La voce del Presidente F.C.B.: Blog oltre 50.000 visualizzazioni (anzi 51.000…) ormai giunte, al momento della pubblicazione di questo articolo, a 54.365, desidero presentare una prestigiosa Mostra Fotografica sui “Velivoli Storici” composta da ben 50 opere nel formato 30X40, tenutasi presso la Biblioteca Rionale di Città Alta – Bergamo.

Tale lavoro rappresenta il restauro di “velivoli” da parte del G.A.V.S. – Gruppo Amici Velivoli Storici –  documentato da noi del Foto Club Bergamo. Il collettivo F.C.B., composto da circa 10 associati, ha presentato pubblicamente i cimeli, gli aerei che poi hanno volato presso l’Idroscalo di Milano. Tra tutti spicca il “Caproncino” degli anni ’30 (pezzo da collezione) in servizio come idrovolante: ha volato alla perfezione, come da noi di seguito documentato. Il Velivolo è stato prodotto dalla Caproni Aeronautica Bergamasca,  azienda aeronautica italiana, attiva tra il 1920 e i primi anni del Secondo Dopoguerra.

A questa storica società sono particolarmente legato: mio nonno Mandelli Camillo ha lavorato alla Caproni Aeronautica Bergamasca in qualità di Capo Reparto e disegnatore meccanico degli aerei, mentre la moglie – quindi mia nonna – Donati Elisa, sempre alla Caproni, si occupava della colorazione e mimetizzazione degli aerei impiegati durante il conflitto mondiale. Grazie alla fotografia analogica che mi ha permesso di ricordare due familiari a cui sono molto legato! Di seguito una foto storica della mia famiglia:

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foto grande: i nonni materni Elisa Donati e Claudio Mandelli
foto a sx: mia nonna – Elisa Donati – a 20 anni. Fotografia eseguita in studio da “Fotografia Moderna” – via XX settambre 47 nel 1917 a Bergamo
Foto a dx: famiglia Mandelli. da sx: Camillo Mandelli (N. 1894 – M. 1958), Elisa Donati (N. 1897 – M. 1988), mio zio Umberto, mia madre Dina e mia zia Renata. Foto “Arrigoni” – già “Taramelli” nel 1938 – via T.Tasso 22, Bergamo

Ritornando a noi, gli appassionati di volo, con successi e riconoscimenti, hanno voluto renderci partecipi attivi. La mostra ha riscontrato un notevole successo di visitatori, rendendoci orgogliosi per quanto documentato fotograficamente e stampato in Camera Obscura, anche con viraggi parziali sul fotogramma. La mostra è disponibile per essere, ancora oggi, ripetuta; siamo sicuri che gli appassionati di allora e di oggi non mancheranno all’esposizione: la bellezza e la sorpresa contribuiranno ad attirare sempre più appassionati, sia nella fotografia che verso gli aerei storici che, ancora oggi, si esibiscono nei raduni.

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Il G.A.V.S. – Gruppo Amici Velivoli Storici:

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Dati tecnici:

  • macchine fotografiche analogiche meccaniche marche CANON, CONTAX, NIKON, OLYMPUS, PENTAX;
  • tutte le stampe sono state eseguite dagli autori in Camera Obscura, con sviluppo del negativo e stampe opache baritate, con interventi parziali di viraggio in seppia su particolari del restauro degli aerei.

 

“F.C.B.: La passione …. si vede!”

L’ESTATE PRE – COVID (2^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Una tappa intermedia dell’estate 2019 narrata nell’articolo L’ESTATE PRE – COVID… è stata nella città di Trieste. A dir la verità la giornata era tutt’altro che estiva, anzi fredda e uggiosa, pertanto adatta ad una ripresa in bianco e nero in modo da riprodurre l’insolita atmosfera quasi autunnale.

Per gli scatti che di seguito vi propongo, ho utilizzato una maneggevole Pentax MX corredata dal 28mm f/2.8 e da un pratico esposimetro esterno (rigorosamente analogico!) modello Sekonic Twinmate SE L208. La pellicola utilizzata è una Fujifilm Acros 100 ISO, che ben si adatta allo sviluppo in Camera Obscura con chimici Ilford in diluizione 1+9.

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“Fare dodici buone fotografie in un anno è un ottimo raccolto.” (Ansel Adams)

BERGAMO, nella tragedia, PRIMA CITTA’ MARTIRE per il Corona Virus

di © Ivan Mologni

Per commemorare e onorare tutte le povere vittime del “Covid 19” lo scrivente e Autore dedica queste fotografie dell’Aeronautica Militare “Frecce Tricolori” che avevano sorvolato, in manifestazioni ufficiali, i nostri cieli a Bergamo.

Un periodo sereno e non così tragico come il 2020.

Una ferita che non si rimarginerà.

Dati tecnici: Reflex Contax 167 MT con i seguenti obiettivi:

  • Zoom Distagon f/3.3 – 28/85mm;
  • Zoom Sonnar f/4 – 80/200mm;
  • Tele Sonnar f/2.8 – 300mm

Pellicola Kodak Ektacrhome 100 ISO – trattamento sviluppo in E 6.

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313°Gruppo-Patch

Con accompagnamento militare e autorizzazione scritta, ho potuto posare davanti al famoso aereo MB – 339 A – 313° Gruppo Addestramento Acrobatico – Frecce tricolori 6 del Capitano R. Barassi:

 

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“F.C.B.: Più forti di prima!”

 

Aosta… la Roma delle Alpi: il Teatro Romano

di © Riccardo Scuderi

Ho già avuto modo di parlare di Aosta nel precedente articolo Valle d’Aosta… terra di Castelli, ma in questo articolo intendo soffermarmi su uno dei monumenti più significativi di questo piccolo Capoluogo di Regione, uno dei simboli più importanti della “Roma delle Alpi”: i resti del Teatro Romano.

La sola facciata attualmente visibile è quella meridionale, alta ben 22 metri, caratterizzata da una serie di contrafforti e di arcate ed alleggerita da tre ordini sovrapposti di finestre di varia forma e dimensione.
Ben individuabili sono pure le gradinate ad emiciclo che ospitavano gli spettatori (cavea), l’orchestra (il cui raggio è di 10 metri), ed il muro di scena (ora ridotto alle sole fondamenta) che un tempo si innalzava col suo ricco prospetto ornato di colonne, di marmi e di statue.
Si è calcolato che il Teatro potesse contenere tre o quattromila spettatori. Addirittura alcuni studiosi ritengono che un tempo fosse dotato di copertura fissa.

Le foto che ho il piacere di condividere sono state scattate con la fedele Leicaflex SL2 munita di un obiettivo grandangolare 24mm, indispensabile per evidenziare l’imponenza dell’intera struttura. Inoltre la giornata particolarmente soleggiata ed il sole ad “ore 12”, quindi con ombre particolarmente “dure”, hanno esaltato la texture della struttura

La pellicola usata è una Fujifilm Acros 100 Iso, sviluppata con chimici IlFord.

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“Fare una fotografia vuol dire allineare la testa, l’occhio e il cuore. È un modo di vivere.”
(Henri Cartier-Bresson)

Prove di Still Life…

di © Riccardo Scuderi

Già il nostro Presidente Ivan Mologni ha avuto modo di approfondire l’argomento (vedi articolo: Una tipologia particolare di fotografia: lo STILL-LIFE), spronando i soci del Club a cimentarsi in questa stimolante tipologia di ripresa.

Spulciando tra alcune riviste degli anni ’80, mi sono imbattuto nelle opere del grande fotografo ungherese André Kertész, definito da Henri Cartier Bresson, come il padre della fotografia moderna e come una delle sue più grandi fonti di ispirazione. In particolare mi attirò una sua foto, splendida e dirompente nella sua semplicità:

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Allora la settimana scorsa, in cucina, con la luce radente che filtrava dalle tende della finestra ed utilizzando la luce di una lampada da comodino per cercare di delineare il più possibile le ombre, mi sono cimentato in alcuni scatti che vi propongo con piacere (cortesemente, siate clementi con i giudizi…):

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Dati tecnici:

  • Fotocamera: Leicaflex SL2 rigorosamente montata su treppiede Manfrotto
  • Obiettivo: Leitz Wetzlar Summicron 50mm f/2
  • pellicola: ILFORD FP4 – 125 ISO

Per lo sviluppo ho utilizzato i chimici della ILFORD

“Fotografia analogica: Sperimentare, Creare e …Godere!”

La Voce del Presidente: Il “primo” sviluppo non si scorda mai!

di © Ivan Mologni

Egr. Socie/ii parliamo di sviluppi negativi in bianco e nero e allestimento di una postazione, per poi arrivare alla fase di stampa.

Nei corsi A, B, C che promuovo in primavera ed autunno, siamo allo stato attuale fermi al periodo pre-covid 19. Speriamo nell’ottobre 2020…

Desidero presentare in questo caso un’interessante uscita didattica con allieve/i con il nostro fidato rullino 135/36 B/N con Reflex al collo. Il tema scelto di comune accordo è stato sul pittoresco e ridente paese chiamato Clanezzo (BG).

Qui sorge un castello che fu dei Dalmasari, Signori di Brembilla (BG). Insiste poi più sotto un’amena passerella che attraversa il fiume Brembo e il ponte con un bell’arco, sovrastante il torrente Imagna, confluente nel Brembo. Qui sotto, a sghimbescio rispetto al superiore, vi è un antichissimo ponticello che si vuole attribuire a epoca romana. I resti di un torrione, d’epoca più recente, stanno a dimostrare una buona posizione strategica: qui, infatti, doveva essere un tempo la biforcazione  per la valle Imagna e la valle Brembana, lungo la mulattiera che corre sulla destra del Brembo, alle falde del monte Ubione, ove rimangono i resti di un Forte della Repubblica Veneta (fonti bibiografiche  tratte dal volume “Conosci Bergamo” di Luciano della Mea).

Dicevo delle uscite di insegnamento per allenarsi con la reflex e cimentarsi artisticamente nelle riprese fotografiche che più ci affascinano.

Tecnicamente, insegno alle allieve/i  le tre regole che ritengo “fondamentali” nella fotografia: ESPOSIZIONE – MESSA A FUOCO – SVILUPPO DEL NEGATIVO.

Un buon fotografo deve fare sempre questo. Io ritengo che una fotografia deve appartenervi totalmente, mentre si fanno riprese. La Camera Obscura è nei fondamentali per avere un’immagine come noi vogliamo che sia. Lo scorso anno, nella sessione estiva, un’altra positiva esperienza di insegnamento con gli appassionati, è stata la Fotografia Alpina e/o Naturalistica. Fotografie entusiasmanti, in Dia Color , per proiezioni spettacolari anche in esterni. Da me coniate col nome “Dia sotto le stelle…”. Si era nell’alta Valsassina (Lecco): Alpe Giumello, Alpe Paglio, Pian dei Resinelli, Pian delle Betulle etc.. Migliaia di scatti con escursioni e ausilio di guide alpine lecchesi.

Comunque desidero spronare i socie/i e allieve/i di promuovere nel nostro Blog un’iniziativa: presentare il primo sviluppo eseguito nei corsi di Camera Obscura!

Presenterò anch’io il primo sviluppo Bianco e Nero eseguito nell’Istituto della Regione Lombardia a Bergamo. Alla fine dell’anno l’Istituto rilascia un “Attestato di Qualifica Professionale di Fotografo“. Per lo scrivente è stata una preparazione propedeutica entusiasmante e da qui è iniziata la mia “missione/passione di insegnamento” dell’Arte Fotografica Tradizionale.

Negli anni si sono succeduti, promossi dallo scrivente, un centinaio di corsi nelle sessioni autunnali e/o primaverili. L’ultimo, in ordine di tempo, nell’autunno 2019/2020, con presentazione delle attuali tematiche nel Blog – Febbraio 2020. Tutte foto in bianco e nero sviluppate e stampate dagli allievi.

E’ mia intenzione presentare una selezione in accordo con gli autori artisti di altre interessanti tematiche. Le migliori opere saranno selezionate da un’attenta lettura port-folio per arrivare a Mostre itineranti per Bergamo e Provincia, in prestigiosi edifici storici.

Colgo l’occasione di  augurare a tutti Voi le migliori foto-vacanze e, riuscire… magari a fine ottobre di rivederci al Fotoclub il primo e terzo giovedì del mese dalle 21!

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La mia prima volta… in Camera Obscura!

di © Riccardo Scuderi

Ebbene si, il fatidico giorno è arrivato: alle 20.32 del 12 luglio 2020 ho terminato lo sviluppo del mio primo rullino. Fino a ieri, le mie esperienze in Camera Obscura erano state accompagnate dai sempre attenti e puntuali consigli di Ivan Mologni, questa volta, invece, l’intero procedimento di sviluppo si è svolto nel mio (piccolo ma) efficace laboratorio domestico, il tutto preceduto da:

  •  circa 3 ore di annotazioni e appunti, riportati in una lavagna a portata di mano durante il procedimento;
  • 30/40 minuti di telefonata ad Ivan Mologni per chiarirmi gli ultimi dubbi tecnici;
  • 20 minuti circa di respirazione profonda per ritrovare la concentrazione (a tal proposito, vedi “Training Autogeno” di seguito!).

Insomma, dopo circa 6 (!) ore ho partorito la mia prima creatura!

Dati tecnici : fotocamera: Rollei 35 S; pellicola utilizzata: IlFord FP4 – 124 iso;  chimici utilizzati: IlFosol 3 (sviluppo), Ilfostop (arresto), Ilfosol Rapid Fixer (fissaggio), Ilfotol Imbibente.

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– Training Autogeno in Camera Obscura –

I. “Lascia fuori da questa porta qualsiasi pensiero che non sia dedicato a ciò che stai per fare”

II. “Fai la programmazione del lavoro da svolgere”

III. “Ricordati degli sbagli già commessi e fai in modo di non cascarci più”

IV. “Presto e bene, raro avviene: mai nello sviluppo e nella stampa”

V. “Sii ordinato nel corso del lavoro e rimetti tutto a posto quando avrai finito”

A.D. Bergamo, 1° luglio 1981

© Ivan Mologni

“F.C.B.: Innovazione, Dinamismo, Soluzioni!”

 

La Hasselblad fotografa Pedrengo (1^ parte)

di © Ivan Mologni

Presento nel F.C.B. due volumi di cui ho curato l’aspetto fotografico. Essi sono:

Vol. 1 – Pedrengo fonti e documenti (oggetto del presente articolo)

Vol. 2 – Pedrengo visite pastorali

Entrambi editi dalla Biblioteca Civica di Pedrengo.

Per l’occasione sono stato contattato dai responsabili della Biblioteca per realizzare un servizio fotografico completo di architettura.

In questo caso è consigliabile un’attrezzatura con macchina fotografica di almeno 6 X 6, Medio Formato, per assicurare la maggiore nitidezza possibile e, come pellicola, utilizzare diapositive a colori. Poi è indispensabile un treppiede professionale (in questo caso ho usato un Manfrotto 055 x Pro B – Testa 488 RCZ nero), una livella a bolla, scatto flessibile, paraluce ed eventuali filtri correttivi, oltre che un esposimetro separato con lettura sia media che spot, quale l’ottimo Gossen Lunasix 3 con accessori grandangolo e/o tele.

Ma descriviamo l’attrezzatura da me utilizzata per questo impegnativo intervento professionale:

  • HASSELBLAD 500/CM con due magazzini A12
  • mirino prisma TTL con immagine ingrandita di 3 x e appropriata lente correttiva
  • paraluce a soffietto estendibile “Compendium“, impugnatura per trasporto e attacco flash (Metz 60 CTZ con accumulatore)
  • Obiettivo Carl Zeiss Distagon 4/50 mm
  • Obiettivo Carl Zeiss Planar 2.8/80 mm
  • Obiettivo Carl Zeiss Sonnar 4/150 mm

Recentemente mi sono attrezzato con la Hasselblad Super Wide (SWC) 903 corredata dal famoso obiettivo Biogon 4.5/38 mm con angolo di campo di 90°. Quest’ottica eccezionale dà immagini perfettamente nitide anche ai limiti del campo di immagine, con elevato contrasto anche alle massime aperture di diaframma.

Tutte le ottiche Hasselblad intercambiabili sono prodotte dalla Carl Zeiss di Oberkochen (ex Germania Federale). Il sistema antiriflesso delle lenti è del tipo pluristratificato (multicoating).

Desidero infine ricordare che l’Hasselblad  fu scelta anche per le missioni sulla Luna. le fotocamere usate dagli astronauti americani erano modello “Data”, con circuiti elettrici stampati  derivati dalla fotocamera Hasselblad 500 EL/M.

Gli astronauti hanno abbandonato (!) sulla Luna ben 12 Hasselblad 500 EL di tipo modificato. Sono a disposizione di chi riesca a recuperarle…Hasselblad… una leggenda “stellare”

Interessanti titoli apparsi recentemente sulla stampa “fotografica”

Infine, la pellicola usata nelle pubblicazioni: Ektacrhome 100 – 5500° kelvin (luce diurna) nel formato 6 x 6. Trattamento chimico originale E 6.

Consiglio: per pubblicare le fotografie su un testo è molto meglio utilizzare materiale diapositivo poiché abbiamo solo un passaggio stampa “diretto”.

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“F.C.B.: Investiamo sulla bellezza della Fotografia a Pellicola!”

RITRATTI SMORFIOSI…

boccacce, sberleffi, smorfiacce!

di © Ivan Mologni

Ho fatto questa serie di scatti consecutivi con la modella Alice G.. Abbiamo iniziato questo gioco mimico, con scatti in continuo e le espressioni del viso in movimento, in varie interpretazioni.

L’illuminazione usata per questo tipo di fotografie di “beauty” rientra nel tema del ritratto. La luce deve essere morbida ed avvolgente per eventualmente minimizzare le piccole imperfezioni della pelle (non era questo il caso, visto il viso perfetto della nostra giovane modella!). La luce flash da studio è fornita da un soft-box posizionato frontalmente al soggetto con l’ausilio di un’altra fonte “ad ombrello”: vedere il riflesso luminoso negli occhi della modella.

Il fondo è nero e la modella è abbastanza distanziata, in modo da ottenere uno sfondo uniforme in tutti gli scatti.

Per la ripresa ho utilizzato la Reflex Contax S2A, interamente meccanica, con sincro lampo a 1/250. La pellicola è una Kodak 200 Gold negativa. L’obiettivo è un Sonnar 85mm f/1.2 della Carl Zeiss, il super luminoso “Re dei Ritratti“! La carta fotografica usata è marca la Fujicolor Crystal Archive Paper Supreme – superficie lucida.

Questo per quanto riguarda la tecnica. Durante gli scatti, per creare la giusta atmosfera, è stata la stessa Alice a scegliere una musica appropriata di sottofondo. Dopo alcuni scatti seriosi, si è proseguito con smorfie, boccacce, sberleffi e linguacce. In totale sono 36 scatti eseguiti in sequenza rapida. Tra tutti, ho selezionato i 9 scatti per me maggiormente significativi.

Un consiglio finale: il fotografo deve dare sicurezza alla fotomodella, mettere il soggetto a proprio agio, rendendolo protagonista e partecipe, per avere sempre risultati ottimali e soddisfacendo sia il fotografo che la protagonista!

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“F.C.B.: il potere della gelatina argentica!”

WASHI FILM: dal Giappone con furore!

12 ISO.… e non sentirli!

di © Riccardo Scuderi

L’estate scorsa ho provato per la prima volta questo rullino, immagino ai più sconosciuto:

WASHIAE’ la Washi Film “A”, una pellicola ortocromatica, interamente fatta a mano e prodotta dall’omonima casa produttrice nipponica, originariamente usata come protezione durante il processo di riproduzione delle pellicole cinematografiche. E’ una 12 ISO, quindi solo per fotografi arditi e che amano le sfide!

Allego le caratteristiche della pellicola e le modalità di sviluppo consigliate:

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E’ caratterizzata da grana finissima e offre immagini ad elevato contrasto, come è possibile apprezzare in questi scatti fatti la scorsa estate con la Leicaflex SL2 ed obiettivo 50mm:

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Oggettistica: ripresa con bottiglie

di © Ivan Mologni

La 1^ foto in ripresa è leggermente zoomata, dando un’immagine quasi irreale. La luce è direzionale sulla destra, con ombre ben determinate a sinistra:

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le foto 2 e 3 sono stampate con vetro lavorato a contatto con la carta sensibile. Si evince dalle sperimentazioni l’effetto ottenuto:

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