In ricordo di un Socio, di un amico…

Nando Mazzola era stato uno dei primi soci del nostro Fotoclub, con una grande passione per la fotografia ma anche per la composizione musicale e tutte le manifestazioni artistiche. I genitori gli avevano messo a disposizione un’avviata attività sartoriale nella centralissima via XX Settembre di Bergamo ma lui aveva preferito dedicare la sua, purtroppo breve esistenza, alle sue grandi passioni. Per questo fu tra i primi associati del nostro sodalizio, frequentandolo con assiduità e contribuendo con idee ed esempio al suo sviluppo e ricevendone in cambio affetto e amicizia. Usava una Rolleiflex biottica con Zeiss Tessar per tradurre, sovente con diapositive, la sua visione della realtà in immagini immortali. E particolarmente significativo è sicuramente un suo reportage in bianco e nero sulla corrida in Spagna che aveva ottenuto anche buoni riconoscimenti in concorsi fotografici nazionali. Erano i tempi in cui si rileggeva “Sangre y Arena” di Blasco Ibanez alla realtà del quale le immagini del nostro Nando seppero dare un tragico volto.
La pubblicazione di queste diapositive di viaggio, realizzate nel formato 6×6 che usava proiettare con un Rollei P11, vuole essere la testimonianza dell’affettuoso ricordo per questo nostro socio e amico recentemente scomparso.


FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Nell’ambito delle iniziative per festeggiare i 40 anni di attività, il Club, questa volta in collaborazione con un’altra storica Associazione, “Gli Amici delle Mura di Bergamo” che compie quest’anno 20 anni dalla fondazione, organizza una mostra-rassegna fotografica di alcuni Soci che saranno felici di incontrarsi per l’occasione con amici e appassionati per interessanti scambi di idee.
Una proposta quindi di incontro in occasione della inaugurazione che si terrà SABATO 1 GIUGNO P.V. alle ore 17.00 presso la Sala Ateneo in P.zza Giuliani in Città Alta.


Umberto Zanetti, insostituibile appassionato delle tradizioni bergamasche

Si è recentemente tenuto nella Sala Locatelli della Domus Magna un incontro commemorativo del Maestro recentemente scomparso con la partecipazione di varie personalità del mondo culturale cittadino.
La rievocazione delle numerose sue attività, gli intermezzi musicali dell’orchestra Gavazzeni e la recita appassionata di alcune sue poesie hanno riportato alla memoria dei numerosi presenti l’importanza di coltivare le eredità che quell’enciclopedico personaggio ha lasciato alla sua città; prima fra tutte il valore della Storia della propria terra.

E i Soci del Fotoclub non dimenticano che Umberto Zanetti, studioso dai mille interessi, è stato anche un interessato sostenitore della nostra Associazione alla quale riconosceva una sostanziale e importante attività artistica e una complementare capacità di conservazione e diffusione di particolari tecniche legate a una ricercata tradizione.
Partecipò perciò molto volentieri all’introduzione di alcune mostre collettive esplicandone in modo del tutto singolare i valori delle opere e i pregi culturali.
Nella foto qui a fianco, Ivan Mologni ha ripreso un momento dell’intervento dello storico a una delle mostre; in questo caso quella dal titolo “Bergamo Alta” del 2016 svoltasi nella sala Manzù del Palazzo della Provincia.

9° Concorso Provinciale DiaPersonal

Anche quest’anno, grazie all’infaticabile impegno del coordinatore Tino Rovetta, si è svolto il 9° Concorso DiaPersonal – 2018 (Amici della Diapositiva) giunto alla nona edizione, al quale ogni fotoamatore poteva partecipare con 20 dia a tema libero. Il nostro Circolo si è distinto come sempre per la qualità e quantità (ben 76!) di opere presentate. Il Direttivo ringrazia e si congratula con l’organizzazione del concorso e anche con i propri Soci per la fattiva partecipazione.
Gotti Oliviero con 19 dia
Mologni Ivan con 20 dia

Nava Tiziano con 20 dia
Scuderi Riccardo con 17 dia

Avvistamenti “analogici”

Bergamo, ex-monastero di Astino, settembre 2018
…Certo che, in quel caldo pomeriggio di settembre, non avremmo mai immaginato di incontrare due giovani viaggiatrici – con la loro macchina fotografica analogica – provenienti addirittura dall’altro capo del mondo.
Queste deliziose ragazze che vedete nella foto con Oliviero, sono due sorelle: Sophie e Kirsty Mc Kellar e vengono da Melbourne, Australia.
..Sedute poco distanti da noi, godevano l’aura del chiostro cinquecentesco e scrivevano appunti su blocchetti di carta, mentre sul tavolino tra due bicchieri e le bottigliette di una bibita, faceva capolino una nobile Pentax MX..
Così, un sorriso, lo scambio di poche parole e la passione per la pellicola fotografica, ci hanno accomunato.
Arrivederci Kirsty e Sophie, scriveteci! Mandateci una foto del vostro viaggio a Bergamo!

“Analog sightings”
Bergamo, ex-monastery of Astino, September 2018
… Of course, on that warm September afternoon, we would never have imagined meeting two young travelers – with their analog camera – coming from the other end of the world.
These lovely girls you see in the picture with Oliviero are two sisters: Sophie and Kirsty Mc Kellar and they come from Melbourne, Australia.
.. Sitting not far from us, they enjoyed the aura of the sixteenth century cloister and wrote notes on paper blocks, while on the table between two glasses and bottles of a drink, a noble Pentax MX peeped out..
Thus, smiles, the exchange of few words and the passion for photographic film, have united us.
Goodbye Kirsty and Sophie, write us! Send us a picture of your trip to Bergamo!

Le interviste del Fotoclub Bergamo – I nostri soci

Il tuo nome
Riccardo Scuderi
Quando ti è iniziata la passione per la fotografia?
La passione per la fotografia cosiddetta “seria” in generale è nata circa 13 anni fa, quella per la fotografia analogica solo 3 anni fa. È stata una scoperta casuale oppure, come mi piace pensare, un segno del destino: era l’estate 2015 e il mio corredo digitale dell’epoca era in riparazione. Mi ritrovai tra le mani una Minolta Himatic 7s che mio padre aveva comprato in occasione della mia nascita: caricai un rullino in bianco e nero (ricordo un Across 100 asa) ed iniziai a scattare in Piazza Vecchia. Da allora non ho più smesso!
Quando fotografi, prediligi temi, ambienti particolari?
Amo fotografare le persone, soprattutto in un contesto urbano. Non faccio riferimento al ritratto “posato”, quanto al valorizzare un monumento, una piazza, un paesaggio in generale inserendo la presenza umana nella foto: penso attribuisca maggiore profondità allo scatto.
In due battute, perché “analogico” oggi:
Analogico oggi, per me, significa tutto il contrario che il mondo virtuale (fotografico e non) propone: la passione, la convivialità, il confronto diretto e genuino, la crescita tecnica e umana proposta dalla fotografia “argentica”, contrapposta al distacco, all’autoreferenza ed al confronto tecnologico (e non tecnico) della fotografia digitale. Con questo non voglio dire che i fotografi digitali non siano appassionati e competenti (per fortuna ne conosco diversi) ma, purtroppo, quando i commenti e/o le critiche di uno scatto vengono riversati esclusivamente su un social network, quasi sempre perdono di valenza e finalità costruttiva e, spesso, sono il pretesto per veicolare insulti gratuiti….
“Frequenti” la camera oscura?
Purtroppo (ancora) no, ma ne approfitto per rivolgere un accorato appello in tal senso al Presidente o a qualche socio che abbia dimestichezza con lo sviluppo e la stampa…
Le tue pellicole preferite?
Ho iniziato con il bianco e nero (soprattutto Kodak) ma ultimamente mi sto cimentando anche con le diapositive (Velvia e Provia).
Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni
Non riesco a dare un numero esatto, direi circa 500/600 fotogrammi. Ma siamo ancora all’inizio…
Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Si, ma solo per crearmi un archivio “di sicurezza”.
L’obiettivo che preferisci o che usi di più:
Sicuramente il Summicron-R 50mm/F2 montato sulla Leicaflex SL2: il classico obiettivo “normale” di eccellente qualità e buona portabilità.
La macchina che ami in particolare e perché:
Come appena accennato, la Leicaflex SL2, per la qualità costruttiva, perché è totalmente meccanica, per il mirino luminoso e perché…. è una Leica! Sto anche riscoprendo la passione per la fotografia istantanea grazie a una macchinetta che per me ha un valore affettivo notevole, essendo stato il regalo per la mia prima comunione: la Polaroid Quick 610, praticamente come nuova!
I tuoi autori preferiti e perché:
Mi ha letteralmente affascinato sia il documentario che il libro dedicato a Vivian Maier: un occhio fotografico senza uguali dove ogni foto non è mai banale ed è sempre capace di raccontare una storia. Un manuale di fotografia analogica “da strada” che ho trovato particolarmente interessante è stato quello di Willy Ronis intitolato “Le regole del caso”, in cui l’autore spiega come e perché è arrivato a scattare una determinata foto (ambientata soprattutto negli anni ’50 e seguenti), allegando (in piccolo) diversi altri scatti “errati” appena precedenti o successivi a quello considerato corretto.
…. E invece qualcuno o qualcosa che non ami?
Senza fare nomi, mi ha recentemente deluso un fotografo americano, i cui scatti esposti in una mostra internazionale sono stati “smascherati” in quanto alterati da una post produzione (digitale) a dir poco grossolana…. Peccato, anche i famosi cadono nel tranello dello “scatto perfetto” che non esiste….
Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Da ormai circa 3 anni scatto unicamente in analogico, lo trovo più gratificante e, soprattutto, ogni volta non vedo l’ora di sottoporre le mie foto sviluppate al giudizio del “Direttorio” del Foto Club Bergamo…
Si, consulto siti fotografici su internet, ma unicamente quelli indirizzati alla fotografia analogica o alla compravendita di materiale analogico.
In due parole, perché sì o perché no
Semplicemente non sento più la necessità di scattare in digitale, avendo ormai da tempo perso la voglia di condivisione istantanea indotta dal digitale. Più lo scatto è meditato e ponderato, più mi gratifica, al di là del risultato finale.
Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
Da troppo poco tempo…
Cosa ti spinge a frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Ripropongo quello che ho già scritto nelle risposte precedenti: la passione, il confronto genuino che permette una vera crescita fotografica e, soprattutto, tanta bella gente da conoscere!

La ricerca e la pubblicazione continuano…

Continua senza soste la ricerca dei nostri Soci per documentare gli antichi mestieri, per fermare in pochi scatti gli elementi salienti delle attività che hanno coinvolto le vite dei nostri antenati e per tramandare ai giovani quei gesti che quotidianamente impegnavano coloro che con la loro pazienza e la fatica ci hanno portato alla nostra attuale, privilegiata, condizione di vita.

E con grande nostro piacere tale lavoro viene riconosciuto dalla redazione di una testata giornalistica tutta bergamasca che da più di mezzo secolo si preoccupa di tenere vive le tradizioni della nostra terra. Al nostro GIOPI’, organo ufficiale del Ducato di Piazza Pontida, che regolarmente ospita le nostre immagini corredate dalla traduzione in bergamasco, tanti auguri di lunga vita!

Reportage domenicali di Ivan Mologni per le mura di città alta

Il mio peregrinare per Bergamo Alta, mi ha portato, lungo le mura di imbattermi in un “fotografo ambulante” di strada. Faceva foto con consegna di circa 10’ minuti.
Non ho resistito e con l’antica tecnica ottocentesca, mi sono fatto ritrarre con il mio fido bassotto Kiko Pota.

Funzionava il tutto così. In una macchina di legno (tipo banco ottico) ma per dimensione, il fotografo scattava una fotografia della posa su carta fotografica, calcolando l’esposizione con esposimetro Gossen Lunasix 3 e regolando tempo e diaframma.
Così facendo otteneva un negativo su carta che sviluppava in questa macchina di legno che conteneva un bagno unico: rivelatore e fissaggio.
Toglieva il negativo di carta in formato 10×15. Constatato il buon risultato, risciacquava il tutto e poi riproduceva con la macchina a distanza predisposta, il negativo di carta e otteneva su un altro foglio 10×15 il positivo.

Risciacquo e asciugatura in 10 minuti. E poi consegna.
Il buon risultato è quello che vedete nella stampa allegata: un positivo e un negativo con il sottoscritto e il bassotto.

Ho fatto anch’io alcuni scatti a questo fotografo di natura e stile ‘800. Ho saputo che è di Cisano bergamasco e si diverte alla domenica in questa eccezionale attività storica.
Parlando a lungo con lui l’ho portato a conoscenza che lo scrivente è Presidente del Fotoclub Bergamo e nei miei Corsi diffondo antiche tecniche: il viraggio, la cianotipia, la gomma bicromata e positivi su ferro. Qui ha risposto che è interessato e verrà a trovarci per apprendere queste affascinanti tecniche. A presto!!
Ivan Mologni

Avvistamenti “analogici”

Salve amici! I nostri avvistamenti sono continuati anche a ferragosto! E non solo a Bergamo…..
Ecco qualche bella immagine di incontri casuali con appassionati della pellicola “intercettati” durante le vacanze.

Siamo Puglia, in una splendida Monopoli, dove abbiamo visto questa giovane coppia di Palermo: Emiliano e Annalidia, in foto a fianco di Silvana.
È’ proprio un avvistamento speciale perché “Lui” si cimenta nel medio formato, con una fantastica Yashica 124.. Bravo Emiliano continua così!!
Arrivederci! Se passate da queste parti venite al Fotoclub!
P.S. Vogliamo vedere anche Annalidia alle prese con una bella “meccanica”!

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Iseo, 26 agosto
Da Liverpool!! Alex, Sarah, Dion e Alison, quattro giovani turisti inglesi in vacanza sul nostro lago. Appassionati di fotografia analogica.
Alison porta una favolosa Olympus OM1….. Dion, una bellissima Pentax Spotmatic…
Cosa dire?…..Bravissimi, complimenti!! Viva la fotografia a pellicola!
Arrivederci ragazzi, scriveteci!

Iseo, 26 August
From Liverpool !! Alex, Sarah, Dion and Alison, four young English tourists on holiday on our lake. Analogue photography enthusiasts.
Alison brings a fabulous Olympus OM1….. Dion, a beautiful Pentax Spotmatic…
What to say? ….. Bravissimi, congratulations !! Long live film photography!
Goodbye guys, write us!

Un “effetto” veramente speciale: stampa alla gomma bicromata

La “stampa alla gomma bicromata” è un processo che ha avuto la sua massima diffusione tra la fine ottocento e i primi anni del novecento.
Si tratta di un procedimento di stampa “a contatto” per cui il negativo deve avere la stessa dimensione dell’immagine finale che si vuole produrre. L’immagine si forma su un foglio di carta per acquarello dove viene stesa una miscela di gomma arabica, pigmento e materiale sensibile. Il foglio viene esposto, a contatto col negativo, ai raggi di una lampada UV (ma va altrettanto bene la luce del sole).
Le parti che prendono più luce, in corrispondenza delle trasparenze del negativo, si induriscono e diventano insolubili; mentre le parti che si trovano sotto le zone più dense del negativo rimarranno solubili in acqua, dove avverrà lo sviluppo vero e proprio dell’immagine. Sensibilizzando il foglio è possibile includere pigmenti di varia natura e colore, dare così maggiore o minore intensità cromatica, e, in seguito, intervenendo nella fase di sviluppo, si potranno schiarire le alte luci. Questo tipo di processo è la radicale negazione della “standardizzazione”: ogni immagine, realizzata rigorosamente a mano, è un unicum mai perfettamente riproducibile. L’immagine si arricchisce in modo graduale in dettaglio e profondità mediante la progressiva aggiunta di strati di pigmento che si ancorano alla carta grazie all’azione della gomma e del materiale sensibile. A ogni nuovo strato, l’immagine prende una diversa forma, spessore, tonalità mentre l’azione dell’acqua, che può essere variata per temperatura e movimento, eliminerà l’eccesso di materia rivelando, in modo singolare, le luci più intense. Anche il Socio Aldo Mapelli, autore delle immagini riportate, espone alla Mostra “Le Mura e Bergamo Alta” – Sala Manzù 18/30 Maggio 2018.

Avvistamenti “analogici”

Un “avvistamento analogico molto particolare
Franco Mammana non ha bisogno di presentazioni. Un artista conosciuto e amato non solo nella nostra città, grazie alle sue opere che partecipano brillantemente a tante esposizioni e concorsi
nazionali e internazionali, con tantissime attestazioni.
Chi non conosce i suoi spettacolari aquiloni o i suoi bellissimi reportage? Franco è un amante della fotografia a pellicola e qui lo abbiamo beccato, pronto allo scatto, con una fascinosa Polaroid 250 perché, ovviamente, è anche un vero “polaroider”!
A Franco, un caloroso “Buona luce!!” dal Fotoclub Bergamo.

Avvistamenti “analogici”

Un nuovo avvistamento “analogico”
Ecco Matilde, giovane studentessa milanese qui “intercettata” dai nostri amici in Città Alta, un sabato pomeriggio del gennaio scorso.
La sensibilità artistica respirata in famiglia l’ha portata a scoprire presto la fotografia analogica con la sua bella Olympus OM 10 -la vedete a tracolla- notevole reflex automatica a priorità di diaframmi degli anni ’80.
Matilde, ci ha parlato del desiderio di volersi cimentare nel magico mondo della camera oscura, per cui rinnoviamo l’invito a venirci a trovare al nostro foto club.
Ciao, a presto!

Pensieri invernali sulla fotografia tra smartphone e tablet…

Anche il 2017 si è concluso. Un anno intenso cha ha visto il nostro sodalizio sempre attivo con tante belle iniziative interne e divulgative, dedicate alla nostra passione per la fotografia con la pellicola.
Un anno in cui abbiamo conosciuto tanti nuovi amici, anche di paesi lontani e nuovi gruppi che con i loro lusinghieri apprezzamenti ci hanno semplicemente galvanizzato.
Tuttavia in questa entusiasmate situazione, dove la fotografia tradizionale, in grande e rinnovata affermazione, si conferma essere sempre più appannaggio di una importante giovane élite cui, di fatto, è consegnato lo spirito e l’arte del disegnare con la luce, non possiamo ignorare la contemporanea definitiva espansione della cosiddetta fotografia digitale, nel pieno dei suoi dirompenti effetti.
Non ci siamo mai occupati di statistiche, e non seguiamo le indagini di mercato dei vari esegeti che pontificano da anni sui forum e sulle superstiti riviste specializzate.
Il nostro pensiero è sostenuto dal fatto che forse, per la prima volta, durante questa stagione estiva, che ha visto, più che negli anni passati, convogliati nelle nostre città d’arte e nelle nostre lande montane e marine, centinaia di migliaia di “fotografi” da tutto il mondo, si è potuto costatare il definitivo tramonto della macchina fotografica, che a cento cinquant’anni dalla sua invenzione e solo a tre lustri dall’irruzione della nuova tecnologia digitale, lascia irrimediabilmente il posto al più gretto uso di “smartphone” in sua vece.
Infatti, ben poche sembrerebbero le reflex – la “macchina” per antonomasia – che abbiamo potuto vedere a tracolla nella stagione estiva trascorsa.
Va detto però, che il declino dell’apparecchio tradizionale, era già iniziato anni fa, quando le ultime raffinate macchine analogiche, fino allora necessariamente in mano a professionisti e appassionati preparati, erano scalzate dalla “digitale” che, compatta o ingombrante che fosse, visto i prodigiosi e imperscrutabili automatismi intrinseci, permetteva molto più democraticamente a chiunque di ottenere immagini “passabili”, finendo per lo più ad adornare i decolté di mogli e fidanzate: primissime staffette dello scatto compulsivo.
Tra non molto, pur in presenza di miliardi di scatti fotografici come non se n’erano mai visti prima, registreremo la fine della fotografia, per lo meno per come l’abbiamo sempre concepita e non solo quella analogica; con buona pace di nativi o immigrati digitali di nuova o tardiva fede!
E’ con la scena grottesca delle braccia alzate con il “tablet” sopra la folla, o quella dell’ineffabile telefonino sul tavolo, sempre pronto a immortalare tutto e tutti; o di milioni di “selfie” tutti uguali con la loro lingua fuori o le labbra arricciate e l’occhio stupido che si compie lo sconsolante paradigma.
Vedete, non solo per l’insulsaggine dei soggetti o dei nuovi tic di massa, ma soprattutto per gli effetti della pervadente digitalizzazione che “virtualizza” rendendola superflua e inutile l’esperienza che è alla base di ogni espressione artistica, con il risultato della più desolante omologazione.
Andate e osservate con distacco le immagini esposte in qualche concorso fotografico e ve ne renderete conto!
Se ci pensiamo bene, fino a che la macchina fotografica è stata uno strumento (meccanico) essenziale, semplice estensione della nostra sensibilità, l’immagine registrata sulla pellicola era, bene o male, l’onesto frutto dell’esperienza e dell’attitudine acquisita.
Le “digitali” infatti, hanno dovuto rincorrere la forma esteriore, il formato (il Leica 35 mm) delle “analogiche” e finanche le modalità funzionali con tanto di manopole e bottoni, assolutamente fittizi, tanto pleonastici quanto, dal punto di vista del marketing necessari, per lasciare al fotografo un residuale illusorio intervento nello scatto. Poco importa se il risultato potrà essere immediatamente visualizzato, eliminato, oppure completamente stravolto, mediante una disinvolta manipolazione al computer.
Un percorso segnato.
La natura faustiana e depauperante della tecnologia digitale, presenta inesorabilmente la cambiale all’incasso, facendo tabula rasa di nobili sentimenti, illusioni e nostalgie e con essi anche di tutte le competenze tecniche e le capacità acquisite.
I soloni che avevano celebrato in preda a dionisiaca euforia i primi vagiti della nuova era, gettando alle ortiche un tesoro di passione e tecnica, sentenziando altezzosi e saccenti la morte della pellicola e proclamando una nuova aurora illuminata da milioni e milioni di pixel, oggi possono fare un esame di coscienza e forse ripensarsi.
Ora, è evidente che se la nostra memoria e il nostro cuore sono consegnati al Grande Fratello in una “nuvola digitale” tramite “l’Iphone”, il computer o l’ultima fotocamera “pensante e parlante”, l’arte fotografica e i suoi valori potranno continuare a vivere solamente presso l’artefice che li avrà saputi custodire, esercitare e trasmettere, facendoli ri-scoprire a quei giovani “scapigliati” non ancora omologati ai dettami deleteri di questo sistema.
E noi, che non abbiamo mai abbandonato la tecnica argentica, espressione di una visione tradizionale e reale, quindi analogica, del pensare e dell’agire, cosa possiamo fare?
Beh, non abbiamo dubbi, proponiamo una buona dotazione di rullini – più se ne hanno più viene voglia di usarli – metterne un paio nella borsa; caricare una bella analogica, magari completamente manuale – priva di “aiutini” di sorta – e: azione! ..Con questo bel cielo terso, tra la gente in città, o solitari nei boschi o nei campi cristallizzati dall’aria frizzante di questo insolito gennaio.
……… Finché c’è pellicola c’è speranza!
Buon 2018 e tanti buoni click a tutti!!
Oliviero Gotti – FCB

Assegnate le “Benemerenze” del Fotoclub

E’ tornata la quinquennale tradizione di riconoscimento a Soci e Collaboratori per il lavoro svolto a sostegno del Circolo e, in senso ancor più lato, di tutta la Fotografia come noi la intendiamo ossia con pellicola, prodotti chimici, luci rosse (in camera oscura), carta stampata, ecc.

La manifestazione, svoltasi nella nostra sede il 16 dicembre u.s., ha visto una grande partecipazione di Soci, Sostenitori, Modelle e anche dei delegati Fiaf dai quali abbiamo raccolto lusinghieri applausi. E’ seguito un simpaticissimo rinfresco che ha contribuito a rinforzare l’atmosfera di amicizia e lo scambio di auguri tra i presenti.
Qui di seguito si può visualizzare l’elenco dei premiati.
Tra i riconoscimenti ai convenuti, nella foto a lato, anche la consegna della benemerenza per la collaborazione al Presidente dell’Associazione “Amici delle Mura di Bergamo

Stampa immediata… Polaroid, che passione!


Il 28 Ottobre u.s, si è tenuto presso il nostro Circolo il “Polainstantday“, un seminario dedicato all’approfondimento delle possibilità artistiche legate alle riprese di fotografia istantanea. L’incontro ha visto partecipare, come docenti, due responsabili della Fiaf (Cristian Gelpi e Silvano Peroni) anch’essi appassionati di questo tipo di riprese mentre nell’aria aleggiava lo spirito del mitico Andy Warhol. Per i Soci presenti, oltre alla teoria, numerose e interessanti sperimentazioni con macchine Fuji e Polaroid sia a colori che in bianco e nero nei set approntati in due location indipendenti.

Riunione provinciale Circoli FIAF

Il giorno 10 ottobre 2017, a Dalmine, presso la sala Don Bosco dell’oratorio S.Andrea si è tenuta la riunione dei Circoli FIAF della Provincia di Bergamo con il seguente ordine del giorno:
● 1. Votazione e discussione della mozione presentata dal circolo fotografico “La Torretta”
● 2. Discussione e votazione del regolamento del “Digitalgiro”
● 3. Discussione In merito alle linee guida del tema del “Digitalgiro”
● 4. Varie ed eventuali
Erano presenti il delegato regionale, il delegato per la provincia di Bergamo e i seguenti circoli e associazioni:
✶ ASAV, Associazione Seriatese Arti Visive (Seriate)
✶ Camera Chiara circolo fotografico (Treviolo)
✶ Circolo culturale fotografico Bergamo77 (Bergamo)
✶ Circolo fotografico Foto93 (Villa d’Ogna)
✶ Circolo fotografico Dalmine (Dalmine)
✶ Circolo fotografico Gazzaniga (Gazzaniga)
✶ Circolo fotografico La Torretta (Grumello del Monte)
✶ Circolo fotografico Marianese (Mariano di Dalmine)
✶ Circolo fotografico Verdello (Verdello)
✶ Circolo fotografico Chignolese (Chignolo d’Isola)
✶ Gruppo fotografico A4 (Cologno al Serio)
✶ Photoclub Sömèanza (Casnigo)
✶ Circolo Fotografico Le Molere (Sarnico)
✶ Circolo Culturale G.Greppi (Bergamo)
✶ Circolo fotografico Fotoclub Bergamo (Bergamo)

QUI IN ALLEGATO SI TROVA IL VERBALE DELLA RIUNIONE

8° Concorso Provinciale Dia-Personal – Ottobre 2017

Anche quest’anno, grazie all’infaticabile impegno del coordinatore Tino Rovetta (cell. 339.8025158) è stato organizzato il Concorso Provinciale di Dia-personal, giunto all’ottava edizione, al quale ogni fotoamatore può partecipare con 20 dia a tema libero.
Il Direttivo comunica quindi che sarà presente con le seguenti opere dei Soci presentate per la partecipazione all’  8° Concorso Dia Personal – 2017 (Amici della Diapositiva).

1. Cucchi Silvio (15) (alla memoria) : “Mercatanti a Bergamo”
2. Dolfi Serena (20): “Bergamo Alta”
3. Gotti Oliviero (20): “Volti e luoghi del Salento 2017”
4. Mologni Ivan (20): “Per castelli e laghi”
5. Nava Tiziano (20): “Vintage che passione”

Per un totale Dia del nostro Fotoclub di 95 opere.

La Proiezione avrà luogo il sabato 21 Ottobre p.v. alle 21.00 presso il Circolo Organizzatore a Mariano di Dalmine – Sala Paris – Piazza Castello. Seguirà un simpatico rinfresco per tutti i presenti. Oltre ai partecipanti sono invitati tutti i soci con amici e simpatizzanti.

AVVISTAMENTI ANALOGICI

Diciamocelo, non fosse altro che per un certo impaccio a comunicare in lingua straniera sulla scorta di reminiscenze scolastiche (…) ci sarebbe proprio piaciuto farci raccontare qualcosa di più da questo simpatico, giovane turista, sulla sua passione per la fotografia analogica.
Si chiama Taras, ha ventiquattro anni e viene dall’Ucraina.
Diciamo veramente “passione” perché, se no, di cos’altro si tratta che può spingere un giovane a viaggiare in Italia portandosi dietro una Agfa degli anni sessanta?
Di passaggio a Bergamo, ha avuto l’intuito di inoltrarsi nelle vie meno frequentate di Città Alta per qualche scatto in bianco e nero, imbattendosi casualmente nella mostra “Fotografi della luce” organizzata dal nostro Club.
Taras ha lasciato il suo saluto nel registro d’onore, sorpreso e contento di averci conosciuto.
Quante soddisfazioni ci arrivano da questi giovani fotografi nati “nell’era digitale” ma che usano con entusiasmo la pellicola!
A presto, ai prossimi avvistamenti!

Omaggio ad un amico scomparso prematuramente


SILVIO CUCCHI, simpatico e valido fotografo, appassionato di montagna e sportivo, Socio del Club fin dal 1996, vi aveva rivestito la carica di Consigliere prima e poi di Segretario dalla quale aveva dovuto dimettersi per motivi di salute. Sentiremo tutti la mancanza di presenza di un grande amico e di un’eccellente persona.

Le interviste del Fotoclub Bergamo – I nostri soci

Il tuo nome
Il mio nome di battesimo è Serena, ma le persone mi conoscono maggiormente con il mio nome d’arte che è “Bergaggina”. Esso deriva dal fatto che sono sì originaria della città di Viareggio, la patria di uno dei carnevali più famosi del mondo, ma vivendo a Bergamo, mi sento per molti aspetti anche un po’ bergamasca.
Quando ti è nata la passione per la fotografia?
La passione per la fotografia è nata all’età di tredici anni, quando la mia professoressa di italiano, dette a noi alunni l’arduo compito di descrivere come la pubblicità era stata presentata in alcuni cartelloni posti nelle varie zone della mia città, corredando la relazione con un apparato fotografico.
Quando fotografi prediligi temi, ambienti, particolari?
Essendo una storica dell’arte, i miei temi prediletti sono, ovviamente, tutti quelli che riguardano l’arte e l’archeologia, ma non mi limito ad essi. Infatti, altri due temi che adoro sono gli antichi mestieri ed i paesaggi.
In due battute, perché “analogico” oggi:
Perché “analogico” è sinonimo di “concretezza” in un mondo fotografico e non, sempre più virtuale.
“Frequenti” la Camera Oscura?
Qualche volta.
Le tue pellicole preferite?
Le Kodak, sia in bianco e nero che a colori.
Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni.
Non saprei quantificare con un numero preciso tutto ciò che ho fotografato negli anni, ma sono una decina di scatoloni pieni di negativi.
Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Mai e poi mai. Infatti, a mio parere, una foto che nasce a pellicola deve assolutamente rimanere tale, nel rispetto di quel laborioso procedimento artistico e tecnico che parte dallo scatto ed arriva fino allo stampaggio. Sono talmente fedele a tali idee, che non partecipo mai con fotografie analogiche a quei concorsi dove obbligatoriamente bisogna inviarle tramite e-mail. L’unico caso in cui cedo le mie fotografie analogiche alla digitalizzazione, consiste nella loro pubblicazione sul sito internet del Fotoclub Bergamo al quale io sono iscritta.
L’obiettivo che preferisci o che usi di più:
Dipende dal soggetto e dalle situazioni ambientali, utilizzando dal grandangolo al teleobiettivo.
La macchina che ami in particolare e perché:
Una Olympus X A3 per la sua praticità.
I tuoi autori preferiti e perché:
La mia autrice preferita è Vivian Maier (1926-2009) perché ha avuto il coraggio di rappresentare in ogni aspetto la società americana del suo tempo, tanto che in molti scatti amava autofotografarsi.
… e invece, qualcuno o qualcosa che non ami e perchè:
Non amo né le copione né i copioni, ovvero tutte e tutti coloro che plagiano le idee altrui, perché queste persone denotano la loro mancanza di creatività e di furbizia.
Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Certamente. Per me la fotografia non è unicamente quella analogica, anche se la considero quella “vera”, ma mi diletto anche con la macchina digitale. Su internet consulto poco i siti dedicati alla fotografia.
In due parole perché sì o perché no:
Perché preferisco le riviste.
Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
Dal 24 novembre 2014.
Cosa ti spinge a frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Per continuare a condividere la mia passione con altri amatori ed amatrici, avendo un contatto umano.
Un pensiero, un motto, una tua considerazione finale:
L’arte vivifica il cuore ed il cervello.

Rapsodia Carnevalesca

Rapsodia Carnevalesca: Il tema è un classico, conosciuto e amato da tutti.
E’ difficile, infatti, sottrarsi a quell’atmosfera di fantasia e arte, in una dimensione immaginaria, onirica e burlesca che il rito del carnevale emana con forza, nonostante il “logorio della vita moderna” e la monotonia di ogni nostro gesto quotidiano.
Il carnevale in fondo, ci da’ la possibilità di ritornare tutti un po’ bambini, alla nostra età dell’oro, all’era mitica dove tutto è possibile come sentirsi un Re o una Regina, una dama o un cavaliere, oppure un eroe invincibile ma anche un satiro, un burlone e così via..
Eccovi quindi una piccola selezione di alcune immagini scattate dai nostri soci sempre presenti che abbiamo potuto vedere al nostro Fotoclub, in una divertentissima serata dedicata al “Carnevale tra Bergamo e Venezia” e alla tradizionale sfilata di mezza Quaresima.

Oliviero Gotti

Tiziano Nava

Ivan Mologni

Complimenti ai nostri Tiziano, Ivan e Oliviero.

 

Le interviste del Fotoclub Bergamo – I nostri soci

Il tuo nome: Tiziano Nava
Quando ti è nata la passione per la fotografia?
Ho iniziato con mio padre ma la passione vera e propria l’ho avuta quando sono andato ad aiutare un amico fotografo nel paese vicino.
Quando fotografi, prediligi temi, ambienti, particolari?
Amo fotografare i particolari anche nei paesaggi; fotografo volentieri persone sia in posa che in strada, mi piace sperimentare.
In due battute, perché “analogico” oggi:
Sviluppare le pellicole e stampare fotografie è un’esperienza che mi rende partecipe a tutte le fasi, della ricerca del soggetto alla visione del lavoro finito; è molto gratificante per me.
“Frequenti” la camera oscura?
Ho una camera oscura e quando posso ci vado volentieri.
Le tue pellicole preferite?
Uso in maggioranza pellicole ILFORD. Ma quando le trovo uso anche ROLLEI.
Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni
Solo in bianco e nero circa 400 fotogrammi mentre a colori tra diapositive e fotografie circa 1000 negativi.
Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Solo per il colore essendo obbligato.
L’obiettivo che preferisci o che usi di più
Di solito uso il 50 mm e in alternativa il 28 mm; quando uso NIKON ho il 28-135 mm.
La macchina che ami in particolare e perché:
La NIKON è quella che uso con più frequenza ma uso anche altre macchine come la ZENIT oppure la YASHlCA 124 MAT BIOTIICA per il formato 6×6. Sono le macchine che ho in dotazione in questo momento.
I tuoi autori preferiti e perché
Ho sempre amato la fotografia di Hamilton per l’uso dell’effetto flou che mi intriga molto e Hansel Adams.
… e invece, qualcuno o qualcosa che non ami?
Penso che ogni grande fotografo abbia nel suo archivio fotografie ottime e fotografie normali che non si possono considerare dei capolavori.
Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Sì, nei viaggi.
In due parole perché sì o perché no
Quando viaggio per questione di poco tempo a disposizione e anche per contenere i costi ma ci tengo a dire che ho sempre con me la mia macchina analogica per il bianco e nero.
Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
E’ dal 2010 che faccio parte del Club e ne sono fiero. Ho imparato molto stando con i soci e ancora oggi traggo da loro ispirazione per nuove esperienze e vorrei che fossimo di più; siamo pochi ma ottimi.
Cosa ti spinge a frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Fotografare oggi con pellicola può sembrare antico/vetusto ma penso che sia come la musica classica scritta molto tempo fa ma sempre attualissima e si presta ad interpretazioni sempre nuove e innovative.
Grazie mille ……… e … tanti scatti!!!

AVVISTAMENTI ANALOGICI

Carissimi amici, è proprio il caso di dire che la nostra piccola idea di mettere sul blog gli scatti ai turisti con macchina analogica avvistati in città, è ricambiata da tutti con tanta simpatia e tanto entusiasmo che ci lusingano.
La conferma di quanti appassionati e professionisti si dedichino oggi alla pellicola!
E allora, ecco due belle foto di Ivan riprese in Città Alta.
La prima, è un autoscatto in bianco e nero di fronte alla cisterna dell’Ateneo, con una simpatica, giovane coppia straniera dotata di Rolleiflex T.
La seconda è veramente eloquente perché riprende un visitatore, venuto da chissà dove, mentre con perizia si appronta allo scatto con cavalletto, scaletta e due reflex: certamente un ammiratore della fontana del Contarini!
A presto ragazzi, ai prossimi avvistamenti!

Le interviste del Fotoclub Bergamo – I nostri soci

Il tuo nome: Ivan Mologni
Quando ti è nata la passione per la fotografia?
Da quando bambino frequentavo le scuole elementari.
Quando fotografi, prediligi temi, ambienti, particolari?
I miei temi preferiti sono la fotografia di ritratto ambientato in strada e sala posa; il reportage di viaggio e in particolare tutte quelle scene che più mi appartengono vuoi per cultura, educazione o per gusto. In somma, per istinto innato verso una fotografia pensata e ragionata.
In due battute, perché “analogico” oggi:
E’ un tipo di fotografia più meditata, pensata, di composizione. La ritengo professionale, frutto di conoscenza sia teorica che pratica. E’ meno soggetta a immediate e bieche manipolazioni. E’ l’etica della fotografia veritiera “non inventata” o d’effetto a tutti i costi. Direi proprio che permette di essere l’artefice, l’artista che inizia da un negativo all’argento o diapositiva e giunge alla stampa finale in camera oscura. Tutto questo nel rispetto della storia, della tradizione e delle proprie capacità tecniche e artistiche.
“Frequenti” la Camera Oscura?
La camera oscura la adopero anzi la sfrutto, tutte le sacrosante settimane. Mi piace vedere apparire l’immagine latente in bacinella nel chimico rivelatore. E’ veramente bello avere amici appassionati con cui condividere il “miracolo” della fotografia che si rivela alla luce rossa della lampada di sicurezza. Per me è una libidine! Spero sempre che anche altri “veri” fotografi possano provare questo grande piacere!
Le tue pellicole preferite?
Senza dubbio il bianco-nero, che lo ritengo “portatore sano” di fascino e artisticità. Non disdegno comunque il colore. A secondo delle esigenze o negativo o diapositiva. Le diapositive poi sono uno spettacolo nello spettacolo con veri proiettori analogici di qualità.
Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni:
Circa 350.000. Tutti ben conservati in appositi album in pergamenini, con provini a contatto, numerati e datati per una facile ricerca d’archivio.
Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Nessun tipo di scansione. Non mi occorre e per me sarebbe comunque già una manipolazione.
L’obiettivo che preferisci o che usi di più:
Senz’altro i grandangolari anche spinti, per essere maggiormente coinvolti nella scena. Dove questo non è possibile uso i teleobiettivi per avvicinare la scena e cogliere i dettagli che potrebbero sfuggire. Meglio gli obiettivi luminosi. Preferisco in ogni occasione di ripresa la luce ambiente.
La macchina che ami in particolare?
Le macchine che preferisco sono le Contax meccaniche e Hasselblad: la 500 CM . Hanno in comune obiettivi soggettivamente determinanti per la qualità che ricerco, in particolare nitidezza, alta qualità cromatica e affidabilità nel loro uso intensivo. Perché è certificata la bontà delle lenti Carl Zeiss a livello mondiale anche con il particolare trattamento antiriflesso siglato T*.
I tuoi autori preferiti e perché:
Gli italiani Pepi Merisio, Mario Dondero, Gianni Berengo Gardin e altri. Gli stranieri Helmut Newton, David Hamilton, Richard Avedon, Henry Cartier Bresson e altri. I miei preferiti per i temi trattati e il tipo di fotografia che molto si avvicina al mio personale gusto e modo di vedere.
..e invece, qualcuno o qualcosa che non ami?
Detesto fermamente chi falsifica la verità di ripresa nella fotografia, spacciandola per vera. Per non parlare della mancanza di professionalità, dell’improvvisazione e della conseguente casualità di un risultato senza la minima autocritica. Un vero schifo.
Perchè?
Per le ragioni già dette; siamo seri e impegnati in quel che facciamo. Sperimentiamo, ricerchiamo, sbrighiamo, ma nella consapevolezza di essere poi in grado di padroneggiare e di saper ripetere queste prove artistiche.
Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Mai fatto foto digitali. Lo giuro sulla Bibbia!! Consulto, consumandoli i miei libri che tengo nelle mie librerie e visito dal vivo tutte le mostre fotografiche analogiche e anche pittoriche possibili. Voglio vedere e apprezzare con i miei occhi le opere. In queste mostre mi compro i libri e i cataloghi per ricordare al meglio le profonde sensazioni provate osservandole dal vivo.
In due parole perché sì o perché no:
Preferisco camminare invece che correre ovvero: prima penso, compongo e poi scatto.
Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
Da sempre: sono il fondatore del Fotoclub Bergamo BFI, nonché il Presidente fino ad oggi. Il nostro club, per scelta, è da sempre e solo analogico: basato sulla pellicola fotografica.
Cosa ti spinge frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Il poter approcciarci in amicizia e con rispetto tra appassionati ed entusiasti di vera fotografia. Confrontarci per crescere reciprocamente stando insieme. E poi, le uscite collettive, il divertimento, il rilassarci. In somma: anche tra una cena o un brindisi tutto quanto fa fotografia vera, bella, reale!
Un pensiero, un motto, una tua considerazione finale:
Qualsiasi azione io compia, il mio pensiero è rivolto al fotografare. Vivere per fotografare e mai fotografare per vivere!*
* P.S. “Viva la vera fotografia non corretta, modificata o inventata al computer”.
Grazie mille ……… e … tanti scatti!!!

AVVISTAMENTI ANALOGICI

Proseguono in città gli “avvistamenti analogici”… dopo le due simpatiche polacche recentemente segnalate (vedi Kasia e Zuzia da Varsavia), ecco già un secondo avvistamento!
Proprio sotto la Torre di Gombito, “tra cardo e decumano”, dove si aggirava un simpatico turista con ben due Hasselblad panoramiche a tracolla.
Si chiama Virgilijus e viene da Vilnius, Lettonia. Nell’istantanea è tra i nostri Silvana e Riccardo, a sua volta con la Rollei.

Virgilijus è un grande professionista che ama scattare anche in pellicola. Qui di seguito il sito del suo studio fotografico a Vilnius: www.sviesosratas.lt …Quanta Storia!
Anche a Virgilijus mandiamo un saluto e l’invito a tornare a Bergamo, tra gli amici del Fotoclubg.
Ai prossimi avvistamenti!!

Le interviste del Fotoclub Bergamo – I nostri soci

Il tuo nome: Oliviero Gotti
Quando ti è nata la passione per la fotografia?
Vent’anni fa.
Quando fotografi, prediligi temi, ambienti, particolari?
Mi piacciono il paesaggio naturale e urbano, e i borghi storici estranei al turismo consumistico. Amo anche le istantanee di persone nel loro ambiente e ovviamente il ritratto.
In due battute, perché “analogico” oggi:
Mi appassiona. Apprezzo la peculiarità di fissare l’immagine sulla pellicola. Con la fotografia analogica l’essenza, cioè l’immagine reale, e la sostanza, nella forma della pellicola impressionata, si fondono in un unicum tangibile.
“Frequenti” la Camera Oscura?
Ho l’attrezzatura ma stampo abitualmente al club o dagli amici.
Le tue pellicole preferite?
Ilford 125, Kodak Tri-x 400 e in diapositiva colore, la Provia 100.
Stima quanti fotogrammi hai archiviato negli anni:
Forse diecimila?..
Esegui anche la scansione digitale dei tuoi negativi?
Talvolta se indispensabile. Per esempio quando devo trasferire l’immagine sul Blog del Foto Club.
L’obiettivo che preferisci o che usi di più:
Il Leitz 35 M Summilux. Lo uso un po’ per tutto. Lo trovo semplicemente magico a grande apertura, soprattutto in interni e molto incisivo chiuso di pochi diaframmi.
La macchina che ami in particolare?
La mia Leica M4 nera.
Il motivo?
E’ essenziale, spartana e aristocratica. Quasi invisibile ai più. Come tutte le “M” presa confidenza non te ne separi facilmente.
I tuoi autori preferiti e perché:
Pepi Merisio. Amo le sue immagini della nostra gente a cavallo degli anni ’60 del secolo scorso, che coincidono con i ricordi della mia infanzia. Le considero la poetica testimonianza del crepuscolo della nostra civiltà. Guardando all’oggi, però, sono con i tanti, anonimi, giovani artisti che nella tecnica fotografica tradizionale, hanno colto la novità e la differenza. Esprimono la loro arte autarchicamente, talvolta con risultati strampalati, ma che denotano freschezza, curiosità, coraggio intellettuale. Difendono il proprio talento dall’espropriazione digitale.
…e invece, qualcuno o qualcosa che non ami?
Non amo la cosiddetta fotografia impegnata o genericamente di tema sociale. Non è libera, è strumentale a scenari politici pre-ordinati. Negli ultimi decenni, questa fotografia non è stata solo testimone di cambiamenti sociali più o meno indotti ma, purtroppo infimamente attiva nella corrosione della nostra comunità.
Fai anche foto digitali o consulti sulla rete siti dedicati alla fotografia?
Scatto sporadicamente con il telefonino. In rete mi piace “Thefix Magazine” rivista giovane dedicata alla foto analogica di oggi. Sottolineo di oggi, non del passato!
Da quanto tempo fai parte del nostro sodalizio?
Da sei anni, ma nel ’98 avevo lo frequentato per un corso in camera oscura.
Cosa ti spinge frequentare oggi un circolo fotografico nell’epoca di internet?
Stare con gli amici e insieme divertirsi.
Un pensiero, un motto, una tua considerazione finale:
“La perfezione umana e il perfezionamento tecnico non sono conciliabili. Se vogliamo l’una bisogna sacrificare l’altro” (Ernst Junger).
Grazie mille ……… e … tanti scatti!!!
Grazie a voi!

Fotoclub Bergamo, marzo 2017.