La complicata origine di una bella reflex: Carena KSM-1

Il marchio Carena era stato creato dalla Büro-und Rechenmaschinenfabik, azienda fondata in Liechtenstein, che produsse negli anni ’50 e ’60 alcuni modelli di cineprese amatoriali e videoproiettori; chiuse all’inizio degli anni ’70 e il marchio fu acquistato dalla Interdiscount di Lugano per essere usato nel suo catalogo di fotocamere. Negli anni ’60 il marchio era però già stato usato ampiamente in Germania da Porst (azienda di distribuzione e rivendita di molte marche di fotocamere, fondata nel 1919 a Norimberga) che già commercializzava la giapponese Cima Kogaku (Cimko), fondata nel 1932, che a sua volta aveva già assorbito la Topcon di Tokyo. Nel 1982 Interdiscount acquistò una partecipazione di maggioranza in Porst, riunendo efficacemente i marchi Carena e Porst. Interdiscount cedette successivamente Porst alla società belga Spector NV, mantenendo però il marchio Carena per cui molte delle telecamere successive furono prodotte da Cosina , ma anche da Balda, Franka, Fuji, Mamiya, Tarone, Yashica.
La Carena KSM1 fu costruita in Giappone a partire dal 1978 dalla Cima Kogaku (Cimko), che in quegli anni produceva anche le ultime Topcon dopo la crisi di quest’ultima. La Cimko la forní poi a diversi distributori ed ecco perché la si puó trovare anche come Exakta EDX2, Cimko LS-1, Quantaray (Delta) D2-RZ negli USA e anche Rony RS1.
Anche gli obiettivi, il 55mm (della foto), un 35mm ed un 135mm, erano prodotti dalla Cima Kogaku, che a quel tempo entrò a far parte della Mitsui Keiretsu, uno tra i maggiori conglomerati industriali al mondo a cui appartenevano anche Topcon e Toshiba.
Alcuni perciò sostengono che la KSM1 fu una produzione fatta nella fabbrica della Cosina Company Ltd di Nagano, Japan.
La Carena KSM1, dove la K indica l’uso dell’innesto a baionetta Pentax, fu la prima di una nuova gamma: ad essa successe la KSM2 con visualizzazione del diaframma nel mirino e poi la KSM3, motorizzabile.
Caratteristiche: Mirino: a pentaprisma fisso, copertura 93%. Schermo: di messa a fuoco fisso con lente di Fresnel microprismi e telemetro a immagine spezzata al centro. Otturatore: a tendina a scorrimento verticale controllato elettronicamente, con tempi da 1″ a 1/1000 in automatico, da 1″ a 1/1000+B in manuale, sincro lampo X (1/125), contatto lampo diretto e tramite cavetto. Esposimetro: con cellule al silicio, sensibilità da 25 a 3200 ASA (15-36 DIN). Campo di misurazione da EV 2 a 18 con pellicola 100 ASA e obiettivo f/1.4. Misurazione TTL a tutta apertura. Esposizione: automatica con priorità dei diaframmi e manuale con possibilità di correzione di ±2 EV. Tempi visibili nel mirino. Ottica: intercambiabile con innesto a baionetta Pentax K. Leva di carica con movimento singolo. Alimentazione: con 2 pile da 1.5 V. Innesto per il Carena Auto Winder. Dimensioni: 147x95x92 mm. Peso: 915g. Prezzo dell’epoca con obiettivo Lire 190.000.

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