La cianotipia è una tecnica di stampa a contatto, mediante raggi UV, che richiede un negativo della stessa dimensione dell’immagine finale. Questa tecnica è stata sviluppata dal fotografo e chimico inglese John Herschel tra il 1839 e il 1842.
L’ARTE NON CONSISTE NEL RAPPRESENTARE COSE NUOVE, BENSÌ NEL RAPPRESENTARE CON NOVITÀ (UGO FOSCOLO)
In questo caso, con l’affascinante modella Paula, ho allestito un set con fondale fucsia per dare predominanza a un “non colore” quale il nero: nei capelli, nell’abbigliamento, nel trucco e negli accessori. L’utilizzo dei monolite Bowens da 800 watt fa la differenza. Gli accessori utilizzati, quali il bank, gli ombrelli diffusori, gli spot e, all’occorrenza, il ventilatore, contribuiscono a dare plasticità alle pose, che risultano alquanto naturali e morbide.
foto 1: Primo piano, il tutto interpretato con l’obiettivo 150mm f/4 Carl Zeiss con messa a fuoco sugli occhi. Diaframma utilizzato f/11;
foto 2: Composizione con scenografia in nero: abbigliamento, cubo, cuscini con scarpe rosse. fondale fucsia e centralità compositiva con obiettivo 80mm f/2.8 Carl Zeiss;
foto 3: posa “aggressiva” con camicetta etnica, collane e bracciali che danno ulteriore fascino alla modella. Il fondale utilizzato garantisce una “pulizia formale” nell’insieme.
FCB: La qualità nella Fotografia Analogica (…e si vede!)
Con la mia fidata Hasselblad 500 CM ed obiettivo Sonnar 150mm f/4, ho fotografato le tre modelle con pellicola Kodak Portra 160 Iso e sviluppo in C41. I fondali utilizzati sono in carta e stoffa; le luci sono fornite da monotorce flash Bowens da 800 watt, completate da luci “pilota” con ombrelli, bank e spot. La carta fotografica utilizzata è la sempre affidabile Fujifilm Fujicolor Paper Crystal Archive.
L’esposimetro utilizzato per il flash è un Gossen Sixtronet, con lettura su f/8, come diaframma ottimale, e tempo di sincronizzazione a 1/125.
Le riprese, effettuate a mano libera e con messa a fuoco sugli occhi delle tre modelle: Alessandra, Chiara e Marta che hanno posato con grande professionalità e competenza. Trucco e pettinature appropriate per valorizzare al massimo i soggetti. Veramente brave!
Foto 1 – Chiara. Fotografata sulla diagonale della composizione. Il soggetto è illuminato, guardando la foto, a sinistra con bank diffusore; dietro la testa collocato uno spot a parabola in controluce, per illuminare i capelli.
Foto 2 – Marta. Fotografata in ritratto ambientato con luce bank a sinistra, mentre a destra è stato collocato un ombrello in diffusione. Composizione sulla diagonale del quadrato fotografico.
Foto 3 – Alessandra. Fotografata centralmente. Anche in questo caso collocato il bank a sinistra e un ombrello diffusore a destra, con luce dello stesso valore di illuminazione. Dietro la testa uno spot di illuminazione per evidenziare la capigliatura.
N.B.: nei Corsi di Ritratto Professionale da me tenuti, sono previste esercitazioni specifiche anche con reflex di medio formato e/o banco ottico, per ottenere immagini di impatto legate al beauty, glamour e boudoir. Per i programmi dettagliati si rimanda alla lettura del Blog.
F.C.B.: solo la Fotografia Analogica è in grado di esaltare la vera bellezza!
Qualche settimana fa mi sono voluto regalare una Hasselblad 500 C/M, in ottime condizioni e corredata da uno splendido pentaprisma esposimetrico TTL. La “colpa” è ovviamente del Presidente del F.C.B. il quale mi ha sempre decantato le virtù e la qualità unica che questa storica macchina fotografica è in grado di offrire. Anche questo Blog ha, nel tempo, prodotto diversi articoli sull’argomento, tra cui Hasselblad… una leggenda “stellare”; Hasselblad, un mito nella Storia della Fotografia.
Devo dire che sul campo non mi ha assolutamente deluso, anzi penso che provochi una assuefazione dalla quale è impossibile liberarsi! Il formato 6X6 (cm), garantisce una qualità molto più elevata rispetto al formato 24×36 (mm) e la differenza si nota!
Vi propongo una serie di scatti fatti in Città Alta montando l’obiettivo Planar T* 80mm Carl Zeiss. La pellicola utilizzata è la Fujicolor Velvia 50 Iso – formato 120mm, sviluppata in E 6.
Al fine di rendere fruibili le immagini per questo blog, ho effettuato una scansione ad alta risoluzione utilizzando lo scanner Epson Perfection V600.
“F.C.B.: le dimensioni (della pellicola)… contano!”
I conci di cui è composta salgono a tondo su due ordini, con lesene e archetti. Esiste un portale semplice con Finestrella e in alto sporge una pietra scolpita a guisa di rozza acquasantiera. Nella lunetta del portalino laterale, troviamo scolpita una Figura Romanica.
All’interno, la chiesetta ha due ordini circolari di colonne e una piccola abside. Due scalette interne, tagliate nelle spesse mura, portano alla loggia superiore, anch’essa dotata di nicchie e pertugi.
Per gli storici d’arte è uno dei monumenti architettonici più interessanti d’Italia . Sono passati dieci secoli e la Chiesa è rimasta intatta!
Riprese & Aspetti Tecnici:
Le riprese sono risalenti a novembre 2018 e mi hanno impegnato per diverse ore. I rullini sono di 12 fotogrammi; di questi 8 sono stati selezionati e riguardano gli esterni della chiesetta. Ci ritornerò sicuramente per fotografare gli interni della struttura con l’ Hasselblad SWC 903 munita di grandangolo Carl Zeiss Biogon 38mm f/4.5.
Altri accessori utilizzati: magazzini A12, staffa, paraluce professionale “Compendium” a soffietto, filtri e… un paio di guanti, indispensabili per mantenere le mani al caldo e non intorpidire le dita.
Per l’occasione, ho fotografato con una Hasselblad 500 c/m con prisma TTL.
Gli obiettivi Carl Zeiss utilizzati sono il Distagon 50mm f/4, il Distagon 80mm f/2,8 ed il Distagon 150mm f/4. Riprese effettuate con treppiede Manfrotto 055 X PROB e testa a sfera 488 RC2 made in Italy
(N.B.: La Reflex Hasselblad produce negativi in formato 6X6 ma in fase di stampa ho preferito, per gusto compositivo personale, stamparli in formato 4.5X6)
La pellicola utilizzata è la Kodak TMAX 400 sviluppata con l’omonimo rivelatore TMAX diluito in 1 + 4 a 24°
Camera Obscura:
In Camera Obscura ho stampato con un ingranditore a luce alogena DURST 605 con obiettivo Rodagon 80mm.
La carta usata è la ILFORD lucida, sviluppata in modo tradizionale. Sono poi intervenuto con un viraggio concentrato al “the”…. esatto, proprio la bevanda! Ho tenuto in bagnomaria le stampe per un tempo prestabilito, dai 3 ai 5 minuti: in base alla durata del tempo di immersione della stampa, aumenta l’intonazione. Infine ho proceduto all’essiccamento. Questi sono i risultati:
Per approfondire con modalità specifiche e professionali le tecniche descritte nel Blog, invito tutti a frequentare i “Corsi d’insegnamento alla Camera Obscura – Antiche tecniche” che promuovo durante l’anno al Fotoclub Bergamo, in sede, il giovedì alle ore 21. Provare per credere!
Presento nel F.C.B. due volumi di cui ho curato l’aspetto fotografico. Essi sono:
Vol. 1 – Pedrengo fonti e documenti (oggetto del presente articolo)
Vol. 2 – Pedrengo visite pastorali
Entrambi editi dalla Biblioteca Civica di Pedrengo.
Per l’occasione sono stato contattato dai responsabili della Biblioteca per realizzare un servizio fotografico completo di architettura.
In questo caso è consigliabile un’attrezzatura con macchina fotografica di almeno 6 X 6, Medio Formato, per assicurare la maggiore nitidezza possibile e, come pellicola, utilizzare diapositive a colori. Poi è indispensabile un treppiede professionale (in questo caso ho usato un Manfrotto 055 x Pro B – Testa 488 RCZ nero), una livella a bolla, scatto flessibile, paraluce ed eventuali filtri correttivi, oltre che un esposimetro separato con lettura sia media che spot, quale l’ottimo Gossen Lunasix 3 con accessori grandangolo e/o tele.
Ma descriviamo l’attrezzatura da me utilizzata per questo impegnativo intervento professionale:
HASSELBLAD 500/CM con due magazzini A12
mirino prisma TTL con immagine ingrandita di 3 x e appropriata lente correttiva
paraluce a soffietto estendibile “Compendium“, impugnatura per trasporto e attacco flash (Metz 60 CTZ con accumulatore)
Obiettivo Carl Zeiss Distagon 4/50 mm
Obiettivo Carl Zeiss Planar 2.8/80 mm
Obiettivo Carl Zeiss Sonnar 4/150 mm
Recentemente mi sono attrezzato con la Hasselblad Super Wide (SWC) 903 corredata dal famoso obiettivo Biogon 4.5/38 mm con angolo di campo di 90°. Quest’ottica eccezionale dà immagini perfettamente nitide anche ai limiti del campo di immagine, con elevato contrasto anche alle massime aperture di diaframma.
Tutte le ottiche Hasselblad intercambiabili sono prodotte dalla Carl Zeiss di Oberkochen (ex Germania Federale). Il sistema antiriflesso delle lenti è del tipo pluristratificato (multicoating).
Desidero infine ricordare che l’Hasselblad fu scelta anche per le missioni sulla Luna. le fotocamere usate dagli astronauti americani erano modello “Data”, con circuiti elettrici stampati derivati dalla fotocamera Hasselblad 500 EL/M.
Gli astronauti hanno abbandonato (!) sulla Luna ben 12 Hasselblad 500 EL di tipo modificato. Sono a disposizione di chi riesca a recuperarle…Hasselblad… una leggenda “stellare”
Il tuo nome: Tiziano Nava Quando ti è nata la passione per la fotografia?
Ho iniziato con mio padre ma la passione vera e propria l’ho avuta quando sono andato ad aiutare un amico fotografo nel paese vicino. Quando fotografi, prediligi temi, ambienti, particolari?
Amo fotografare i particolari anche nei paesaggi; fotografo volentieri persone sia in posa che in strada, mi piace sperimentare. In due battute, perché “analogico” oggi:
Sviluppare le pellicole e stampare fotografie è un’esperienza che mi rende partecipe a tutte le fasi, della ricerca del soggetto alla visione del lavoro finito; è molto gratificante per me. “Frequenti” la camera oscura?
Ho una camera oscura e quando posso ci vado volentieri. Le tue pellicole preferite?
Uso in maggioranza pellicole ILFORD. Ma quando le trovo uso anche ROLLEI. Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni
Solo in bianco e nero circa 400 fotogrammi mentre a colori tra diapositive e fotografie circa 1000 negativi. Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Solo per il colore essendo obbligato. L’obiettivo che preferisci o che usi di più
Di solito uso il 50 mm e in alternativa il 28 mm; quando uso NIKON ho il 28-135 mm. La macchina che ami in particolare e perché:
La NIKON è quella che uso con più frequenza ma uso anche altre macchine come la ZENIT oppure la YASHlCA 124 MAT BIOTIICA per il formato 6×6. Sono le macchine che ho in dotazione in questo momento. I tuoi autori preferiti e perché
Ho sempre amato la fotografia di Hamilton per l’uso dell’effetto flou che mi intriga molto e Hansel Adams. … e invece, qualcuno o qualcosa che non ami?
Penso che ogni grande fotografo abbia nel suo archivio fotografie ottime e fotografie normali che non si possono considerare dei capolavori. Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Sì, nei viaggi. In due parole perché sì o perché no
Quando viaggio per questione di poco tempo a disposizione e anche per contenere i costi ma ci tengo a dire che ho sempre con me la mia macchina analogica per il bianco e nero. Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
E’ dal 2010 che faccio parte del Club e ne sono fiero. Ho imparato molto stando con i soci e ancora oggi traggo da loro ispirazione per nuove esperienze e vorrei che fossimo di più; siamo pochi ma ottimi. Cosa ti spinge a frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Fotografare oggi con pellicola può sembrare antico/vetusto ma penso che sia come la musica classica scritta molto tempo fa ma sempre attualissima e si presta ad interpretazioni sempre nuove e innovative. Grazie mille ……… e … tanti scatti!!!
Rolley, Hasselblad, Pentax, Yashica, Contax ecc. tutte le maggiori case produttrici hanno nei loro cataloghi delle fotocamere che utilizzano pellicole di Formato 6×6 ed alcune sono diventate veramente “mitiche”.
Il Formato 6×6 (quadrato) si adatta particolarmente al potere di copertura dell’obiettivo. Ogni obiettivo fornisce per sua natura un campo di copertura circolare e un quadrato copre pertanto la superficie di questo cerchio in modo ottimale. Il Formato 6×6 (espresso in centimetri) offre indubbi vantaggi in merito alla qualità finale dell’immagine. Basti pensare che per un Formato 24×36 (detto anche 35, ma, in questo caso, sono millimetri) per fornire una copia stampata di 24×30 (circa il normale A4) deve essere ingrandito di 10 volte; per un negativo 6×6 sarà invece sufficiente un ingrandimento di 5 volte (lineari). Otterremo così una più alta definizione dei particolari dell’immagine anche con maggiori ingrandimenti grazie anche al fatto che potremo utilizzare pellicole con più alta sensibilità Iso e sarà più contenuta l’influenza della grana del negativo (la superficie coperta dall’immagine è complessivamente 3,6 magiore di un 24×36). La miglior definizione di questo formato influisce particolarmente, risultando preziosa, nel lavoro a colori. Il Formato 6×6 non solo è più facilmente dimensionabile ma è indubbiamente anche migliore per la restituzione della gamma tonale nel B/N e di una cromaticità più fedele nel colore. Le diapositive realizzate in questo formato sono realmente superbe!