La storia siamo noi…A proposito di stampa analogica in Camera Obscura

di © Ivan Mologni

Presento un pannello mosaico con una fotografia di gruppo a colori scattata da un socio del F.C.B.. Come si può notare, è in sostanza possibile ottenere, da un negativo a colori, una stampa in bianco e nero. Ecco come:

  • si inserisce il negativo a colori nel portanegativi dell’ingranditore;
  • a tavoletta si mette un foglio di carta bianco-nero e si espone; i tempi sono più lunghi rispetto a quelli consueti (è vivamente consigliato fare dei provini);
  • la carta deve essere di tipo “extra contrasto”.

I risultati sono visibili nel pannello sottostante. E’ anche possibile ottenere un viraggio in seppia, sempre partendo da una stampa in bianco e nero. Lo scatto proposto rappresenta il nostro gruppo in attesa di un evento sportivo.

  1. foto a colori del gruppo in attesa di scattare;
  2. versione della foto in bianco e nero;
  3. ulteriore versione dello stesso scatto, virato in seppia;
  4. in sala posa con la modella Evelin – foto a colori su carta Cibachrome Ilford (scatto di Ivan Mologni);
  5. Sempre in sala posa del FCB, mentre lo scrivente è intento a fotografare la modella Daniela (lo scatto è di un allievo di un corso di ritratto indetto dall’associazione).

F.C.B.: L’importante è fotografare…non solo partecipare!

Turisti per caso (2^ puntata)

Chiesetta di San Tomaso in Lemine, nota come San Tomè (secolo XI) ad Almenno S. Bartolomeo (BG)

di © Ivan Mologni

Architettura:

I conci di cui è composta salgono a tondo su due ordini, con lesene e archetti. Esiste un portale semplice con Finestrella e in alto sporge una pietra scolpita a guisa di rozza acquasantiera. Nella lunetta del portalino laterale, troviamo scolpita una Figura Romanica.

All’interno, la chiesetta ha due ordini circolari di colonne e una piccola abside. Due scalette interne, tagliate nelle spesse mura, portano alla loggia superiore, anch’essa dotata di nicchie e pertugi.

Per gli storici d’arte è uno dei monumenti architettonici più interessanti d’Italia . Sono passati dieci secoli e la Chiesa è rimasta intatta!

Riprese & Aspetti Tecnici:

Le riprese sono risalenti a novembre 2018 e mi hanno impegnato per diverse ore. I rullini sono di 12 fotogrammi; di questi 8 sono stati selezionati e riguardano gli esterni della chiesetta. Ci ritornerò sicuramente per fotografare gli interni della struttura con l’ Hasselblad SWC 903 munita di grandangolo Carl Zeiss Biogon 38mm f/4.5.

Altri accessori utilizzati: magazzini A12, staffa, paraluce professionale “Compendium” a soffietto, filtri e… un paio di guanti, indispensabili per mantenere le mani al caldo e non intorpidire le dita.

Per l’occasione, ho fotografato con una Hasselblad 500 c/m con prisma TTL.

Gli obiettivi Carl Zeiss utilizzati sono il Distagon 50mm f/4, il Distagon 80mm f/2,8 ed il Distagon 150mm f/4. Riprese effettuate con treppiede Manfrotto 055 X PROB e testa a sfera 488 RC2 made in Italy

(N.B.: La Reflex Hasselblad produce negativi in formato 6X6 ma in fase di stampa ho preferito, per gusto compositivo personale, stamparli in formato 4.5X6)

La pellicola utilizzata è la Kodak TMAX 400 sviluppata con l’omonimo rivelatore TMAX diluito in 1 + 4 a 24°

Camera Obscura:

In Camera Obscura ho stampato con un ingranditore a luce alogena DURST 605 con obiettivo Rodagon 80mm.

La carta usata è la ILFORD lucida, sviluppata in modo tradizionale. Sono poi intervenuto con un viraggio concentrato al “the”…. esatto, proprio la bevanda! Ho tenuto in bagnomaria le stampe per un tempo prestabilito, dai 3 ai 5 minuti: in base alla durata del tempo di immersione della stampa, aumenta l’intonazione. Infine ho proceduto all’essiccamento. Questi sono i risultati:


Per approfondire con modalità specifiche e professionali le tecniche descritte nel Blog, invito tutti a frequentare i “Corsi d’insegnamento alla Camera Obscura – Antiche tecniche” che promuovo durante l’anno al Fotoclub Bergamo, in sede, il giovedì alle ore 21. Provare per credere!

F.C.B.: “La Competenza che fa la differenza!”

Il restauro dei Velivoli Storici

di © Ivan Mologni

Per celebrare il prestigioso traguardo delle 50.000 visualizzazioni La voce del Presidente F.C.B.: Blog oltre 50.000 visualizzazioni (anzi 51.000…) ormai giunte, al momento della pubblicazione di questo articolo, a 54.365, desidero presentare una prestigiosa Mostra Fotografica sui “Velivoli Storici” composta da ben 50 opere nel formato 30X40, tenutasi presso la Biblioteca Rionale di Città Alta – Bergamo.

Tale lavoro rappresenta il restauro di “velivoli” da parte del G.A.V.S. – Gruppo Amici Velivoli Storici –  documentato da noi del Foto Club Bergamo. Il collettivo F.C.B., composto da circa 10 associati, ha presentato pubblicamente i cimeli, gli aerei che poi hanno volato presso l’Idroscalo di Milano. Tra tutti spicca il “Caproncino” degli anni ’30 (pezzo da collezione) in servizio come idrovolante: ha volato alla perfezione, come da noi di seguito documentato. Il Velivolo è stato prodotto dalla Caproni Aeronautica Bergamasca,  azienda aeronautica italiana, attiva tra il 1920 e i primi anni del Secondo Dopoguerra.

A questa storica società sono particolarmente legato: mio nonno Mandelli Camillo ha lavorato alla Caproni Aeronautica Bergamasca in qualità di Capo Reparto e disegnatore meccanico degli aerei, mentre la moglie – quindi mia nonna – Donati Elisa, sempre alla Caproni, si occupava della colorazione e mimetizzazione degli aerei impiegati durante il conflitto mondiale. Grazie alla fotografia analogica che mi ha permesso di ricordare due familiari a cui sono molto legato! Di seguito una foto storica della mia famiglia:

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foto grande: i nonni materni Elisa Donati e Claudio Mandelli
foto a sx: mia nonna – Elisa Donati – a 20 anni. Fotografia eseguita in studio da “Fotografia Moderna” – via XX settambre 47 nel 1917 a Bergamo
Foto a dx: famiglia Mandelli. da sx: Camillo Mandelli (N. 1894 – M. 1958), Elisa Donati (N. 1897 – M. 1988), mio zio Umberto, mia madre Dina e mia zia Renata. Foto “Arrigoni” – già “Taramelli” nel 1938 – via T.Tasso 22, Bergamo

Ritornando a noi, gli appassionati di volo, con successi e riconoscimenti, hanno voluto renderci partecipi attivi. La mostra ha riscontrato un notevole successo di visitatori, rendendoci orgogliosi per quanto documentato fotograficamente e stampato in Camera Obscura, anche con viraggi parziali sul fotogramma. La mostra è disponibile per essere, ancora oggi, ripetuta; siamo sicuri che gli appassionati di allora e di oggi non mancheranno all’esposizione: la bellezza e la sorpresa contribuiranno ad attirare sempre più appassionati, sia nella fotografia che verso gli aerei storici che, ancora oggi, si esibiscono nei raduni.

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Il G.A.V.S. – Gruppo Amici Velivoli Storici:

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Dati tecnici:

  • macchine fotografiche analogiche meccaniche marche CANON, CONTAX, NIKON, OLYMPUS, PENTAX;
  • tutte le stampe sono state eseguite dagli autori in Camera Obscura, con sviluppo del negativo e stampe opache baritate, con interventi parziali di viraggio in seppia su particolari del restauro degli aerei.

 

“F.C.B.: La passione …. si vede!”

LA FOTO-GRAFICA (senza macchina fotografica!)

di  © Ivan Mologni

Con oggetti opachi, la Foto-Grafica – è illimitata!

Vi elenco, in sequenza, le sperimentazioni eseguite:

  • Autoritratto – viraggio in blu (P.A. 2/2):

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  • Antica serratura:

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  • Ciotola in vetro in composizione con diapositive:

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  • Ingranaggi, forbici e puntine:

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  • Anatomia al femminile:

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Tecnica: su carta contrastata, con luce diretta attraverso l’ingranditore per circa 30 secondi. Provare a sperimentare anche con tempi più lunghi.

Carta ILFORD Multigrade IV RC Deluxe Satinatafiltro magenta 90.

Fate vostro l’orgoglio del passato con la certezza del futuro

 

 

 

Effetti “speciali”: il Viraggio

Aver pubblicato recentemente delle foto storiche, riporta alla mente un particolare effetto presente su di esse.
Il viraggio è un procedimento chimico che conferisce alla stampa fotografica una particolare tonalità, grazie a bagni appositi; il viraggio, molto usato fino all’inizio del ‘900, aveva originariamente la sola funzione di garantire una migliore conservazione e stabilità nel tempo all’immagine stampata.
Il principio di funzionamento del viraggio è molto semplice: l’argento contenuto nella stampa, non essendo un metallo nobile, tende ad alterarsi per la presenza nell’atmosfera di idrogeno solfato, trasformandosi in solfuro d’argento (di colore scuro); come un qualsiasi oggetto di argento lasciato all’aria aperta, che nel giro anche di poco tempo, diventa sporco con zone marroncine, anche sulle fotografie, per quanto siano stampate correttamente, nel tempo si creeranno delle macchie, in particolare nelle parti più chiare delle foto. Un tipo di viraggio realizza anticipatamente quella reazione chimica di trasformazione dell’argento in solfuro d’argento sull’intera fotografia evitando che il tempo effettui la reazione chimica solo su alcune parti della stessa.
Il procedimento del viraggio fu usato anche in cinematografia ai tempi del muto ma la tecnica venne abbandonata alla fine degli anni venti poiché pregiudicava la resa del sonoro.
Il viraggio è oggi usato in particolare per ottenere particolari effetti estetici. Il più diffuso e noto è il viraggio seppia, usato per dare all’immagine un sapore “d’epoca”, ma esistono vari tipi di viraggi dipendenti dalle sostanze usate: viraggio al selenio e all’oro (tra i più diffusi nella fine-art), ai ferrocianuri (cadmio, cobalto, ferro, nichel, rame, titanio, uranile), e al platino.
Il viraggio può essere compiuto alla luce diurna con qualsiasi stampa in b/n che sia stata ben trattata e lavata perché, sia che si parli di viraggio di intonazione che di conservazione, vi è, comunque, sempre la necessità che la stampa di partenza sia fissata e lavata a regola d’arte.
Il normale procedimento consiste in due bagni successivi: prima lo “sbianca”, che prepara al bagno successivo (è simile all’indebolitore di Farmer, ma molto più concentrato) e poi la “solfurazione”, con cui lo zolfo si fissa all’argento metallico, dando un’intonazione bruno-marroncina.
I metodi variano a seconda dei corredi. Si può consigliare per esempio il corredo Ornano, composto da due buste:
– la busta n.1 contiene il composto chimico da diluire in un rapporto 1-35, 1-40 che serve per schiarire l’immagine nel primo bagno (“sbianca”). Normalmente si utilizza del ferrocianuro di potassio (10 gr/per litro) unito a del bromuro di potassio (25gr/per litro). La soluzione potrebbe essere usata più volte poiché non subisce un vero processo di invecchiamento.
– la busta n.2 contiene il composto chimico da diluire in un rapporto 1-10/1-15 di solfuro di sodio (1 litro di acqua, 10-15gr di solfuro di sodio) che serve per variare l’intonazione (che può essere seppia, blu, rossa, verde o arancio).
La stampa prenderà l’intonazione scelta immergendola sbiancata nel bagno di viraggio fino all’intonazione desiderata. Variando le diluizioni, sia nello “sbianca” che nella “solfurazione”, si può modificare la profondità del viraggio: una diluizione maggiore dello sbianca permetterà di sbiancare “di meno” la stampa iniziale facendo in modo che il secondo bagno agisca, producendo l’effetto seppia, solo sui colori più tenui senza modificare quelli più scuri; quando la colorazione è molto lieve si parlerà più propriamente di “variazione di intonazione” anziché “viraggio”.
Esiste la possibilità di preparare un terzo bagno, un anti-sbianca, detto anche riducente, il cui scopo è di contrastare lo sbianca, nel caso questo risultasse eccessivo. La sua preparazione è semplice: serve la soluzione di sviluppo per carte fotografiche con una diluizione in acqua pari a 1-1 o 1-2.
La fotografia, tolta dal bagno, deve essere poi solo correttamente essiccata.