Sono in corso mostre molto interessanti

IMPERDIBILE: Gianni Berengo Gardin: «Prima pensate, poi scattate» La mostra per i 90 anni a Milano, le grandi navi a Venezia, l”involuzione digitale’: Photoshop? «Da abolire». Parla a ruota libera uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera che invitiamo a leggere integralmente per capirne il pensiero fortemente “analogico”, pigiando sul seguente LINK.
Berengo Gardin ha passato una vita intera a camminare, osservare e scattare. Dagli anni ’50 lo fa in compagnia di una macchina fotografica, rigorosamente Leica, su pellicola, in bianco e nero – perché «il colore distrae –, senza flash e, possibilmente, senza nemmeno il cavalletto.
La mostra “Come in uno specchio: fotografie con testi d’autore” è un omaggio a Gianni Berengo Gardin nella sua città d’adozione, Milano, nell’anno del suo novantesimo compleanno. E’ allestita negli spazi espositivi di Forma Meravigli (Via Meravigli, 5 – Milano tel. 02 58118067) da mercoledì 12 febbraio a domenica 5 aprile 2020 in orario 11.00-20.00 dal mercoledì alla domenica (chiuso lunedì e martedì).
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La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre la stagione espositiva del 2020 inaugurando la grande retrospettiva Helmut Newton: “Works”, con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino. La mostra resterà aperta fino al 3 Maggio.

La fotografia di Helmut Newton, che abbraccia più di cinque decenni, sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi, apportando eleganza, stile e voyeurismo nella fotografia di moda, esprimendo bellezza e glamour e realizzando un corpus fotografico che continua a essere inimitabile e ineguagliabile”, afferma Matthias Harder.

Il Calendario 2020

Nel 40° anniversario dalla fondazione, riprende una tradizione che aveva accompagnato in passato il Fotoclub per molti anni: la pubblicazione di un proprio calendario.
Ecco il calendario 2020 del Fotoclub Bergamo. Sono i Signori soci espositori dell’FCB. E’ una selezione prestigiosa di due immagini cadauna già esposte in pubblico e selezionate dal Gran Consiglio del Direttivo. Essi sono: Adriano Bamberga, Serena Dolfi, Aldo Mapelli, Ivan Mologni, Tiziano Nava, Riccardo Scuderi.
Il calendario sarà disponibile dal 14 dicembre per il prestigioso evento ad invito, organizzato dal Fotoclub Bergamo dalle 15.30. Ospite d’onore la Miss Fotoclub Bergamo 2019 Miss Eugenia.
Il Presidente FCB, arch. Ivan Mologni

Novità al Fotoclub Bergamo

In seno al Fotoclub Bergamo è nata la sezione denominata: “Centro Organizzato Analogico Bergamo”. In sigla COAB/FCB. La finaltà è promuovere la conoscenza della fotografia analogica (pellicola) verso i giovani. Assisterli e illuminarli verso la conoscenza e avviarli all’uso prestigioso della fotografia storica in ripresa ed in camera obscura. Come già annunciato in precedenza i Corsi Base sono già iniziati nel mese di novembre e a ciclo continuo continueranno nelle sessioni invernali 2019 e primaverili 2020. I giovani “avanguardisti” saranno in modo continuo seguiti e valorizzati per poi cimentarsi in riprese fotografiche pratiche ed in esercizi in camera obscura e sperimentando anche alcune antiche tecniche. Successivamente gli stessi parteciperanno a Mostre Fotografiche Analogiche sia statiche che itineranti. Questa presentazione avrà luogo nella Sede del FCB il 14 dicembre 2019 dalle 15.30 su ESPRESSO INVITO nelle ultime prestigiose celebrazioni del 40° FCB.
Il Presidente Arch. Ivan Mologni.

FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Proseguono incessanti le iniziative del Fotoclub Bergamo che arrivano quest’anno a compiere i quaranta anni!
Apre la serie una personale del Presidente Ivan Mologni che si terrà in una sede particolare e prestigiosa come la sede principale della Banca Intesa di Bergamo in via Camozzi 27 e avrà come tema proprio l’amore per la nostra città.

Umberto Zanetti, insostituibile appassionato delle tradizioni bergamasche

Si è recentemente tenuto nella Sala Locatelli della Domus Magna un incontro commemorativo del Maestro recentemente scomparso con la partecipazione di varie personalità del mondo culturale cittadino.
La rievocazione delle numerose sue attività, gli intermezzi musicali dell’orchestra Gavazzeni e la recita appassionata di alcune sue poesie hanno riportato alla memoria dei numerosi presenti l’importanza di coltivare le eredità che quell’enciclopedico personaggio ha lasciato alla sua città; prima fra tutte il valore della Storia della propria terra.

E i Soci del Fotoclub non dimenticano che Umberto Zanetti, studioso dai mille interessi, è stato anche un interessato sostenitore della nostra Associazione alla quale riconosceva una sostanziale e importante attività artistica e una complementare capacità di conservazione e diffusione di particolari tecniche legate a una ricercata tradizione.
Partecipò perciò molto volentieri all’introduzione di alcune mostre collettive esplicandone in modo del tutto singolare i valori delle opere e i pregi culturali.
Nella foto qui a fianco, Ivan Mologni ha ripreso un momento dell’intervento dello storico a una delle mostre; in questo caso quella dal titolo “Bergamo Alta” del 2016 svoltasi nella sala Manzù del Palazzo della Provincia.

Alzano Lombardo: 38° Concorso Nazionale di Fotografia


Si era concluso a Ottobre un altro importante appuntamento autunnale, a livello nazionale, per gli appassionati di fotografia: il Concorso Nazionale di Fotografia che si svolge ad Alzano Lombardo, presso il FotoClub Fantoni con il patrocinio del Comune, e giunto quest’anno alla sua 38° edizione. Di ottimo livello e sempre molto ben partecipato, il concorso era come sempre diviso in due sezioni (b/n e colori) a tema libero, al quale ogni fotoamatore ha potuto partecipare con un massimo di 4 stampe di formato 30×40; e, come sempre, anche alcuni Soci del nostro Fotoclub non hanno voluto mancare a questo incontro presentando vari lavori tra i quali :
Gotti Oliviero (porto vecchio)
Mologni Ivan (Nataliya)

Nava Tiziano (Sicilia 2017)
Scuderi Riccardo (l’attesa)

Classic Camera – Black & White

E’ in edicola il nuovo numero della miglior rivista per noi “analogici” che, ricordiamo, è anche consultabile, per gli associati, nella nostra Sede.
Sempre ricca di interessanti articoli, questa volta consigliamo la lettura della recensione sulla pellicola Kodak T-Max 3200-P

Avvistamenti “analogici”

Bergamo, ex-monastero di Astino, settembre 2018
…Certo che, in quel caldo pomeriggio di settembre, non avremmo mai immaginato di incontrare due giovani viaggiatrici – con la loro macchina fotografica analogica – provenienti addirittura dall’altro capo del mondo.
Queste deliziose ragazze che vedete nella foto con Oliviero, sono due sorelle: Sophie e Kirsty Mc Kellar e vengono da Melbourne, Australia.
..Sedute poco distanti da noi, godevano l’aura del chiostro cinquecentesco e scrivevano appunti su blocchetti di carta, mentre sul tavolino tra due bicchieri e le bottigliette di una bibita, faceva capolino una nobile Pentax MX..
Così, un sorriso, lo scambio di poche parole e la passione per la pellicola fotografica, ci hanno accomunato.
Arrivederci Kirsty e Sophie, scriveteci! Mandateci una foto del vostro viaggio a Bergamo!

“Analog sightings”
Bergamo, ex-monastery of Astino, September 2018
… Of course, on that warm September afternoon, we would never have imagined meeting two young travelers – with their analog camera – coming from the other end of the world.
These lovely girls you see in the picture with Oliviero are two sisters: Sophie and Kirsty Mc Kellar and they come from Melbourne, Australia.
.. Sitting not far from us, they enjoyed the aura of the sixteenth century cloister and wrote notes on paper blocks, while on the table between two glasses and bottles of a drink, a noble Pentax MX peeped out..
Thus, smiles, the exchange of few words and the passion for photographic film, have united us.
Goodbye Kirsty and Sophie, write us! Send us a picture of your trip to Bergamo!

La ricerca e la pubblicazione continuano…

Continua senza soste la ricerca dei nostri Soci per documentare gli antichi mestieri, per fermare in pochi scatti gli elementi salienti delle attività che hanno coinvolto le vite dei nostri antenati e per tramandare ai giovani quei gesti che quotidianamente impegnavano coloro che con la loro pazienza e la fatica ci hanno portato alla nostra attuale, privilegiata, condizione di vita.

E con grande nostro piacere tale lavoro viene riconosciuto dalla redazione di una testata giornalistica tutta bergamasca che da più di mezzo secolo si preoccupa di tenere vive le tradizioni della nostra terra. Al nostro GIOPI’, organo ufficiale del Ducato di Piazza Pontida, che regolarmente ospita le nostre immagini corredate dalla traduzione in bergamasco, tanti auguri di lunga vita!

Avvistamenti “analogici”

Salve amici! I nostri avvistamenti sono continuati anche a ferragosto! E non solo a Bergamo…..
Ecco qualche bella immagine di incontri casuali con appassionati della pellicola “intercettati” durante le vacanze.

Siamo Puglia, in una splendida Monopoli, dove abbiamo visto questa giovane coppia di Palermo: Emiliano e Annalidia, in foto a fianco di Silvana.
È’ proprio un avvistamento speciale perché “Lui” si cimenta nel medio formato, con una fantastica Yashica 124.. Bravo Emiliano continua così!!
Arrivederci! Se passate da queste parti venite al Fotoclub!
P.S. Vogliamo vedere anche Annalidia alle prese con una bella “meccanica”!

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Iseo, 26 agosto
Da Liverpool!! Alex, Sarah, Dion e Alison, quattro giovani turisti inglesi in vacanza sul nostro lago. Appassionati di fotografia analogica.
Alison porta una favolosa Olympus OM1….. Dion, una bellissima Pentax Spotmatic…
Cosa dire?…..Bravissimi, complimenti!! Viva la fotografia a pellicola!
Arrivederci ragazzi, scriveteci!

Iseo, 26 August
From Liverpool !! Alex, Sarah, Dion and Alison, four young English tourists on holiday on our lake. Analogue photography enthusiasts.
Alison brings a fabulous Olympus OM1….. Dion, a beautiful Pentax Spotmatic…
What to say? ….. Bravissimi, congratulations !! Long live film photography!
Goodbye guys, write us!

Il FotoClub Bergamo e Art2Night

E’ ormai un appuntamento tradizionale quello che vede la partecipazione della nostra Associazione alla manifestazione che, con numerose e interessanti iniziative, terrà svegli i Bergamaschi la notte del prossimo 7 Luglio.
Anche quest’anno infatti, rispondendo al gradito invito, il Fotoclub organizzerà una mostra collettiva in un ambiente storico e molto suggestivo esponendo per l’occasione una serie di fotografie con “effetti speciali” che non mancheranno di stupire, anche quest’anno, i numerosi visitatori.


Avvistamenti “analogici”

Un “avvistamento analogico molto particolare
Franco Mammana non ha bisogno di presentazioni. Un artista conosciuto e amato non solo nella nostra città, grazie alle sue opere che partecipano brillantemente a tante esposizioni e concorsi
nazionali e internazionali, con tantissime attestazioni.
Chi non conosce i suoi spettacolari aquiloni o i suoi bellissimi reportage? Franco è un amante della fotografia a pellicola e qui lo abbiamo beccato, pronto allo scatto, con una fascinosa Polaroid 250 perché, ovviamente, è anche un vero “polaroider”!
A Franco, un caloroso “Buona luce!!” dal Fotoclub Bergamo.

Documentare l’Urbanistica, l’Architettura e l’Ambiente urbano

Molte volte i Soci del nostro Fotoclub si sono impegnati nel riprendere angoli suggestivi o vedute particolari di costruzioni storiche o moderne, della nostra e di altre città, e, a volte, collaborando con le immagini ottenute a importanti pubblicazioni.


… e capita anche di dover documentare dei moderni scempi, delle vere violenze inferte al paesaggio urbano da costruttori e amministrazioni completamente insensibili all’atmosfera che tante località sanno dare come contributo alla qualità della vita. Così assistiamo attoniti alla costruzione, sotto il baluardo di San Giacomo ripreso prima in una vecchia foto, di un altro “mostro“. Questo, innalzato proprio in una zona dove, presumibilmente essendoci una particolare protezione in seguito al riconoscimento Unesco, ci si aspetterebbe di potere realizzare immagini molto significative sulle “opere di difesa veneziane”. Questa nuova costruzione potrà così ben fare compagnia al suo predecessore costruito in via Autostrada che fece scomparire da quella zona lo skyline, una delle vedute più belle e caratteristiche della nostra Bergamo.

Avvistamenti “analogici”

Un nuovo avvistamento “analogico”
Ecco Matilde, giovane studentessa milanese qui “intercettata” dai nostri amici in Città Alta, un sabato pomeriggio del gennaio scorso.
La sensibilità artistica respirata in famiglia l’ha portata a scoprire presto la fotografia analogica con la sua bella Olympus OM 10 -la vedete a tracolla- notevole reflex automatica a priorità di diaframmi degli anni ’80.
Matilde, ci ha parlato del desiderio di volersi cimentare nel magico mondo della camera oscura, per cui rinnoviamo l’invito a venirci a trovare al nostro foto club.
Ciao, a presto!

Magnum compie settant’anni


Magnum Photos, l’agenzia fotografica più famosa al mondo, compie settant’anni. Per questo prestigioso traguardo, in collaborazione con Hachette, presenta una prestigiosa collana di monografie celebrative di grande formato che raccoglie il meglio della produzione dei fotografi tra i più importanti di sempre. Volumi da collezione, dedicati ai protagonisti di Magnum e alle loro più celebri fotografie. 96 pagine riccamente illustrate e stampate su carta di grande qualità per ottenere la migliore riproduzione a colori e in bianco e nero e apprezzare i dettagli di ogni singolo scatto.

La fotografia analogica del 21° secolo

Lo avevamo sostenuto tante volte in questi anni, per cui non ci stupiamo, ma certo è sensazionale e ci rende proprio felici rilevare che oggi anche osservatori specializzati, all’avanguardia nel fiutare ogni nuova – spontanea – tendenza di costume, considerino finalmente superata l’opinione superficiale e malignamente diffusa anche tra gli addetti ai lavori, di una sopravvivenza della fotografia a pellicola in chiave nostalgica o di moda passeggera. Adesso si parla apertamente di vero e proprio Rinascimento analogico“!
Qui sotto riportiamo i link di questi siti internazionali, nei quali l’affermazione è testimoniata oltre che dalla nota messa in produzione di nuove pellicole, una su tutte la Ferrania P30, anche dalla felice conclusione di due collette mondiali per finanziare, due distinti progetti di nuove macchine fotografiche a pellicola. In un caso si tratta una macchina tradizionale e totalmente meccanica, mentre il secondo progetto è per un’interessante macchina modulare di nuova concezione.
La fotografia analogica del 21° secolo.

The Great Film Renaissance Of 2017
Film Photography Crowdfunding Explosion 2017!

Reflex: Bringing back the analogue SLR camera

ELBAFLEX 35mm True Analog Camera: History Reloaded

Oliviero Gotti – FCB

Classic Camera, la rivista “analogica”

E’ in distribuzione nelle migliori edicole il nuovo numero della miglior rivista per noi “analogici”, sempre ricca di interessanti articoli, e ricordiamo che è anche consultabile, per gli associati, nella nostra Sede.
Questa volta consigliamo la lettura anche dei seguenti volumi:

Pensieri invernali sulla fotografia tra smartphone e tablet…

Anche il 2017 si è concluso. Un anno intenso cha ha visto il nostro sodalizio sempre attivo con tante belle iniziative interne e divulgative, dedicate alla nostra passione per la fotografia con la pellicola.
Un anno in cui abbiamo conosciuto tanti nuovi amici, anche di paesi lontani e nuovi gruppi che con i loro lusinghieri apprezzamenti ci hanno semplicemente galvanizzato.
Tuttavia in questa entusiasmate situazione, dove la fotografia tradizionale, in grande e rinnovata affermazione, si conferma essere sempre più appannaggio di una importante giovane élite cui, di fatto, è consegnato lo spirito e l’arte del disegnare con la luce, non possiamo ignorare la contemporanea definitiva espansione della cosiddetta fotografia digitale, nel pieno dei suoi dirompenti effetti.
Non ci siamo mai occupati di statistiche, e non seguiamo le indagini di mercato dei vari esegeti che pontificano da anni sui forum e sulle superstiti riviste specializzate.
Il nostro pensiero è sostenuto dal fatto che forse, per la prima volta, durante questa stagione estiva, che ha visto, più che negli anni passati, convogliati nelle nostre città d’arte e nelle nostre lande montane e marine, centinaia di migliaia di “fotografi” da tutto il mondo, si è potuto costatare il definitivo tramonto della macchina fotografica, che a cento cinquant’anni dalla sua invenzione e solo a tre lustri dall’irruzione della nuova tecnologia digitale, lascia irrimediabilmente il posto al più gretto uso di “smartphone” in sua vece.
Infatti, ben poche sembrerebbero le reflex – la “macchina” per antonomasia – che abbiamo potuto vedere a tracolla nella stagione estiva trascorsa.
Va detto però, che il declino dell’apparecchio tradizionale, era già iniziato anni fa, quando le ultime raffinate macchine analogiche, fino allora necessariamente in mano a professionisti e appassionati preparati, erano scalzate dalla “digitale” che, compatta o ingombrante che fosse, visto i prodigiosi e imperscrutabili automatismi intrinseci, permetteva molto più democraticamente a chiunque di ottenere immagini “passabili”, finendo per lo più ad adornare i decolté di mogli e fidanzate: primissime staffette dello scatto compulsivo.
Tra non molto, pur in presenza di miliardi di scatti fotografici come non se n’erano mai visti prima, registreremo la fine della fotografia, per lo meno per come l’abbiamo sempre concepita e non solo quella analogica; con buona pace di nativi o immigrati digitali di nuova o tardiva fede!
E’ con la scena grottesca delle braccia alzate con il “tablet” sopra la folla, o quella dell’ineffabile telefonino sul tavolo, sempre pronto a immortalare tutto e tutti; o di milioni di “selfie” tutti uguali con la loro lingua fuori o le labbra arricciate e l’occhio stupido che si compie lo sconsolante paradigma.
Vedete, non solo per l’insulsaggine dei soggetti o dei nuovi tic di massa, ma soprattutto per gli effetti della pervadente digitalizzazione che “virtualizza” rendendola superflua e inutile l’esperienza che è alla base di ogni espressione artistica, con il risultato della più desolante omologazione.
Andate e osservate con distacco le immagini esposte in qualche concorso fotografico e ve ne renderete conto!
Se ci pensiamo bene, fino a che la macchina fotografica è stata uno strumento (meccanico) essenziale, semplice estensione della nostra sensibilità, l’immagine registrata sulla pellicola era, bene o male, l’onesto frutto dell’esperienza e dell’attitudine acquisita.
Le “digitali” infatti, hanno dovuto rincorrere la forma esteriore, il formato (il Leica 35 mm) delle “analogiche” e finanche le modalità funzionali con tanto di manopole e bottoni, assolutamente fittizi, tanto pleonastici quanto, dal punto di vista del marketing necessari, per lasciare al fotografo un residuale illusorio intervento nello scatto. Poco importa se il risultato potrà essere immediatamente visualizzato, eliminato, oppure completamente stravolto, mediante una disinvolta manipolazione al computer.
Un percorso segnato.
La natura faustiana e depauperante della tecnologia digitale, presenta inesorabilmente la cambiale all’incasso, facendo tabula rasa di nobili sentimenti, illusioni e nostalgie e con essi anche di tutte le competenze tecniche e le capacità acquisite.
I soloni che avevano celebrato in preda a dionisiaca euforia i primi vagiti della nuova era, gettando alle ortiche un tesoro di passione e tecnica, sentenziando altezzosi e saccenti la morte della pellicola e proclamando una nuova aurora illuminata da milioni e milioni di pixel, oggi possono fare un esame di coscienza e forse ripensarsi.
Ora, è evidente che se la nostra memoria e il nostro cuore sono consegnati al Grande Fratello in una “nuvola digitale” tramite “l’Iphone”, il computer o l’ultima fotocamera “pensante e parlante”, l’arte fotografica e i suoi valori potranno continuare a vivere solamente presso l’artefice che li avrà saputi custodire, esercitare e trasmettere, facendoli ri-scoprire a quei giovani “scapigliati” non ancora omologati ai dettami deleteri di questo sistema.
E noi, che non abbiamo mai abbandonato la tecnica argentica, espressione di una visione tradizionale e reale, quindi analogica, del pensare e dell’agire, cosa possiamo fare?
Beh, non abbiamo dubbi, proponiamo una buona dotazione di rullini – più se ne hanno più viene voglia di usarli – metterne un paio nella borsa; caricare una bella analogica, magari completamente manuale – priva di “aiutini” di sorta – e: azione! ..Con questo bel cielo terso, tra la gente in città, o solitari nei boschi o nei campi cristallizzati dall’aria frizzante di questo insolito gennaio.
……… Finché c’è pellicola c’è speranza!
Buon 2018 e tanti buoni click a tutti!!
Oliviero Gotti – FCB

Un manuale per l’era post-digitale

Decisamente significativo questo nuovo libro recensito da “FrizziFrizzi” magazine di cultura pop, che vanta oltre 2.500.000 pagine lette.
Uno dei punti di riferimento del panorama italiano per arte, design, libri, moda, eventi..

Analogue Photography: “Il primo manuale di fotografia con pellicola dell’era post-digitale”.

Ogni commento è superfluo se non che questi giovani creativi – “millenials” nativi digitali – vivono già l’era post-digitale!! Registriamo e segnaliamo con piacere.

E’ in libreria il manuale Polaroid

In quest’epoca digitale sentiamo il bisogno di un po’ di realtà, qualcosa che ci ricolleghi a uno spazio tridimensionale. E questo è ciò che fa una Polaroid. La chimica contenuta nella pellicola dà a ogni istantanea un aspetto unico, un insito senso d’intimità e autenticità.
“Leggere” una Polaroid è come intraprendere uno scavo archeologico: crepe sulla superficie, tonalità, texture e imperfezioni rivelano molto più di quanto è rappresentato nell’immagine. Possiamo guardare attraverso la foto come fosse il buco di una serratura sul passato. Questo manuale offre un’introduzione completa alla fotografia istantanea:
Guida alle fotocamere e ai formati delle pellicole. Tratta la tecnologia e la storia della fotografia istantanea, raccontata attraverso capitoli dedicati a specifiche fotocamere e pellicole
Tecniche creative. Illustra un’incredibile gamma di effetti realizzabili con le pellicole istantanee avvalendosi di immagini di supporto scattate dai più innovativi fotografi che utilizzano questo media ai giorni nostri.
Alla fine del libro un’estesa sezione è dedicata alle risorse, compresi un’utile tabella della compatibilità delle pellicole, una lista di rivenditori e consigli per la sicurezza.

L’analogico come la Fenice… Bentornata Polaroid!

Si festeggia quest’anno l’ottantesimo anniversario della nascita di Polaroid, fondata da Edwin Land nel 1937, e, dopo i numerosi travagli e sperimentazioni che erano apparse a molti come il canto del cigno e dieci anni dopo lo stop alla produzione delle macchine fotografiche istantanee, Polaroid torna prepotentemente nel mercato. E lo fa attraverso “The Impossible Project” che, dopo l’acquisto del marchio da parte del suo maggiore azionista, cambia nome, si trasforma in “Polaroid Originals” e lancia la OneStep 2, la nuova versione della macchina fotografica che ha reso celebre Polaroid nel mondo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un forte ritorno della fotografia analogica istantanea – spiega il 28enne Oskar Smolokowski, capo di Polaroid Originals e figlio di quel facoltoso Wiaczeslaw che nel 2012  investì nel progetto – questa crescente richiesta va ben oltre l’effetto nostalgia. Nel mondo di oggi, frenetico e digitale, un oggetto tangibile al di fuori dello schermo dello smartphone diventa un oggetto prezioso. Unico e impossibile da riprodurre”.

Polaroid Originals ripropone una macchina con gli stessi principi della Polaroid analogica del 1977 ma integrata da tecnologie attuali, con lo stesso semplice sistema “punta-e-scatta”, con una lente da 106mm dell’obiettivo fisso in policarbonato e acrilico con un range da 60cm a infinito, con un potente flash integrato, completo di un tasto per aumentare o diminuire l’esposizione, un comodo carica batterie via cavo USB, una batteria a lunga durata interna da 1.100 mAh (assente sul modello originale) e un timer per autoscatto. Come il predecessore, ha il grande pulsante rosso per lo scatto posizionato nella parte frontale e il logo dai colori arcobaleno che ha accompagnato la storia di Polaroid; ha una struttura sagomata ed ergonomica, cosa che fa venir voglia di fotografare qualsiasi cosa. Il dispositivo propone però un approccio alla fotografia che non ha nulla a che vedere con quello delle alternative digitali moderne. La fotocamera è pensata per essere contemporanea più che mai per la gente che ama ancora aspettare e scoprire la foto che si sviluppa pian piano e la sensazione vintage del controllo manuale e della pellicola si rivolge in modo specifico a chi preferisce il contatto con la stampa fisica alle immagini destinate a vivere su un display.
Inoltre ogni pacchetto base di pellicole è sufficiente per soli otto scatti, e ciò spinge a prestare particolare attenzione prima di premere l’otturatore; ogni volta che si preme il pulsante dell’otturatore, si innescano migliaia di reazioni chimiche per creare un’immagine reale e unica. Ogni scatto sarà stampato. È la bellezza delle Polaroid.
Il pacchetto di pellicole può essere ricaricato attraverso uno sportellino nella parte anteriore della fotocamera e possono essere caricate anche pellicole per le vecchie Polaroid.
E proprio con l’obiettivo di mantenere viva l’eredità, con un’iniziativa non priva di un suo tocco di poesia, Polaroid Originals commercializza anche le macchine d’epoca completamente ricondizionate,.
Con le OneStep 2, disponibili in varie versioni, è stata studiata anche una nuova generazione di pellicole, che “regalano la distintiva, sognante bellezza delle fotografie analogiche istantanee“, a colori, in bianco e nero e in una nuova gamma di edizioni speciali. L’azienda ha assicurato che gli scatti saranno sviluppati più rapidamente delle vecchie versioni e non servirà scuoterle perché si svilupperanno nascoste e protette dalla luce diretta.
Prezzi di macchine e pellicole si trovano sulle pagine del sito ufficiale.

37° Concorso Nazionale di Fotografia


Un altro importante appuntamento autunnale per gli appassionati di fotografia e questa volta a livello nazionale è il Concorso Nazionale di Fotografia che si svolge ad Alzano Lombardo, presso il FotoClub Fantoni con il patrocinio del Comune, e che è giunto quest’anno alla sua 37° edizione. Di ottimo livello e sempre molto ben partecipato, il concorso si divide in due sezioni (b/n e colori) a tema libero, al quale ogni fotoamatore può partecipare con massimo di 4 stampe di formato 30×40. Anche alcuni Soci del nostro Fotoclub non hanno voluto mancare a questo incontro:
Dolfi Serena,

Mologni Ivan,

Nava Tiziano,
e Gotti Oliviero

Riunione provinciale Circoli FIAF

Il giorno 10 ottobre 2017, a Dalmine, presso la sala Don Bosco dell’oratorio S.Andrea si è tenuta la riunione dei Circoli FIAF della Provincia di Bergamo con il seguente ordine del giorno:
● 1. Votazione e discussione della mozione presentata dal circolo fotografico “La Torretta”
● 2. Discussione e votazione del regolamento del “Digitalgiro”
● 3. Discussione In merito alle linee guida del tema del “Digitalgiro”
● 4. Varie ed eventuali
Erano presenti il delegato regionale, il delegato per la provincia di Bergamo e i seguenti circoli e associazioni:
✶ ASAV, Associazione Seriatese Arti Visive (Seriate)
✶ Camera Chiara circolo fotografico (Treviolo)
✶ Circolo culturale fotografico Bergamo77 (Bergamo)
✶ Circolo fotografico Foto93 (Villa d’Ogna)
✶ Circolo fotografico Dalmine (Dalmine)
✶ Circolo fotografico Gazzaniga (Gazzaniga)
✶ Circolo fotografico La Torretta (Grumello del Monte)
✶ Circolo fotografico Marianese (Mariano di Dalmine)
✶ Circolo fotografico Verdello (Verdello)
✶ Circolo fotografico Chignolese (Chignolo d’Isola)
✶ Gruppo fotografico A4 (Cologno al Serio)
✶ Photoclub Sömèanza (Casnigo)
✶ Circolo Fotografico Le Molere (Sarnico)
✶ Circolo Culturale G.Greppi (Bergamo)
✶ Circolo fotografico Fotoclub Bergamo (Bergamo)

QUI IN ALLEGATO SI TROVA IL VERBALE DELLA RIUNIONE

Il Club segnala…

Questo mese il Club segnala a tutti gli appassionati due bellissime riviste, in vendita nelle edicole, che riportano molti articoli interessantissimi; tra questi, la storia e le immagini del marchio più venduto al mondo, la storia e l’utilizzo del “medio formato” e del collodio umido (che saranno oggetto prossimamente di discussione e sperimentazioni presso il nostro Club). Buona lettura!


AVVISTAMENTI ANALOGICI

Diciamocelo, non fosse altro che per un certo impaccio a comunicare in lingua straniera sulla scorta di reminiscenze scolastiche (…) ci sarebbe proprio piaciuto farci raccontare qualcosa di più da questo simpatico, giovane turista, sulla sua passione per la fotografia analogica.
Si chiama Taras, ha ventiquattro anni e viene dall’Ucraina.
Diciamo veramente “passione” perché, se no, di cos’altro si tratta che può spingere un giovane a viaggiare in Italia portandosi dietro una Agfa degli anni sessanta?
Di passaggio a Bergamo, ha avuto l’intuito di inoltrarsi nelle vie meno frequentate di Città Alta per qualche scatto in bianco e nero, imbattendosi casualmente nella mostra “Fotografi della luce” organizzata dal nostro Club.
Taras ha lasciato il suo saluto nel registro d’onore, sorpreso e contento di averci conosciuto.
Quante soddisfazioni ci arrivano da questi giovani fotografi nati “nell’era digitale” ma che usano con entusiasmo la pellicola!
A presto, ai prossimi avvistamenti!

Una memoria e un’esposizione da non perdere

Fausto Asperti, figura storica di Bergamo e da tutti conosciuto come Foto Express, si è spento nel 2004 a 76 anni. In oltre 50 anni di attività ha documentato migliaia di eventi con l’amore profondo che lo legava alla città e ai suoi abitanti. Ha fotografato la Bergamo del dopoguerra e la sua crescita.
Collaboratore dal 1957 al 1998 de L’eco di Bergamo, era una figura familiare discreta, che si incontrava ad ogni cerimonia, manifestazione o avvenimento pubblico. Il frutto di questo lavoro sono gli oltre 400 mila negativi, eccezionale archivio di eventi di ogni genere che valorizzano, come testimonianza visiva, un pezzo importante di storia della nostra città.
Fu Mauro Gelfi, il direttore del Museo Storico di Bergamo scomparso nel 2010, a rendersi conto dell’importanza dell’archivio di Fausto Asperti. Non poté prendere visione dell’enorme quantità di materiale ma ritenne fosse necessario tutelarlo al più presto perché rischiava, se non la dispersione, il deterioramento poiché gli eredi non potevano assicurare un’adeguata, e molto impegnativa, conservazione. Incominciò così a formulare progetti per far sì che tutte quelle immagini entrassero a far parte nel patrimonio cittadino. Il sogno di Gelfi divenne realtà nel 2012 quando il sindaco Franco Tentorio annunciò che i 400 mila negativi, frutto di mezzo secolo di attività, sarebbero stati depositati nell’ex monastero di San Francesco in Città Alta, sede del Museo.
Ciò fu reso possibile grazie alla sensibilità della famiglia Sestini che acquisì l’archivio alla sua Fondazione aggiungendola alla non meno importante raccolta di immagini del fotografo Domenico Lucchetti.

Fausto Asperti nel 1966 e il 1967, in occasione del 150° anniversario della morte di Giacomo Quarenghi (1744 -1817), fece due viaggi in Russia per documentare l’attività artistica del nostro grande architetto. A cinquant’anni di distanza, Fondazione Bergamo nella Storia ripropone quegli scatti, conservati nell’Archivio fotografico Sestini. ponendo l’accento sulla percezione poetica del fotografo: nella mostra le immagini delle solenni e celebri architetture quarenghiane si alternano a quelle della Russia degli anni Sessanta, con i suoi anonimi protagonisti colti nei gesti del quotidiano. Lo sguardo di Asperti offre la prospettiva di un Quarenghi in movimento tra il Settecento e la modernità.

Pellicola… e la fotografia analogica vive

Lentamente, ma sempre più frequentemente, anche la stampa non specializzata prende nota e riporta con vari titoli nei propri articoli l’esistenza di quella insostituibile realtà che è la nostra, cara fotografia analogica.

 

Lo hanno ben capito le ditte produttrici di pellicole che continuano a produrne vari e sempre nuovi tipi. Per tutti gli appassionati, estratto dall’almanacco di Fotografare – Estate 2017, riportiamo perciò di seguito tutti i tipi di pellicola disponibili in commercio e che si possono acquistare nei migliori negozi di articoli fotografici.

Le foto di Mario Giacomelli esposte ad Astino

Mario Giacomelli (Senigallia, 1/8/1925 – 25/11/2000) inizia a lavorare come tipografo ma, quando nel 1953 acquista una Bencini Comet S scatta in lui la passione per la fotografia e inizia a fotografare parenti, colleghi e amici. Frequenta uno studio fotografico, si addentra nella tecnica fotografica e, nel 1955, vince il Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto. Produce alcune serie dallo stile di reportage come Lourdes (1957), Scanno (1957/59), Puglia (1958), Zingari (1958), Loreto (1959), Un uomo, una donna, un amore (1960/61), Mattatoio (1960), Pretini (1961/63), La buona terra (1964/66). Iniziano le prime pubblicazioni sulle riviste specializzate di Fotografia e i riconoscimenti da parte di critici d’arte fino ad arrivare, nel ‘64, ad esporre al MOMA di New York, che acquisirà poi diverse sue immagini, nella mostra The Photographer’s Eye. Nel ’78 partecipa alla Biennale di Venezia con Paesaggi. Nel 1980 esce un primo libro su di lui a cura di Arturo Carlo Quintavalle, che acquisisce buona parte di sue opere per il centro CSAC di Parma, mentre si susseguono le esposizioni delle sue opere in tutto il mondo. Dà poi alla luce le serie Il teatro della neve (1984/86) e Ho la testa piena mamma (1985/87).
Nel 1983/87 crea Il mare dei miei racconti e, con immagini degli anni ’70/90, crea la serie Le mie Marche. Negli anni ’90 produce le serie Vita del pittore Bastari (1991/92), Poesie in cerca d’autore, Bando (1997/99), 31 Dicembre (1997). Mario Giacomelli muore il 25 novembre del 2000 mentre stava lavorando alle serie Questo ricordo lo vorrei raccontare (1999/2000) e La domenica Prima (2000).

Andy Wharol a Bergamo!

Andy Warhol, di cui alcune opere e oggetti personali sono in mostra alla Gamec dal 6 maggio al 30 luglio, è oggi ritenuto da molti l’artista postmoderno più importante del mondo; noi ricordiamo però che le sue opere fondamentali sono state rese possibili dalla fotografia e che gli deve essere riconosciuto il merito come grande sperimentatore di aver ottenuto grandi risultati artistici partendo da estremamente semplici immagini fotografiche.
Andy ha affrontato diverse forme espressive: dalla serigrafia al cinema, dalla pittura alla scultura ma quasi sempre ha usato la fotografia come un punto di partenza. La fotografia di Andy Warhol non sempre è stata apprezzata come forma d’arte in sé; certo, spesso ha usato una fotografia per poi finire con un’altra opera d’arte (una serigrafia, per esempio), ma ci sono parecchie sue fotografie che invitano ad un esame più attento.
L’interesse di Andy Warhol per la fotografia è scattato molto presto quando ha ricevuto in dono la sua prima macchina fotografica all’età di nove anni. Nel 1960, mentre lavorava come grafico a New York, Warhol ha assistito, in prima persona, alla crescente popolarità della fotografia tanto che nel suo diario scrisse: “Io non credo nell’arte, credo nella fotografia”. La fotografia fu quindi sempre una parte fondamentale della sua vita, benché nei suoi primi tempi di lavoro come illustratore la vedesse come un mezzo e non un fine.
Nel 1962, Andy Warhol acquistò la sua prima macchina fotografica Polaroid che utilizzò, in un primo momento, per molti studi anatomici, poi rapidamente abbandonati. Nel 1970 comprò una Polaroid Big Shot: lo strumento ideale per Andy: fotocamera a fuoco fisso, con flash, progettato per riprese ravvicinate. L’attenzione doveva essere tutta solo per il soggetto.
C’è un interessante paradosso legato alle polaroid di Warhol: le sue serigrafie potrebbero essere riprodotte, potenzialmente, a volontà, sfidando il concetto di unicità del pezzo artistico, ma, ironia della sorte, le polaroid sono diventate preziose proprio perché, mancando di negativo, sono “uniche”. Sono immagini indipendenti le cui caratteristiche (dimensioni, struttura, luminosità, colore) sono un distintivo come quelle di un quadro: una serie di polaroid di Warhol sono un tesoro unico come un Van Gogh!
Il lavoro di Warhol ci presenta un altro paradosso: l’artista diventa il “sacralizzatore” del banale come le scatole di detersivo o di zuppa e poi mette invece a disposizione del pubblico delle immagini di semidei trasportandoli dallo schermo d’argento in piccole immagini polaroid.
Nel 1976 Andy acquistò poi una 35mm, la Minox 35LE. Era una svolta importante: la fotografia cessava per lui di essere solo un accessorio e diventava un sistema di espressione autonoma e indispensabile. Poi Warhol utilizzò anche una fotocamera Chinon 35F-MA (con flash incorporato) e anche una Konica C35EF.
E’ stato detto che le fotografie di Andy Warhol vagano tra l’album di famiglia e le foto dei paparazzi, ma sono vere icone della condizione umana. E’ importante notare la scelta di Warhol, oltre che del 35mm, del bianco e nero per l’interpretazione estetica; questo è molto interessante, perché ciò avveniva in un momento in cui il colore dilagava prepotentemente.
Warhol era un fotografo ossessivo. Si stima che l’artista abbia fatto più di 100.000 fotografie tra il 1977 e il 1987 (di cui molte con la sua Polaroid SX70 tenuta da Polaroid in produzione proprio per Warhol) e molte di queste restano ancora da classificare. Tuttavia, uno dei più importanti lasciti di Warhol è di aver contribuito ad aprire un percorso, insieme a grandi come William Eggleston, Nan Goldin o di Stephen Shore, destinato a portare la fotografia a essere considerata una forma d’arte degna di apparire nelle gallerie, nelle case d’asta e nel grande mondo dell’Arte.

Puoi leggere di più nell’articolo allegato.

AVVISTAMENTI ANALOGICI

Carissimi amici, è proprio il caso di dire che la nostra piccola idea di mettere sul blog gli scatti ai turisti con macchina analogica avvistati in città, è ricambiata da tutti con tanta simpatia e tanto entusiasmo che ci lusingano.
La conferma di quanti appassionati e professionisti si dedichino oggi alla pellicola!
E allora, ecco due belle foto di Ivan riprese in Città Alta.
La prima, è un autoscatto in bianco e nero di fronte alla cisterna dell’Ateneo, con una simpatica, giovane coppia straniera dotata di Rolleiflex T.
La seconda è veramente eloquente perché riprende un visitatore, venuto da chissà dove, mentre con perizia si appronta allo scatto con cavalletto, scaletta e due reflex: certamente un ammiratore della fontana del Contarini!
A presto ragazzi, ai prossimi avvistamenti!

AVVISTAMENTI ANALOGICI

Proseguono in città gli “avvistamenti analogici”… dopo le due simpatiche polacche recentemente segnalate (vedi Kasia e Zuzia da Varsavia), ecco già un secondo avvistamento!
Proprio sotto la Torre di Gombito, “tra cardo e decumano”, dove si aggirava un simpatico turista con ben due Hasselblad panoramiche a tracolla.
Si chiama Virgilijus e viene da Vilnius, Lettonia. Nell’istantanea è tra i nostri Silvana e Riccardo, a sua volta con la Rollei.

Virgilijus è un grande professionista che ama scattare anche in pellicola. Qui di seguito il sito del suo studio fotografico a Vilnius: www.sviesosratas.lt …Quanta Storia!
Anche a Virgilijus mandiamo un saluto e l’invito a tornare a Bergamo, tra gli amici del Fotoclubg.
Ai prossimi avvistamenti!!