Notturno e le mura veneziane

USCITA DI INSEGNAMENTO DIDATTICO CON ASSOCIATI E ALLIEVI DEL FOTOCLUB BERGAMO.
Il tema scelto “Notturno e le mura veneziane”.

Come si evidenzia nelle foto, eseguite dal gruppo, visioni con treppiedi robusti e posa “B” con tempi di alcuni secondi e diaframmi piuttosto chiusi, a F8 e/o F11. La pellicola per diapositive Kodak E100, ISO100. Processo di sviluppo in E6.
Alcuni dei creativi FCB hanno aggiunto anche un filtro “Star 4” Ogni punto luce una stella come si evince.

Un’uscita interessante con le nostre gloriose: Contax, Nikon, Olympus, Zeiss. Una serata divertente con obiettivi che spaziavano dal 24 al 135mm. Un omaggio che gli associati FCB dedicano alle proprie Mura da poco tempo riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Bene cosi, pronti alle nuove uscite di ottobre 2019 con altri altrettanti temi da interpretare artisticamente.
Arch. Ivan Mologni

Un “effetto” veramente speciale: stampa alla gomma bicromata

La “stampa alla gomma bicromata” è un processo che ha avuto la sua massima diffusione tra la fine ottocento e i primi anni del novecento.
Si tratta di un procedimento di stampa “a contatto” per cui il negativo deve avere la stessa dimensione dell’immagine finale che si vuole produrre. L’immagine si forma su un foglio di carta per acquarello dove viene stesa una miscela di gomma arabica, pigmento e materiale sensibile. Il foglio viene esposto, a contatto col negativo, ai raggi di una lampada UV (ma va altrettanto bene la luce del sole).
Le parti che prendono più luce, in corrispondenza delle trasparenze del negativo, si induriscono e diventano insolubili; mentre le parti che si trovano sotto le zone più dense del negativo rimarranno solubili in acqua, dove avverrà lo sviluppo vero e proprio dell’immagine. Sensibilizzando il foglio è possibile includere pigmenti di varia natura e colore, dare così maggiore o minore intensità cromatica, e, in seguito, intervenendo nella fase di sviluppo, si potranno schiarire le alte luci. Questo tipo di processo è la radicale negazione della “standardizzazione”: ogni immagine, realizzata rigorosamente a mano, è un unicum mai perfettamente riproducibile. L’immagine si arricchisce in modo graduale in dettaglio e profondità mediante la progressiva aggiunta di strati di pigmento che si ancorano alla carta grazie all’azione della gomma e del materiale sensibile. A ogni nuovo strato, l’immagine prende una diversa forma, spessore, tonalità mentre l’azione dell’acqua, che può essere variata per temperatura e movimento, eliminerà l’eccesso di materia rivelando, in modo singolare, le luci più intense. Anche il Socio Aldo Mapelli, autore delle immagini riportate, espone alla Mostra “Le Mura e Bergamo Alta” – Sala Manzù 18/30 Maggio 2018.

L’abbraccio delle Mura

Non poteva mancare anche su questa manifestazione un reportage fotografico del nostro Fotoclub. Le nostre stupende Mura bergamasche a fare da sfondo e i tantissimi partecipanti come interpreti principali.
Tra le principali attrezzature utilizzate : – Fotocamera Contax S2b (la meccanica per eccellenza)  – obbiettivi: Zeiss Distagon 28mm, Zeiss Planar  50/1.7, Sonnar 135/2.8 – pellicola: Fujicolor 200 Iso. Come quasi sempre nei reportage, si è utilizzata una pellicola di sensibilità superiore per poter sfruttare tempi più veloci o diaframmi più chiusi per aumentare la profondità di campo e poi: composizione immagine (“se il fotografo non vede, la macchina fotografica non lo farà per lui”), esposizione e messa fuoco gli ingredienti fondamentali da rispettare per ottenere buoni risultati.

abbraccio mura