Contax RTS III: Un chilogrammo di storia delle reflex

Con l’avvento del digitale, tutte le reflex analogiche, anche se di gran pregio, sono passate in secondo piano ma la Contax RTS III resta in assoluto una delle migliori macchine fotografiche mai prodotte;  sono sempre state macchine fotografiche ritenute da “specialisti” e non hanno avuto quindi una diffusione massiccia come per esempio le ottime Nikon.
Dal settembre del 2005 il marchio Contax ha cessato di esistere per “motivi di mercato”; la Kyocera ha chiuso questo ramo produttivo, iniziato con l’acquisizione del celebre marchio tedesco nel 1975, pur mantenendo viva l’assistenza tecnica.
1991 Contax RTS III -2La RTS III vide la luce nell’ormai lontano 1991, fu la prima e unica macchina fotografica ad avere il dorso pressapellicola aspirante: al momento di scattare la foto un sistema pneumatico aspira la pellicola, garantendone una perfetta planarità. Il suddetto dorso è in pregiatissimo materiale ceramico, e incorpora anche il dispositivo per stampare data e ora sulla pellicola. Ciò che, almeno per l’epoca, poteva stupire era che data e ora non venivano “invadentemente” sovraimpresse sull’immagine, ma in maniera microscopica tra un fotogramma e l’altro.
Questa solida macchina fotografica è pesante: pesa circa un chilogrammo, batterie e ottica esclusi. Dopo qualche ora di cammino anche il grammo pesa, ma occorre considerare che una macchina fotografica, usata a mano libera, più pesa e più è stabile; se utilizziamo lunghe focali è più facile degradare l’immagine per colpa di movimenti all’apparenza impercettibili e per ridurre al minimo il micro-mosso durante lo scatto (con macchina installata sul cavalletto), la RTS III permette il ribaltamento manuale dello specchio interno.
Però, nonostante il peso, è molto comoda da impugnare; addirittura, se orientata verticalmente, la si potrebbe adoperare anche con una mano sola e, per lo scatto, si può pure abilitare un secondo pulsante collocato lateralmente.
Il mirino è nitidissimo, ed è possibile la regolazione diottrica dell’oculare.
Le pile durano abbastanza (si possono usare sei batterie formato AA oppure una 2CR5) ma occorre attenzione al freddo intenso: il trascinamento della pellicola è motorizzato e con climi rigidi assorbe parecchio.  Comunque, adottando alcune precauzioni, la RTS III lavora anche con temperature prossime e addirittura inferiori agli zero gradi centigradi.
Il sistema elettronico che la governa è addirittura ridondante: esistono due cpu, casomai una si guastasse.
Le validissime ottiche Contax montano le pregiate lenti della Carl Zeiss.

E’ con macchine di questo tipo che si impara a fotografare in maniera “ragionata”, principalmente per queste ragioni:
-messa a fuoco manuale;
-nessun “programma”, ma tre modalità operative: priorità di tempi, priorità di diaframmi, regolazione interamente manuale;
-misurazione della luce media o spot: devi “conoscere” la luce e la pellicola, anche se l’esposimetro ti aiuta.
Difficile? Oggigiorno pare proprio di sì!
E’ ormai rarissimo trovare RTS III nuove e soltanto un vero appassionato potrebbe sborsare la cifra elevata tuttora richiesta; si trovano però ancora tra le usate ad un prezzo accettabile.

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