Fotocamere di Medio Formato (1^ parte)

di © Ivan Mologni

Parliamo di macchine fotografiche che usano pellicole formato 120mm: le immagini ottenute hanno una definizione e una resa tonale più elevata rispetto al formato 35mm, indispensabile in caso di ingrandimento in fase di stampa.

Si collocano a metà strada tra le maneggevoli reflex 24 x 36mm ed i banchi ottici da studio. Il sistema di messa a fuoco più utilizzato è il TTL reflex (attraverso l’obiettivo). Su alcune attrezzature fotografiche viene utilizzato il “pentaprisma” per inquadrare all’altezza dell’occhio e correggere l’immagine che altrimenti apparirebbe “speculare“, ossia con i lati invertiti.

Queste macchine, inoltre, possiedono dorsi intercambiabili che permettono si scegliere il tipo di pellicola in base alle esigenze, senza dover aspettare di esaurire gli scatti dell’intero rullino. Esse si differenziano tra loro in base alla larghezza del fotogramma: l’altezza della pellicola rimane di 6 cm mentre la larghezza varia da 4,5cm, 6 cm, 7 cm, fino a 9 cm.

IL RITRATTO – IN PRATICA (sala posa 1)

Le fotografie che presento riguardano la fotografia in sala posa, in interni, con fotocamera di medio formato “6 x 6” Hasselblad 500 C/M con obiettivi Distagon CM 50mm f/4, Planar CM 80mm f/2.8, Sonnar CM 150mm f/4.

L’Hasselblad 500 C/M è dotata di mirino TTL pentaprismatico, magazzini B/N e colore negative, paraluce 60/80, con vetro smerigliato Acute Matte Focusing, anello messa a fuoco rapida.

Su 12 scatti in 6 x 6, ho selezionato queste 5 immagini in bianco e nero. Gli obiettivi usati sono l’80mm e il 150mm, la pellicola è la classica Kodak 100 TMAX, sviluppata in TMAX 1 + 4 a 24 °. L’illuminazione è fornita da tre flash Bowens Monolite da 800 watt, con lampada pilota da 150 watt, ombrelli diffusori e bank. Il fondale in stoffa della Lastolite, colore giallo-arancio – “Bancok

PARLIAMO DEL FORMATO QUADRATO NEL RITRATTO

La mia esigenza compositiva sta nell’armonizzare la posa, insistendo sulla diagonale compositiva della figura, completandola con armonia di equilibrio tra massa e spazio, riflettendo molto sulla “posa”.

Un grazie particolare alla modella NATALYA, che con professionalità assoluta ha assecondato in modo ottimale le mie esigenze compositive. L’interpretazione voluta mi ha pienamente soddisfatto. Gli sguardi, complici ed accattivanti, di Natalya hanno contribuito a rendere i ritratti di posa molto piacevoli. Le stampe sono state eseguite a fotogramma intero.

“F.C.B.: Sodalizio per la salvaguardia e la diffusione della fotografia a pellicola”

Turisti per caso (2^ puntata)

Chiesetta di San Tomaso in Lemine, nota come San Tomè (secolo XI) ad Almenno S. Bartolomeo (BG)

di © Ivan Mologni

Architettura:

I conci di cui è composta salgono a tondo su due ordini, con lesene e archetti. Esiste un portale semplice con Finestrella e in alto sporge una pietra scolpita a guisa di rozza acquasantiera. Nella lunetta del portalino laterale, troviamo scolpita una Figura Romanica.

All’interno, la chiesetta ha due ordini circolari di colonne e una piccola abside. Due scalette interne, tagliate nelle spesse mura, portano alla loggia superiore, anch’essa dotata di nicchie e pertugi.

Per gli storici d’arte è uno dei monumenti architettonici più interessanti d’Italia . Sono passati dieci secoli e la Chiesa è rimasta intatta!

Riprese & Aspetti Tecnici:

Le riprese sono risalenti a novembre 2018 e mi hanno impegnato per diverse ore. I rullini sono di 12 fotogrammi; di questi 8 sono stati selezionati e riguardano gli esterni della chiesetta. Ci ritornerò sicuramente per fotografare gli interni della struttura con l’ Hasselblad SWC 903 munita di grandangolo Carl Zeiss Biogon 38mm f/4.5.

Altri accessori utilizzati: magazzini A12, staffa, paraluce professionale “Compendium” a soffietto, filtri e… un paio di guanti, indispensabili per mantenere le mani al caldo e non intorpidire le dita.

Per l’occasione, ho fotografato con una Hasselblad 500 c/m con prisma TTL.

Gli obiettivi Carl Zeiss utilizzati sono il Distagon 50mm f/4, il Distagon 80mm f/2,8 ed il Distagon 150mm f/4. Riprese effettuate con treppiede Manfrotto 055 X PROB e testa a sfera 488 RC2 made in Italy

(N.B.: La Reflex Hasselblad produce negativi in formato 6X6 ma in fase di stampa ho preferito, per gusto compositivo personale, stamparli in formato 4.5X6)

La pellicola utilizzata è la Kodak TMAX 400 sviluppata con l’omonimo rivelatore TMAX diluito in 1 + 4 a 24°

Camera Obscura:

In Camera Obscura ho stampato con un ingranditore a luce alogena DURST 605 con obiettivo Rodagon 80mm.

La carta usata è la ILFORD lucida, sviluppata in modo tradizionale. Sono poi intervenuto con un viraggio concentrato al “the”…. esatto, proprio la bevanda! Ho tenuto in bagnomaria le stampe per un tempo prestabilito, dai 3 ai 5 minuti: in base alla durata del tempo di immersione della stampa, aumenta l’intonazione. Infine ho proceduto all’essiccamento. Questi sono i risultati:


Per approfondire con modalità specifiche e professionali le tecniche descritte nel Blog, invito tutti a frequentare i “Corsi d’insegnamento alla Camera Obscura – Antiche tecniche” che promuovo durante l’anno al Fotoclub Bergamo, in sede, il giovedì alle ore 21. Provare per credere!

F.C.B.: “La Competenza che fa la differenza!”

Il Club segnala…

Questo mese il Club segnala a tutti gli appassionati due bellissime riviste, in vendita nelle edicole, che riportano molti articoli interessantissimi; tra questi, la storia e le immagini del marchio più venduto al mondo, la storia e l’utilizzo del “medio formato” e del collodio umido (che saranno oggetto prossimamente di discussione e sperimentazioni presso il nostro Club). Buona lettura!