Classic CAMERA, la rivista consigliata a tutti gli appassionati della fotografia analogica
Segnalazioni
Camera Oscura: primo approccio
Segnalazioni di nuove mostre fotografiche in arrivo
Un’occhiata in libreria…
I grandi autori: Giovanni Gastel
Giovanni, parlando di sé, ci insegna a riflettere su noi stessi. Dice che per essere un vero fotografo bisogna “essere” nelle proprie immagini, occorre trovarsi un aggettivo: nel suo caso, “elegante” Poi bisogna essere disposti a cambiarlo, se occorre. Bisogna avere la capacità di cambiare il proprio modo di essere e di fotografare, di saper osservare i cambiamenti del mondo e in noi stessi. E di decidere al fine che la parola giusta da accostare a “fotografo” è “autore’.’ Giovanni mette in scena la sua fotografia. A differenza della maggior parte dei fotografi, non usa la macchina fotografica per riprendere il mondo esterno: osserva e ricostruisce in studio. La sua fotografia è più vicina al teatro che al cinema. Nella sua maturità di autore ha creato un mondo fatto di eleganza e gentilezza che condiziona anche le persone che entrano nel suo studio per essere ritratte. Gastel è una persona di grande intelligenza che ha fatto dell’inventiva e della sperimentazione la sua cifra professionale. La scelta delle fotografie pubblicate nel volume e la loro sequenzialità non seguono criteri temporali o antologici ma vuole mettere in evidenza la pluralità della sua visione. Gastel è una persona che non pensa solo a sé. E’ diventato presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti (AFIP), impegnandosi nel rinnovamento culturale dell’associazione.
a Bergamo, un grande ritorno: le Mille Miglia
Quando l’Arte è un “vizio” di famiglia…
APPUNTAMENTI DA NON PERDERE
Segnaliamo le imprese al servizio della nostra grande passione : la fotografia ottenuta con mezzi analogici
IL GRANDE MONDO DELLA MITICA LEICA
Ancora con noi… riapre un locale storico per i Bergamaschi
Mostra del fumetto
Una foto da 6 milioni di dollari
Aiuta FILM Ferrania a costruire la fabbrica del futuro
Un recente articolo apparso sulla rivista “Reflex” titolava :”Film Ferrania, la sopravvivenza della pellicola ha bisogno del tuo aiuto”.
(Leggi gli articoli cliccando qui Reflex su Film Ferrania). Ciò non poteva non sollecitare l’attenzione del nostro circolo e, come segnalato nell’articolo, abbiamo visitato il sito di Klicstarter. Il sito è dedicato alla raccolta di fondi per progetti di respiro internazionale e, per il nostro caso, riporta una presentazione veramente significativa :
“Siamo FILM Ferrania e qui in Italia stiamo cercando di costruire un nuovo tipo di fabbrica di pellicola per la fotografia e il cinema. Condizione necessaria per essere sostenibile nel lungo termine è questa fabbrica sia autosufficiente ossia riesca a produrre pellicola a colori esclusivamente a partire dalle materie prime. Naturalmente abbiamo un piano affinché questo possa avvenire, ma ci serve il vostro aiuto per superare un ostacolo abbastanza serio. Abbiamo scelto come nostra sede operativa l’edificio che fu il centro ricerca e sviluppo di Ferrania (L.R.F.) e che contiene una versione in miniatura della linea di produzione della pellicola. Il nostro team ha lavorato per oltre un anno per ripristinare e reingegnerizzare questo edificio per renderlo di nuovo produttivo. Il problema è che con l’apparecchiatura in questa configurazione produrre pellicola solamente in piccole quantità e ad un costo piuttosto alto. Per questo motivo abbiamo concepito un progetto ambizioso per una nuova fabbrica che ci consentirà di produrre pellicola a costi più ragionevoli in linea con le richieste che ci stanno arrivando da tutto il mondo….
Un po’ di storia. Ferrania ha prodotto pellicola sia per il cinema che la fotografia fin dal 1923 in provincia di Savona, nel nordovest dell’Italia. Ferrania ha prodotto principalmente pellicole 35mm e 120 per uso amatoriale ma anche fotocamere a basso costo che divennero molto popolari in Italia come accadde per Kodak negli Stati Uniti. Il nome di Ferrania è tuttavia principalmente associato col cinema. Fellini, De Sica e Antonioni realizzarono molti dei loro capolavori con pellicola Ferrania, così come la maggior parte dei film italiani realizzati tra il 1923 e il 1965. Tra il 1964 e il 1999, Ferrania fu sotto il controllo della multinazionale 3M e le vendite delle pellicole proseguirono principalmente utilizzando vari altri marchi di tutto il mondo. Dopo l’uscita di 3M, Ferrania, dismise progressivamente il settore della produzione della pellicola fino ad arrivare al 2010 quando gli impianti furono spenti definitivamente. Nel 2012 i nostri fondatori, Nicola e Marco, bussarono alla porta della fabbrica e la nuova azienda FILM Ferrania, così nominata in omaggio all’azienda originale del 1923, fu pronta a continuare la tradizione Ferrania nel settore fotocolor. Per la storia completa leggete “A Brief History of Ferrania” sul nostro sito web…”
Leggi per intero quanto riportato nel sito cliccando qui ANCORA 100 ANNI DI PELLICOLA ANALOGICA.
Il FOTOCLUB BERGAMO ha aderito all’iniziativa (ed avrà il proprio nome riportato tra i “fondatori”) ed invita tutti i suoi soci e simpatizzanti a fare altrettanto.
Un’esposizione da non perdere: “Fammi Memoria”
Nella Sede storica dell’Ateneo in Piazza Duomo in Città Alta : “FAMMI MEMORIA”.
Documentare la storia per mezzo della fotografia e, in primis, del nostro territorio : Bergamo, Fotografia, Storia sono proprio tre dei valori fondamentali anche del nostro sodalizio e in quella mostra vi si trovano raccolti in un modo veramente emozionante.
Fino al 30 Settembre.
Fotografi, sarete tutti denunciati !!!
Sconcertante segnalazione apparsa sul recente numero di “Tutti Fotografi” : i ritratti su sfondo bianco sono stati “brevettati” dal colosso Amazon. Chi vorrà fare ritratti di questo tipo senza autorizzazione dovrà esser pronto a prendersi una denuncia o a dimostrare di aver adottato qualcosa di diverso dal brevetto !!
La follia non ha limiti né confini.
BUON COMPLEANNO !!!
Mentre il FOTOCLUB BERGAMO festeggia il suo 35° anniversario, proprio quest’anno ricorre anche la nascita di quella passione che in tutto il mondo coinvolgerà milioni e milioni di persone. A quel lontano 1839, con la presentazione dell’invenzione di Jacques Daguerre all’Accademia di Francia, vien di fatto riconosciuto il punto di non ritorno. Negli anni precedenti molti erano stati i tentativi dei primi pionieri di fissare “la natura che si fa da sè medesima pittrice”; e tra questi Joseph Niepce con la sua “veduta dalla finestra di Gras” del 1826 ottenuta con “esposizione in camera obscura” con ben otto ore di posa (ritenuta da molti la prima fotografia) ed ora conservata all’Università del Texas ad Austin. 
Ma sopratutto in quel mitico anno si videro i successi della tecnica realizzata da William Fox Talbot (che sarà quella che ancora oggi utilizziamo) che già nel 1835 aveva ottenuto il primo “negativo” (e quindi, a differenza del dagherrotipo, riproducibile) della storia; e da lui, in quell’anno, venne coniato il termine “fotografia” da “phos”(luce) e “grapho” (scrittura). Da quell’anno avverrà un entusiasmante e continuo susseguirsi di miglioramenti dalla pellicola agli obiettivi e alla portabilità delle macchine e, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, anche la prima pellicola cinematografica.








































