“Paparazzo”… un tipo di fotografo particolare

Con il termine “paparazzo” si definiscono (a volte in modo dispregiativo) quei fotografi specializzati nel riprendere personaggi famosi in occasioni pubbliche o nella loro sfera privata, quasi sempre cercando le situazioni più particolari, più rare, più compromettenti (in modo da poterne ricavare più denaro). Il termine è una parola d’autore creata e diffusasi grazie al film di Federico Fellini “La dolce vita“, nel quale un personaggio (interpretato da Walter Santesso), che esercita questa professione, ha il cognome Paparazzo e Fellini modellò poi il personaggio sui racconti di Carlo Riccardi, Tazio Secchiaroli e Marcello Geppetti, celebri fotografi dei divi nella Roma degli anni sessanta. Fu Rino Barillari a valorizzare il termine “paparazzo” rendendola una figura rispettabile del fotogiornalismo italiano.
Anche Lady Gaga ha dedicato recentemente ad essi un singolo.
Nel libro dedicato ad Audrey Hepburn, il figlio dell’attrice ne parla diffusamente:
Audrey a Roma
Audrey a Roma 3“A Roma mia madre diventa inevitabilmente anche protagonista degli scatti dei “paparazzi” ante-litteram. Gli inseguimenti inscenati da Walter Santesso – paparazzo nella Dolce vita felliniana toccano pure a lei. Ed è stata una foto del grande Rino Barillari capitatami tra le mani a dare idealmente il via a questa concatenazione di foto che raccontano Audrey a Roma. Mamma però non viene mai colta in fallo, tranne forse per uno sguardo trasognato, rubato a tarda notte in un night. A quel tempo tra attrice e fotografo si creava un sodalizio. Mia madre aveva i suoi fotografi di fiducia, ai quali dava l’esclusiva, ottenendo in cambio immagini impeccabili.

E gli scatti che preferiva erano quelli di Pierluigi Praturlon, che era l’onnipresente fotografo di scena della “Hollywood sul Tevere”, richiesto da William Wyler come da King Vidor, da Vittorio De Sica e Federico Fellini. Fu lui a ispirare la scena clou di La dolce vita, ritraendo per primo, illuminata dai fari della sua macchina, l’amica Anita Ekberg che passeggia nella Fontana di Trevi al termine di una notte al night. Anche fuori scena sono sue le fotografie preferite dalle attrici. Perché Pierluigi Praturlon celebrava la diva, ma sapeva guardare oltre. Lui la fotografa sulla terrazza dell’Hotel Hassler mentre apre il telegramma che le annuncia il premio come miglior attrice assegnato dal Circolo dei Critici di New York per La storia di una monaca. Pierluigi Praturlon diventa uno di famiglia al punto che anni dopo, nel 1969, un filmino girato al matrimonio dei miei genitori, mentre bacia in fronte mio fratello Sean….”

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